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Turok: Dinosaur Hunter – quando DOOM pensava che fosse Jurassic Park

Rilasciato nel 1997 su Nintendo 64, Turok: cacciatore di dinosauri era un FPS con un universo pazzesco, a metà strada destino e Jurassic Park.

Il 1997 è stato un anno glorioso per i videogiochi. GoldenEye 64, Final Fantasy VII, Fallout, Super Mario 64…e in questa lista di titoli memorabili è in cima alla lista Turok: cacciatore di dinosauriun prodotto FPS ibrido tra DESTINO e Jurassic Parkla cui atmosfera selvaggia e cocktail pulp che mescolavano fantascienza e culti primitivi hanno lasciato un segno indelebile nella vita dei giocatori dell’epoca.

Tratto da un fumetto cult americano nato negli anni ’50 che purtroppo non ha mai attraversato l’Atlantico, Turok: cacciatore di dinosauri è stato il punto di partenza di una lunga saga che si è conclusa nel 2008. Tuttavia, nessuno dei suoi successori è mai riuscito ad avvicinarsi a questo primo colpo di genio. Uno sguardo indietro su uno dei capolavori (quasi) dimenticati della storia dei videogiochi.

“Vcercando di domare quel Chris Pratt!”

Turok Ti piace un uragano

Il nativo americano Tal’Set, soprannominato Turok dai suoi coetanei, è un guerriero che viaggia nel tempo. Porta il peso dei membri maschi della sua stirpe: il dovere difendere la barriera mistico-scientifica che separa il pianeta Terra dalle Terre Perdute (The Lost Worlds), una specie di zona fuori dal tempo e dallo spazio, dove la peggior feccia dell’universo di tutte le epoche si ritrova in un felice pasticcio. Dinosauri, alieni, creature mutanti di ogni tipo incrociano il suo cammino ogni giorno.

La sua routine di super poliziotto locale viene interrotta durante la notte quando un pazzo Lord di nome Attivista (letteralmente il militante o veterano militare) si mette alla ricerca del cronoscettro, un’arma leggendaria in grado di attraversare i limiti dello spazio e del tempo. L’artefatto è così potente che è stato dislocato in otto pezzi, che sono stati sparsi per le Terre Perdute. Tal’Set va quindi alla ricerca degli otto pezzi dell’arma, distribuiti negli otto livelli che compongono il gioco.

Turok: cacciatore di dinosauri: fotoSscienza o magia, impossibile da sapere

Lo scenario serve soprattutto come pretesto per esplorare le Terre Perdute, queste strane terre dove si incontrano alte tecnologie e culture ancestrali. Turok: cacciatore di dinosauri è una delle rare soft dell’epoca a potersi vantare di avere un universo davvero originale, quasi mai visto nel panorama videoludico. Tal’Set affronta cyborg, demoni, insetti giganti e un bel gruppo di dinosauri, incluso un enorme Cyborg T-Rex dal dolce nome di Thunder, uno dei boss più memorabili del franchise.

Per essere in grado di ridurli a carne in scatola, Turok aveva una serie di armi altrettanto pazze del cast di nemici a cui si opponeva. L’arma emblematica della saga rimane il Tek Bow, un arco che consente l’utilizzo di un’intera collezione di frecce che avrebbero fatto ingelosire Occhio di Falco, dalla freccia esplosiva alla freccia avvelenata. Ma l’eroe aveva anche a sua disposizione un fucile, un fucile alieno, un lanciagranate, un coltello da caccia… E il divertente cannone a particelle, che congelava i nemici prima di farli esplodere. Un puro piacere.

Turok: cacciatore di dinosauri: fotoioè troppo carino

Per chi parla di Turok

Uno dei maggiori punti di forza di Turco doveva prendere molto sul serio il suo argomento. Nonostante il contesto delirante, l’aspetto folle del bestiario e uno scenario più che limitato, gli americani dello studio Iguana Entertainment hanno realizzato la scelta di trattare la loro materia in primo gradol’antitesi di ciò che a Duca Nukem 3D. Il designer e regista del gioco David Dientsbier ha voluto riscoprire l’aspetto selvaggio del fumetto Turcocreato da Rex Maxon e pubblicato da Dell Comics (Flash Gordon) del 1956, pur mantenendo l’aspetto fantascientifico delle sue versioni più moderne.

Ispirato da Le Mondo Perduto di Arthur Conan Doyle, il fumetto ha come protagonisti Turok e suo fratello Andar, due nativi americani che si ritrovano persi in un mondo popolato da uomini preistorici e dinosauri. Dopo alcune battute d’arresto, la licenza Turco alla fine è approdato alla Valiant Comics nel 1993 e gli elementi di fantascienza vengono iniettati nei fumetti. Quando Acclaim ha acquistato Valiant nel 1994, l’azienda ha deciso di spingere ulteriormente il concetto, rendendo le Terre Perdute una sorta di hub spaziotemporale in cui si incontrano tutti lo spazio-tempo.

Turok: cacciatore di dinosauri: fotoLevoluzione dei fumetti Turok

Nel 1997, Acclaim aveva già perso i diritti di sfruttamento delle sue più grandi licenze: Jam NBA e Combattimento mortale. Viene quindi presa la decisione di scavare nel catalogo dei fumetti di Valiant per rilanciare la biglietteria automatica. Gli esperti hanno messo gli occhi sulla licenza Turcoe decidono di darsi i mezzi per far nascere un grande gioco. Turco doveva diventare la punta di diamante del revival di Acclaim.

Turok: cacciatore di dinosauri è stato di gran lunga il progetto più folle di Acclaim e Iguana Entertainment (Jam NBA). In un’intervista rilasciata a IGN nel 1997, David Dientsbier ha spiegato che fin dall’inizio voleva Turco è un gioco ambizioso, e che solo il Nintendo 64 potrebbe essere all’altezza:

“Uno dei generi più in voga nei giochi era FPS. E sapevamo che sarebbero arrivati ​​giochi come Quake e Prey […]. Sapevamo che quello che potevamo fare con l’N64 sarebbe stato di gran lunga superiore a quello che si poteva fare su un PC. Ci è sembrato un modo naturale per mostrare la potenza 3D della macchina e portare questo tipo di gioco a un livello più alto di realismo e intensità”.

Turok: cacciatore di dinosauri: fotoEccone uno che sarà meno intelligente

Turok La Casbah

Realistico, intenso, selvaggio… Aggettivi che sono serviti da linea guida per lo sviluppo del gioco Turco su Nintendo 64, e che qualificano perfettamente il risultato finale. Turok: cacciatore di dinosauri è un FPS di fascia alta. Sfruttando appieno la potenza dell’N64, dal punto di vista grafico il gioco dà un vero schiaffo al pubblico alla sua uscita. I dinosauri sono palesemente veri, le trame sono sbalorditive e i nemici avevano un’IA molto credibile. Particolarmente ingegnoso è stato l’uso della nebbia per poter mantenere la fluidità in ogni momento.

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Il mondo da esplorare Turco era pericoloso, pieno di trappole, e la minima disattenzione poteva portare alla morte immediata. Il software seppe addirittura vantarsi di offrire momenti di rara intensità in un FPS dell’epoca: particolarmente epica fu la lotta contro il boss Longhunter al volante del suo Hummer corazzato, così come lo scontro con Mantis, il cyborg insettoide della mente -velocità di soffiaggio. E le fasi delle piattaforme di cui è cosparso il software devono aver fatto sudare freddo ai giocatori dell’epoca.

Turok: cacciatore di dinosauri: fotoDov’è l’insetticida?

Alcune fasi del gioco erano a volte così tese che il titolo andava avanti flirtare con il survival horror. Quando il giocatore, messo alle strette sull’orlo di un precipizio, osservava impotente la corsa di due rapaci, la paura attanagliava le viscere. Una paura rafforzata dall’eccezionale colonna sonora del titolo, firmata Darren Mitchell. Il compositore americano ha firmato un’atmosfera sonora oscillante tra un minimalismo che si avvicina al movimento dei droni, e percussioni tribali come per i brani Città antica Dove Giungla.

Tuttavia, non ha esitato a ottenere degli strati di pianoforte particolarmente pesanti, solo per aggiungere una dimensione pesante all’insieme, come le tracce Capo Dove Fortezza degli attivisti. Una OST ammirevole che, seppur non molto vario, riesce ad afferrare i giocatori, e ad interferire durevolmente nei loro cervelli. È anche un tour de force tecnico che ha dimostrato che, nonostante il supporto della testina, l’N64 aveva sotto il cofano quando si trattava delle sue capacità di gestione del suono.

Treno Turok’n’roll

gioco di caccia ai dinosauri è stato un enorme successo per Acclaim, con 1,5 milioni di copie vendute su Nintendo 64. Sebbene concepito come un’esclusiva per Nintendo 64, in seguito al successo di critica e commerciale del software, l’editore prese la decisione di portare il gioco al supporto di Windows alla fine del 1997 per la gioia degli utenti PC, ma anche su Game Boy. Per quest’ultima versione, la formula è stata modificata per diventare uno scroller laterale d’azione 2D.

Turok: cacciatore di dinosauri ha sperimentato le gioie della genitorialità dei videogiochi dando vita a due sequel, Turok 2: Semi del male e Turok 3: L’ombra dell’oblio, così come un episodio puramente multiplayer Turok: Guerre di rabbia. Opus è uscito tutto su N64 e beneficia dell’adattamento su Game Boy e Game Boy Color. App le cui qualità ludiche e narrative sono solo diminuite nel tempo, nonostante i continui aggiornamenti grafici.

Turok 2: Semi del male: immaginiLLa modalità multiplayer di Turok 2 non aveva nulla da invidiare a GoldenEye 64

Nel 2002 il prequel della saga Turok: Evoluzione è stato il primo gioco della serie ad approdare su PlayStation 2, Xbox e GameCube, ma non è riuscito a convincere il pubblico, né la stampa specializzata, per colpa di un gameplay morbido e di un aspetto nanardesco precedentemente assente dalla saga. La condanna a morte del franchise è stata nominata Turcoun superfluo reboot progettato da Propaganda e Disney Interactive per PS3, Xbox 360 e PC, le cui meccaniche di infiltrazione imperfette, l’uso eccessivo della cam traballante e bug intollerabili hanno avuto la meglio sulla pazienza dei giocatori.

Con la sua atmosfera primordiale, la struttura aperta dei suoi livelli, tutti collegati tra loro attraverso un HUB centrale, e il suo aspetto di ricerca e sopravvivenza nella natura selvaggia, il Turok: cacciatore di dinosauri dal 1997 già prefigura il grido lontano dal 2004 fatto Ubisoft. Il lato crudo e diretto dei primi due grido lontanol’enfasi su un contesto più tropicale che urbano, a cui tutto fa riferimento Turco. Una filiazione che diventa evidente con i titoli Far Cry Primordiale con le sue battaglie contro le bestie feroci, e Far Cry Blood Dragon, specialmente quando si affronta un Cyborg T-Rex…

Far Cry 3: Blood Dragon: immagineHArc e dino cyborg, la ricetta per Turco Drago insanguinato di Far Cry

Al giorno d’oggi, licenza è ufficialmente morta e sepolta. Nonostante i remaster usciti su Xbox One, Switch e PS4 e tra il 2018 e il 2021, che avrebbero potuto far presagire un ritorno della saga, nulla fa pensare a un ritorno di Tal’Set o dei suoi discendenti sul fronte della scena videoludica, anche se indiscreti voci suggerivano che Ubisoft avrebbe potuto far rivivere il franchise. Il ciclo sarebbe stato quindi chiuso nel mezzo Turco e grido lontano.

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