fbpx

Viserys ha rivoluzionato la saga e la violenza di Game of Thrones

Da Game of Thrones e il suo successo mondiale, la morte ha assunto un nuovo (e spettacolare) significato nel mondo delle serie. E Casa del Drago appena cambiato tutto.

ATTENZIONE SPOILER

Al termine della sua prima stagione, durante la decapitazione di Ned Stark, la serie ispirata alle opere di George RR Martin poneva un’equazione che non per niente era nel suo successo planetario. Non importa se sei buono o cattivo, comprensivo o sinistro, virtuoso o malvagio fino in fondo, in Game of Thronesnessuno era intoccabilee il minimo errore strategico potrebbe essere sanzionato.

Gli spettatori dal cuore puro hanno dovuto digerire il disordinato Red Wedding e scoprire che l’affascinante Oberyn Martell aveva i suoi valori, il suo carisma e il suo talento combattivo dalla sua, una troppa vanteria insieme a un avversario morente è sufficiente per causarne la caduta. Smembramento, taglio della gola, pestaggio di materia grigia o barbecue gigantela morte è sempre stata spettacolare Game of Thronesmotivo di stupore, vertigini ed effetti shock.

“Io ho la pesca”

VENERE VISCERA

A prima vista, si potrebbe pensare che Casa del Drago segue la stessa tendenza del suo predecessore. A intervalli regolari, durante un torneo, una battaglia o un semplice alterco tra nobili, si riversa un diluvio di budella, quasi con nonchalance. Eppure, un personaggio, da solo, hackererà il software brutalista del franchise firmato HBO. Questo è il re Viserys, che ci viene presentato fin dall’inizio come una morte a tempo debito, per almeno due ragioni.

Prima di tutto, Casa del Drago mira a raccontare la guerra civile risultante dalla lotta per il potere che dilania il clan Targaryen… dopo la sua morte. Non c’è quindi dubbio che debba intervenire relativamente presto nella storia. Una storia che ha posto fin dai suoi inizi quello il sovrano era malato, divorato da una forma di lebbrae quindi ha promesso una fine sgradevole.

La casa del drago: foto, Paddy Considine“Deve essere quello che chiamiamo rimettersi in forma”

Ciò costituisce una rottura con la tradizione iniziata da Game of Thrones. Pochissimi i protagonisti saranno morti nel loro letto, lontani da ogni campo di battaglia, preservati dall’avvelenamento, e quasi nessuno avrà avuto occasione di vedere arrivare il Tristo Mietitore, tanto la falce del destino preferisce coglierli di sorpresa. Niente di tutto questo qui, il movimento narrativo di questa prima stagione è stato in gran parte dedicato alla scomparsa del rementre il capitolo 8 avrà fatto del suo passaggio dalla vita alla morte il suo argomento quasi esclusivo.

Leggi  "Un posto da sognare": la tensione cresce tra Mel e Jack nel trailer della quarta stagione

La casa del drago: foto, Paddy Considine“Ma come la grande pesca cosa”

MORTE PER I VALIDI

Questa agonia fu lunga, di aspetto dolce, Viserys morì circondato dalla sua famiglia, dopo averli riuniti un’ultima volta, e ottenuto da loro una parvenza di pace. Eppure, costituisce una delle proposte drammaturgiche più impegnative, crudeli e travolgenti dell’intera saga iniziata più di un decennio fa. In effeti, la sua dimensione inesorabile, la sua temporalità permettono di “apprezzare” la sua durezza.

Viserys, nonostante il suo rigore e la profondità dei suoi impegni decennale con sua figlia, si sarà tradito nel modo più patetico mentre la sua mente delirante si sgretola e va alla deriva verso la morte, rendendolo incapace di realizzare il significato delle parole che borbotta . O una tragedia di infinita tristezza, ulteriormente rafforzata dai suoi ultimi secondi di vita.

La casa del drago: foto, Paddy Considine“Dai, un po’ di calevas, e si riparte”

L’inquilino del Trono di Spade affronta, davanti ai nostri occhi, la solitudine della morte, come lui stesso sussurra. L’uomo più potente di Westeros, apprezzato per il suo pacifismo, venerato per la sua saggezza, quando non arriva più il momento, è isolato, la sua anima errante, il suo respiro corto. Né Game of ThronesCasa del Drago non ci aveva preparato un’agonia così anti-spettacolare e intima. Questo approccio rinnova totalmente ciò che avevamo conosciuto fino ad ora, e rende il passaggio di Viserys dalla vita alla morte uno dei più terribili e strazianti dell’universo immaginato da George RR Martin.

Nessuna soddisfazione adrenalinica, nessun piacere aneddotico o feroce contentezza per un viaggio affrettato. Solo la certezza che una morte attesa, desiderata, nel caso di questo paziente ha sopportato le peggiori sofferenze per anni, non è mai poetico o soddisfacente. Rimangono solo il fallimento e la solitudine, prima del nulla. Desolazione assoluta, con l’aria di una piccola rivoluzione.

Lascia un commento