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She-Hulk: Stagione 1 Episodio 1

Verde, disinibita, divertente e femminista, She-Hulk: avvocato arriva dopo una promozione disturbata. Dovremmo perorare a favore di Disney+?

La festa delle mutandine?

VERDE DURO

Con l’intensificazione della mietitrebbia Marvelian orchestrata dalla Disney, doveva succedere. Se la dimensione “evento” delle produzioni supereroistiche è andata via via scemando con i tanti blockbuster, l’arrivo di Disney+ ha ulteriormente intensificato il fenomeno, come evidenziato recentemente dalla relativa indifferenza che accompagna La signora Marvel sulla piattaforma. Ma nessun progetto recente dello studio è stato accolto con l’ostilità che lo circonda lei Hulk.

La colpa di un rimorchio tecnicamente abominevolei cui effetti speciali incompiuti sono stati sottolineati da un montaggio forzato, cercando dolorosamente di sottolineare gli effetti comici crudi.

A ciò si aggiunge un pizzico di femminismo autoproclamato nel corso di poche programmatiche risposte, e la proposta della Disney si è trovata divisa tra la freddezza di tutti gli indifferenti alle disavventure di un avvocato che si trasforma in un gigante verde, e l’aggressività isterica di un frazione di spettatori indignata nello scoprire un’eroina annunciata come al servizio di un programma molto diverso dai suoi colleghi in calzamaglia.

E quando esce il primo episodio di lei Hulk, tendiamo a condividere il loro fastidio. Abbiamo difficoltà a cogliere la sfida del dialogo introduttivo, al di là del suo frenetico desiderio di aggiungere una dimensione “cool” all’intera faccenda sventolando un indirizzo allo spettatore sotto il nostro naso. Rompere il 4° muro non è un reato, e negli ultimi anni il successo di a Piscina morta venuto a ricordartelo questa figura retorica potrebbe intrattenere enormemente. Ma nulla, nel tono della scrittura dei personaggi, arriva a giustificarne l’uso qui, generalmente macchinoso.

Non importa, il pilota di She-Hulk abbandona rapidamente questa piroetta alquanto futile per offrirci, attraverso un flashback che costituisce il grosso del suo primo capitolo, di scoprire come la nostra eroina sia diventata una gigantesca gomma da masticare digitale.

She-Hulk: Avvocato: foto, Tatiana MaslanyCome ho annoiato tuo padre

AVOCADO DURO

La prima metà di questo primo episodio non è proprio rassicurante, in quanto il concept generale sembra risentire della modalità di produzione che prevale all’interno dello studio, vincolato dall’intensità del suo ritmo di produzione e l’abbondanza dei suoi effetti speciali per Taylorizzare all’estremo la sua organizzazione del lavoro. Le conseguenze per la creazione che ci interessa sono ovvie.

Il primo riguarda la messa in scena e il montaggio. Trasformazioni, risse, acrobazie e distruzioni di set (fino alla successione di questi ultimi) costringono il taglio a un’immobilità piangente. Sono poche le inquadrature in movimento quando la telecamera non è virtuale, e in ogni scena l’ovvio vincolo di optare per il dispositivo drammaturgico più stretto è inevitabile.

She-Hulk: Avvocato: foto, Tatiana MaslanyLa signora è servita

Lo stesso vale per il montaggio, di cui possiamo immaginare che anche lui sia soffocato dalla difficoltà, persino dall’impossibilità di giocoleria con valori di tiro sufficienti per dare energia alle sequenze, considerando la massiccia ingegneria richiesta da molte di esse. Ma questa povertà non è meno lampante quando i protagonisti restano statici, al timone o al bar, a sputare qualche parola spiritosa.

Da qui una sensazione di incoerenza, anzi di morbidezza, che ricade su buona metà del pilota, tanto questo si batte per introdurre decentemente il suo soggetto, mentre la sua dimensione pigra parassita quantità delle sue proiezioni umoristiche. La sensazione di assistere a un vago disfacimento del concetto stesso di intrattenimento da supereroi cade sullo spettatore. Paradossalmente, è da qui che viene la salvezza di questo primo capitolo.

She-Hulk: Avvocato: foto, Tatiana MaslanyPigro a casa

LORO DURO

Dopo la delusione di una scenografia meno febbrile dei sussulti carnali di un senatore dopo uno spettacolo agricolo, il fascino di lei Hulk si svela gradualmente. Dopo diverse serie che si sono confrontate con diversi nodi di sceneggiatura del MCU, come ad esempio l’introduzione del nuovo Capitan America, o successore di Thanosrispettivamente in Falco e Lokil’ultima aggiunta al team Marvel è attenta – durante il suo pilot – a mostrare ambizioni simili.

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Si tratterà qui solo della spinosa situazione in cui si trova l’avvocato Jennifer Walters, chiamata ad assumere la sua nuova natura di Hulkette, alla quale il cugino, ingombrante e condiscendente, l’imponente Bruce Banner, vorrebbe limitarla. Ma L’energia di Tatiana Maslany fa miracoli qui. Mai esagerata e particolarmente efficace quando si tratta di far emergere le tendenze ribelli del suo personaggio o le innumerevoli fonti di fastidio che le colpiscono, l’attrice riesce qua e là a compensare l’anemia della scommessa sul palco.

She-Hulk: Avvocato: foto, Jameela JamilLorena kitsch

Meglio, immaginiamo, nella seconda parte di questa introduzione, la voglia di portare la storia lontano da lidi supereroici. In effetti, qui non c’è alcuna minaccia intergalattica esistenziale, nient’altro che una vaga sottotrama cosmica, piuttosto la promessa diuno spettacolo giocoso e forse sorprendentecapace di rivisitare con un po’ di malizia molti dei “grandi momenti” dei vari franchise di proprietà della Disney.

She-Hulk: foto, Tatiana MaslanyVerde un rutto

ALI IL MIO CONTO DELLA CODA

E a giudicare dall’energia del suo interprete, saremmo tentati di riporre la nostra fiducia nella compagnia. Specialmente da quando l’escrezione artistica temuta dal trailer non ha luogo. Non solo gli effetti speciali sono stati ampiamente rielaborati e perfezionati dalla presentazione dello spettacolo, ma il loro stesso status all’interno della produzione li rende più facilmente digeribili del solito.

Quando un blockbuster stellare storpia le sue sequenze più spettacolari di inserti gerbotronici, l’intero spettacolo ne risente. Ma quando una serie modeste ambizioni drammatiche mette in evidenza un’eroina con un avatar digitale sicuramente incerto, ma presente per quasi metà degli episodi, l’occhio, il cervello e l’intransigenza dello spettatore tendono ad arrendersi.

She-Hulk: Avvocato: fotoVuoto verde

Innanzitutto perché non è vietato apprezzare come la serie giochi più o meno discretamente con nostalgia verso le serie kitschissime in cui recitò Lou Ferrigno alla fine degli anni 70. Poi, perché per approssimazione che siano molti di questi effetti, il pilota rimane molto generoso in questo settore, pur annunciando tracce potenzialmente emozionanti.

L’identità, il rapporto con la segretezza, e molto semplicemente con la rappresentazione di sé e del proprio corpo sono da sempre temi fondanti della letteratura supereroistica, a fortiori alla Marvel, casa editrice storicamente desiderosa di fare dei suoi personaggi trampolini emotivi vicino ai suoi lettori.

Un’equazione che potrebbe trovare il suo pieno significato all’interno di questo lei Hulk rilassato degli arpioni, il cui personaggio centrale posa con malizia, irriverenza e bella energia, più domande su se stessa e sul significato delle sue azioni rispetto alla maggior parte dei suoi congeneri dopo trenta lungometraggi. Nonostante una messa in scena a volte informe e un tono ancora incerto, lei Hulk possiede un’eroina e un certo potenzialeche fa sperare (di nuovo) che la Marvel riesca a giocare maliziosamente con il suo catalogo.

Gli episodi di She-Hulk: Lawyer sono disponibili ogni giovedì su Disney+ dal 18 agosto 2022.

She-Hulk: Avvocato: Poster

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