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‘The Last of Us’ 1×01, un orologio rotto nel bel mezzo di un’apocalisse tanto scioccante quanto credibile

L’ultimo di noi ha qualcosa da raccontare. E non è preoccupato di prendersi il tempo per farlo. Alla sua prima, aveva il compito di mettere insieme un prologo, che avrebbe messo in moto la trama, insieme alla presentazione di vari personaggi e di una società che era molto cambiata dopo l’apocalisse avvenuta 20 anni prima.

Così, Pietro Pascal, che interpreta Joel, viene mostrato in due versioni molto diverse. La prima, quella di un padre qualunque che cerca di conciliare la vita di padre con la carriera lavorativa, che condivide con il fratello Tommy (Gabriele Luna). La seconda, quella di un sopravvissuto tra le crudeltà di una zona di quarantena controllata dai militari. In quel momento è, per tutto quello che è successo, un uomo così distrutto come l’orologio che sua figlia gli ha regalato.

Lei, Sara (Nico Parker), è colui che monopolizza i riflettori in una prima sezione in cui si guadagna un certo affetto. La fine del mondo viene vissuta dalla sua pelle, quella di una giovane donna indifesa, il che rende l’esperienza ancora più terrificante. È una prospettiva intima nonostante lo spettacolo visivo che si verifica quando Austin (Texas, USA), la città in cui si trova, inizia a bruciare. A tratti sembra una serie spaventosa, che dà vita a un episodio più calmo per il resto del tempo.

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capire Gioele

Non importa molto che la morte di Sarah sia prevedibile. Non importa che chiunque abbia sperimentato il videogioco sapesse cosa sarebbe successo. Il momento e, soprattutto, la performance di Pascal e Parker, realizzano ciò che si erano prefissati di fare: versare una lacrima e mostrare che questo è più importante di tutti i fuochi d’artificio che hanno circondato quella scena.

Questa tragedia chiarisce che in una serie così cruda molti dei personaggi non sono qui per restare. Il momento drammatico fornisce un contesto per questo nuovo Joel che, dopo aver perso ciò che dava un senso alla sua vita, si chiude fuori da un mondo in cui i manuali di ragionamento sono ormai quotidiani. In assenza del fratello scomparso, solo Tess (anna tov), suo partner e compagno d’amore, gli serve come motivazione sufficiente per mettere temporaneamente da parte alcol e droghe.


Entrambi si dedicano al contrabbando a Boston (Massachusetts), città governata da soldati dittatoriali che giustiziano qualsiasi oppositore. Gli scenari grigi e deprimenti che li circondano tra i muri sono in sintonia con il tono di quel gruppo autoritario. I soldati che la compongono fanno il necessario per evitare che l’infezione che ha lasciato l’umanità sull’orlo dell’estinzione colpisca quella zona sicura.

La coppia è abituata a quei confini. Tanto da generare paura tra la concorrenza. Più è duro, più è fatto per questa nuova realtà e nessuno dei due sembra avere scrupoli nell’uccidere chiunque cerchi di interpretarlo.

conoscere ellie

Ed è il momento di Ellie, magistralmente interpretata da Bella Ramsey. Joel non è compreso senza Ellie ed è dopo averli visti insieme che vedi davvero gli strati che il sopravvissuto indurito ha come personaggio.

Le cose si complicano per lui, e la sua ricerca di una batteria per un veicolo lo porta in un edificio pieno di lucciole, un gruppo ribelle (e “terrorista”) che cerca di ripristinare la democrazia e una cura impossibile contro il contagio. quel mondo che giustifica i mezzi approfittando del fine.

È lì che si presenta Ellie. Le lucciole stavano pensando di trasferirla a ovest, ma ora Marlene (Merle Dandridge), il loro capo, non possono garantire la loro sicurezza. La vita della giovane donna è vitale perché sembra essere la chiave affinché la vita sia come prima dello scoppio. Dal primo momento non si taglia quando si manifesta il suo lato più sfacciato e capriccioso mentre tira fuori il suo senso dell’umorismo. Il suo primo incontro con Joel non è dei più amichevoli, con uno scontro di personalità. Ma il successo della serie dipende dalla connessione tra i due.

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spiegando il fungo

Tre minuti e mezzo è il tempo che ci vuole L’ultimo di noi nel presentare la sua premessa, quella di un fungo di origine reale Controlla la mente del suo ospite. La scena introduttiva è solo parole come parte di un programma televisivo immaginario trasmesso alla fine del 1960. I suoi spettatori sono colpiti dalla paura dall’avvertimento di uno scienziato che è plausibile che il Cordyceps, in quanto parassita di origine reale, colpisca gli esseri umani. Almeno finché non arriva Ellie.

In questo saluto, la nuova serie HBO, poco prima dell’inizio dei titoli di testa con la musica di Gustavo Santaolalla, mostra la sua vicinanza al mondo reale. Perché la filippica dello scienziato giustifica l’evoluzione del fungo approfittando del cambiamento climatico e perché la consapevolezza di chi scrive riguardo al coronavirus è notevole.

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Sono tre, con questo, i tempi che la puntata d’esordio mostra. Troppo, forse, come la durata di 80 minuti di questa premiere. Durante quel periodo L’ultimo di noi mette le sue carte in tavola per convincere e intrattenere. Lo fa su larga scala e lasciando la sensazione che questo capitolo potrebbe essere diviso in due capitoli più piccoli.

Indizi puntano in questa direzione, come la marcia di Kantemir Balagov della serie, dopo aver precedentemente annunciato che avrebbe diretto questo pilot. Oppure l’annuncio originale della serie sarebbe composto da dieci episodi, e non nove al termine del lavoro finale. Il lavoro di regia in questa occasione cadde più tardi Craig Mazinche a sua volta ha co-scritto questo capitolo con il suo partner nella creazione della serie, Neil Druckmannpadre del videogioco che adatta.

Qualunque cosa sia, la verità è che nonostante sia un capitolo impegnativo per la sua durata, funziona. Mescola momenti di tensione con la calma che richiede di conoscere alcuni protagonisti più complessi di quanto sembri. Alla sua prima, L’ultimo di noi si è rivelato essere un due per uno travolgente.

‘The Last of Us’ è disponibile su HBO Max.

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