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Terminator 2: Il giorno del giudizio

BLADE RUNNER 2029

terminatore prima del nome si è affermato negli anni come un successo popolare, poi un pilastro della cultura pop, alcune sue repliche (fino al titolo) si sono trasformate in espressioni consacrate. Con un senso di purezza che appartiene solo a luiil suo regista era riuscito, con un budget irrisorio (6,4 milioni di dollari) a rendere tangibile una mitologia fantascientifica, diventata subito una delle più cinematografiche mai immaginate, insieme alla saga Alieno.

La prima audacia di Terminatore 2, è osare rivoluzionare completamente il tuo universo dall’interno. Dopo aver creato l’immagine di Arnold Schwarzenegger, in parte killer inarrestabile e terrificante spauracchio della tecnologia, fa la scelta quasi kamikaze di abbattere questo idolo per farne la figura positiva della sua storia. Stesso trattamento per Sarah Connor. Essendo diventata una donna forte alla fine della parte precedente, troviamo la sua psicotica Valchiria rinchiusa in manicomio. Carismatico, magnetico, ma lontano dall’isola dell’empatia a cui offriva tanta umanità terminatore.

Polizia assassina

Questo dispositivo per invertire i valori iniziali sarà poi copiato innumerevoli volte da Hollywood, anche all’interno del franchise (ciao Terminatore: Genisys), ma raramente con tale coerenza, tale drammatica accuratezza. Apparentemente, Terminatore 2 riproduce il western urbano e l’inseguimento senza fine del suo maggiore, ma devia da essa ogni pedina. Così, James Cameron può completare completamente la trama del filmato originale. Gioca sia con la nozione di loop temporale – è grazie ai resti del T-800 che Skynet ha potuto vedere la luce del giorno – sia con il concetto stesso di androide, un essere che può essere programmato a piacimento, e quindi rinnovarsi continuamente.

terminatoreNoi siamo i robot

SUONO E LUCE

Ma Teminatore 2 non è solo un’emozionante riflessione sul ricominciare o sulla sua incarnazione cinematografica. Artigiano esperto in tutti i metodi artigianali della scuola di Corman, Giacomo Cameron sa moltiplicare l’impatto dei suoi effetti. Quest’arte di merda trova qui il bilancio più importante del suo tempo (nel 1991, Terminatore 2 è la scommessa più grande mai puntata da uno studio) e il regista offre un film d’azione con un conto sconcertante. Innumerevoli sequenze d’azione si alternano tra acrobazie intricate e spettacoli pirotecnici incredibilmente spettacolari, combinati con numerosi ed estesi inseguimenti.

Foto Linda HamiltonArma di distruzione di massa

Il senso della messa in scena del regista è diventato ancora più acuto e James Cameron indaga le inquadrature iconiche, le immagini composte alla perfezione, al punto da generare una sensazione di intensa ebbrezza. Ciò che colpisce, in un momento in cui i blockbuster si sforzano di giocare con la velocità, per energizzare ogni scena con un montaggio sempre più nervoso, ecco come l’azione di Terminatore 2 si basa sempre sulla gravità.

I movimenti appesantiscono, le masse schiacciano ciò che gli resiste e assistiamo alla corsa lenta ma inarrestabile delle locomotive che lasciano al pubblico tutto il tempo per anticipare il formidabile shock che li attende. Ciò è dimostrato dal primo confronto tra Arnold Schwarzenegger e Robert Patrick, che il taglio e il montaggio si espandono all’infinito, come se tutto il patrimonio del western è stato visto qui condensato, per esplodere meglio sullo schermo in pochi colpi di fucile.

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Una delle firme del regista è la sua consumata arte di creare slancio. Rimasto famoso per la forza irresistibile dei suoi tripli climax annidati, l’artista qui spinge il concetto a un livello di sconcertante giubilo. Per tutto un’ultima pazza mezz’ora, si cimenta quindi in esperimenti visivi inauditi all’epocamentre finge di rivivere il confronto del precedente terminatore, questa volta dando al destino del T-800 un valore tragico e straziante. Pochi spettatori sono usciti illesi da questo esercizio estremamente pericoloso.

immagine Terminatore 2Come un droide, come un figlio

IL BELLO GESTO

Ma Terminatore 2 non è solo uno dei più brillanti successi del suo autore sul piano rigoroso dello spettacolo. Più che mai in grado di nascondere un cuore pulsante dietro le sue buffonate, ancora saldamente radicato nei suoi personaggi, il regista usa l’apparente semplicità della sua sceneggiatura per offrirci protagonisti eminentemente romantici. Tutti sono guidati da un principio ovvio, che lo porta a confrontarsi con gli altri. Questa logica, quasi matematica, aumenta di dieci volte l’intensità delle emozioni veicolate dal copione.

Emozioni che James Cameron manipola con la stessa facilità delle schegge di piombo fuso che lacerano costantemente l’immagine. Spesso lo dimentichiamo, ma Big Jim è un ottimo regista, preciso, chirurgico, sempre attento alla disposizione dei corpi e all’intensità del minimo gesto. Non per niente viene spesso reso il regista di “Kairos”, questo concetto greco che designa un punto di svolta, un momento T, sempre al centro della drammaturgia dei suoi film.

non ho piantoUn dito in adorazione

I personaggi lì dipendono sempre da una scelta istintiva, da un gesto innocente, che li trasformerà o assumerà un’enorme importanza simbolica. L’alleanza abbandonata poi si riprese Abissoun chip per computer terminatore… I nostri protagonisti si trasformano in eroi quando le loro innocue passioni si scontrano con il progresso del mondo.

Il regista riesce a catturare, sempre, questi momenti di elettricità, queste scelte irrevocabili, dove è in gioco il futuro di tutti. Travestito da lanciafiamme cinematografico, James Cameron diventa un meticoloso direttore di drammi primari e potenti, in cui si gioca l’umanità dei suoi eroi e, in definitiva, quella del suo pubblico.

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