Metodo
Fact-checking
Il fact-checking è la verifica sistematica di affermazioni pubbliche: dichiarazioni politiche, dati citati nei media, post virali. Non consiste nel dire se qualcuno ha ragione, ma nel controllare se un fatto specifico è vero, falso o parzialmente vero.
Da dove si parte
Si isola un'affermazione controllabile. "Il governo ha aumentato la spesa sanitaria" è verificabile; "il governo non si preoccupa della salute" è un giudizio. La prima domanda è sempre: che cosa esattamente viene affermato, con quali numeri, in quale periodo, con quale definizione?
Le fonti
La fonte primaria è la migliore: bilancio, documento ufficiale, statistica originale, atto normativo. Le fonti secondarie servono a orientarsi ma vanno risalite. Se un articolo cita un rapporto, bisogna leggere il rapporto; se cita una legge, bisogna leggere la legge.
Il verdetto
I verdetti utili sono graduati: vero, perlopiù vero, misto, perlopiù falso, falso, impossibile da verificare. La trasparenza sul metodo conta quanto il verdetto: il lettore deve poter vedere quali fonti sono state consultate e quali limiti esistono.
Errori frequenti
- Citare una fonte che cita un'altra fonte, senza risalire all'originale.
- Confrontare periodi o definizioni diverse.
- Scambiare una previsione per un dato.
- Dimenticare il contesto che cambia il significato di una cifra.
Perché è utile
Il fact-checking riduce la circolazione di informazioni errate e obbliga chi parla in pubblico a misurarsi con i fatti. È un servizio al lettore, non una vendetta contro un avversario politico.