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X-Men: Apocalypse – recensione mutante

ATTENZIONE ALLA SVOLTA

Per la quarta volta, il direttore di Soliti sospetti si riunisce con il Marvelian Mutant Team. Per questo regista che avrà contribuito molto a dimostrare che i supereroi potevano essere presi sul serio, con in particolare a X-Men 2 diventato un riferimento, questo nuovo capitolo è stato sia un enigma che una trappola fatale.

Non aiutato da prime immagini molto connotate Power Rangerse dopo a Giorni di futuro passato che aveva segnato l’apice della saga al botteghino, Apocalisse sembrava segnare un grande cambiamento per il franchise: presa in giro nella scena post-crediti del film precedente, questa nuova opera sembrava decisamente entra nel ballo ordinario del MCU e dei mega-franchising.

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Infatti, se non nega l’eredità della saga, basata su personaggi forti piuttosto che sull’overdose di distruzione, Apocalisse porta i suoi protagonisti nel rischioso terreno dello scontro titanico, dall’opposizione a una über-nemesi di potere sproporzionato. Specifiche già lavorate dai suoi diretti concorrenti all’epoca (Avengers: Age of Ultron, Batman contro Superman e Capitan America guerra civile), senza mai arrivare a una proposta pienamente soddisfacente. Basti pensare che Bryan Singer, che non è mai stato un grande direttore artistico o un direttore d’opera, sta entrando nel campo minato. E non sorprende che il suo film cada in alcune delle trappole che lo attanagliano.

X-Men: ApocalisseAvvertire gli occhi

DESIGN DI PRODUZIONE: APOCALISSE

Come temuto, Apocalypse soffre di un design fallito nella migliore delle ipotesi, assolutamente ridicolo nella peggiore. Entrambi datati, assurdi e crudelmente brutti, il gigante blu non convince mai del tutto, nonostante la solida interpretazione di Oscar Isaac. Allo stesso tempo, Non è facile terrorizzare l’intera Terra quando sembri un cattivo fallito di una parodia di Stargate. Questo mitico avversario è servito anche da uno scenario che va a sbattere più volte contro un ostacolo evidente: come raccontare in due ore l’avvento di un’entità invincibile e mettere in scena la vittoria dei suoi avversari?

Lo scenario ricorre così a enormi buchi narrativi per impedire ad Apocalisse di spazzare via l’umanità con lo schiocco delle dita. (l’uso di testate nucleari visto nel trailer potrebbe infastidire gli spettatori esigenti). Di conseguenza, la storia, che a volte guarda più alle ricette disincarnate della Disney che alle meccaniche narrative degli episodi precedenti, fatica a convincere.

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X-Men: ApocalisseL’Apocalisse ha il blues

Tuttavia, sarebbe sbagliato qualificarsi X-Men: Apocalisse fallimento totale. Imperfetto com’è, è semplicemente uno dei film di supereroi più ambiziosi visti fino ad oggi. Innanzitutto, questo X-Men è pieno di scene di confronto dantesco : se la sequenza dell’aeroporto ti ha impressionato Capitan America guerra civilepreparati per una vera rottura di aneurisma quando i mutanti usano i loro poteri.

Poi fa una scelta narrativa ed estetica decisiva. Certo, possiamo pentirci che il film abbia optato per una foto così impersonale, ma il suo taglio è terribilmente fantasioso; durante l’ormai essenziale sequenza rallentata di Quicksilver, non appena entrano in gioco i poteri (Cyclops e Jean Gray sono tremendamente serviti dalla macchina da presa di Singer) ma anche nella sua rappresentazione del mondo.

In X-Men: Apocalissenon vaghiamo dalle aree industriali ai parcheggi sbiaditi. Il film ci porta in luoghi molto reali, che incarna e manipola secondo le esigenze della storia. Bryan Singer offre quindi più di un film d’azione per tutto il pubblico, offre una storia alternativa che mette in discussione in modo pertinente l’universo in cui viviamo.

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SALVA MOBILI

La decisione di polverizzare Auschwitz durante una scena fondamentale nell’evoluzione di Magneto conferisce al film una forza simbolica a volte paralizzante. Allo stesso modo, i passaggi obbligati della massiccia distruzione non sono occasione per bilanci alquanto ridicoli come quelli branditi di fronte a Vendicatorima causa di vere sofferenze. L’apocalisse che finalmente si svolge impressiona, sia visivamente che nelle emozioni che trasmette.

Infine, il film dà sostanza nel suo ultimo terzo a una nuova e formidabile squadra di X-Men, potenzialmente la migliore fino ad oggi, liberata da diversi protagonisti la cui assenza era temuta. Così, nel suo rifiuto di sottomettersi completamente all’attuale diktat del meno qualitativo e nel mantenere il suo DNA, centrato sulle evoluzioni dei suoi eroi, Il film di Bryan Singer ci offre ottimi momenti di intrattenimentononostante innegabili debolezze.

X-Men Apocalisse

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