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Uno spruzzo più grande: recensione bagnata

immersione artistica

Fin dai primi istanti, estasi: dal film di Luca Guadagnino si sprigiona pura energia cinematografica, che aveva già sconvolto gli animi nel vortice diAmore, la sua prima collaborazione con Tilda Swinton. Entriamo così Uno spruzzo più grande come in un sogno, con la sensazione che qualcosa di grandioso e misterioso sia in gioco tra la silhouette aliena di questa rockstar e il sole italiano sotto cui la coppia si crogiola.

La grande forza di questo remake di La piscina di Jacques Deray (con Alain Delon, Romy Schneider e Jane Birkin) ha appena questo soffio di cinema assolutamente irresistibile, che coglie senza perdere un minuto. Guadagnino ha un favoloso senso dell’inquadratura, che illumina ogni scena, ogni set, ogni costume e ogni volto. Dagli abiti di Tilda Swinton agli occhiali di Dakota Johnson, dalla casa lussuosa alle strade della cittadina, Uno spruzzo più grande è un oggetto cinematografico generoso e seducente, che trabocca di civetteria. E soprattutto, il film respira cinema, e manifesta un amore totale per i suoi strumenti e le sue possibilità.

Tilda Swinton e Ralph Fiennes

ACQUE PROBLEMI

È forse perché la forma è prepotente che il contenuto lascia a desiderare, a meno che non sia questo scenario non molto profondo a dare così tanto spazio alla messa in scena. In tutti i casi, Uno spruzzo più grande non riesce mai davvero a esplorare i territori oscuri del desiderio e della gelosia, eppure al centro della storia. Installato fin dai primi minuti, fulmineo, il mistero si svela a poco a poco invece del previsto crescendo.

Poiché il film preferisce filmare le sfilate spesso grottesche dei suoi personaggi, senza dar loro abbastanza carne e sfumature, la troupe è più seducente che toccante. Il carisma devastante degli attori prende così il sopravvento : Tilda Swinton e Matthias Schoenaerts sono perfetti nei ruoli a loro immagine (l’affascinante rockstar, il maschio selvaggio).

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Foto Tilda Swinton, Ralph FiennesTensione zero

Ma lo spettacolo è fornito principalmente da Ralph Fiennes e Dakota Johnson. Eccelle senza alcuna difficoltà in un ruolo che gli stende il tappeto rosso per una performance straordinaria, mentre la giovane attrice (che ha sostituito Margot Robbie) si rivela particolarmente ammaliante, sensuale e audace. Un ruolo dal quale, pur essendo distante anni luce 50 sfumature di grigiosi riferisce necessariamente alla tenera Anastasia Steele.

Senza essere così grandioso come suggeriscono i suoi inizi, Uno spruzzo più grande è quindi meno un buon thriller che un vibrante esercizio di stile, in cui Guadagnino ei suoi quattro attori danno il massimo, con inebriante energia e libertà.

Locandina

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