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Streaming, Covid, inflazione… cinema che affrontano una storica crisi economica

Secondo diversi studi, i cinema europei sono al peggio tra Covid, streaming e inflazione. Il futuro della rassegna cinematografica è definitivamente minacciato?

Il tempo non è sicuramente più in buone condizioni per le stanze buie. Dalle fitte della pandemia alle piattaforme SVoD che fioriscono qua e là sul web, passando, in Francia, dalla cronologia dei media notoriamente denigrata i cui twister spingono alcuni studi come la Disney, a ignorare la scatola “uscita cinematografica”. , La mostra europea mostra un calo monumentale delle presenze.

Questo disincanto nei confronti del grande schermo in tutta Europa può essere spiegato in molti modi: in reazione alle chiusure consecutive dei cinema tra il 2020 e il 2021 (in Francia i cinema avranno subito una chiusura totale pari a 300 giorni), gli spettatori hanno solo una prima volta ha perso l’abitudine di andare al cinema.

A seguire, la massiccia inflazione del costo della vita in tutto il mondo, il prezzo elevato dei biglietti del cinema a seconda della regione e dei complessi operativi, l’obbligo di indossare la mascherina in un determinato periodo e la programmazione imbottigliata a causa della salute crisi, hanno in gran parte dissuaso gli spettatori dall’andare al cinema nel corso dei mesi. Infine, le piattaforme di streaming stanno infatti rubando spettatori alle sale cinematografiche e l’evoluzione dei modelli di consumo, unita al regolare ampliamento dei cataloghi di questi vari servizi, non giocheranno decisamente a favore delle sale.

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Secondo uno studio condotto da Punteggio Com sui dati dell’anno 2021 (che si fermano al 21 dicembre), accusano così i cinema di tutta Europa uno storico calo delle presenze. Il risultato è un record al botteghino più che misto: in Francia il calo è stimato al 55% rispetto al 2019 (che era stato un anno particolarmente prospero per i teatri francesi ed è servito da punto di riferimento dall’emergenza Covid), che ha riunito circa 213 milioni di spettatori, rispetto ai 95,5 milioni del 2021. E se queste cifre sono allarmanti, lo sono comunque molto meno di quelle dei nostri vicini europei.

Così, il Regno Unito soffre di un calo delle presenze al cinema stimato a -58%, la Germania, a -65%, e l’Italia, da una stima sbalorditiva di -75%. Infatti, e nonostante una debole ripresa di interesse in tutta Europa (un aumento stimato del 34,2% nel 2021 rispetto al 2020, il terribile), grazie in particolare a grandi produzioni come Spider-Man: Non c’è modo di tornare a casa — l’unico film ad aver superato la soglia simbolica del miliardo di dollari di ricavi nel 2021 —, le presenze rimangono indubbiamente inferiori rispetto al 2019.

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L’Unic (Unione Internazionale dei Cinema) evoca successivamente a calo delle presenze nei teatri europei stimato a -70%ovvero un importo totale della perdita (contando altre fonti di reddito come pubblicità o eventi privati) a 19 miliardi di euro oltre due anni.

Il bilancio è sbalorditivo come a grande motivo di preoccupazione. In Francia, i professionisti possono solo prevenire il pericolo; il produttore Saïd Ben Saïd fa quindi appello alla SRF (Società dei registi cinematografici) e agli Stati generali del cinema, affinché invii un’Assemblea Generale il 25 giugno per mettere in discussione il futuro stesso del settore. Da parte sua, il regista Pierre Salvadori (Vere bugie, inestimabili) ha espresso il suo sgomento sui social network:

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“L’idea stessa di andare a vedere un film nelle sale sta scomparendo. Chi si dice regista deve viverla come una tragedia e deve combattere perché il teatro è l’unica garanzia di un’opera libera e singolare. […] Stiamo vivendo un momento decisivo e tragico. Non possiamo tirarci indietro”.

Dominique Boutonnat, attuale presidente del CNC (Centro Nazionale per il Cinema e l’Immagine in Movimento), è stato quindi orgoglioso di esprimere che “il cinema non scomparirebbe mai dalle sale“A seguito della pubblicazione di uno studio condotto dall’istituto dal titolo: Perché i francesi vanno al cinema meno spesso?sembrerebbe che il suo ottimismo riguardi solo lui.

Ora resta solo da sperare che il proliferare delle piattaforme di streaming porti a un’offerta eccessiva, l’arrivo della pubblicità su Netflix in seguito alla loro recente perdita di abbonati o anche il successo di blockbuster americani come Dottor Strano 2 Dove Top Gun: Maverick che sta per superare il miliardo di dollari al botteghino mondiale, galvanizza un po’ l’affluenza delle sale di tutta Europa. Anche se purtroppo dubitiamo che questo basti per il momento.

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