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Sette sorelle: rassegna di famiglia

RICORDA L’ULTIMA SETTIMANA

La sovrappopolazione ha fatto precipitare l’umanità in una crisi senza precedenti, il mondo è ora governato da una politica del figlio unico rigorosamente applicato. È in questo universo autoritario e ostile che sette sorelle gemelle hanno imparato a sopravvivere, assumendo ciascuna un’identità condivisa in un giorno diverso della settimana. Quando una sera lunedì non torna a casa, dovranno indagare a turno per capire cosa gli è successo, pur conservando il loro segreto.

Sette sorelle, sette Noomi Rapace. Già questa è un’idea che è bastata a stuzzicare la nostra curiosità, l’attrice si è sempre distinta per grande eclettismo e scelte di carriera inaspettate, a volte goffo, ma sempre intrigante. E capiamo cosa potrebbe averlo interessato in questa storia che gli permette di incarnare le variazioni dello stesso personaggio, e che lo autorizza a passare nello stesso piano dal puro candore alla misantropia cazzuta. La scrittura potrebbe non dargli sempre abbastanza per comporre personaggi molto belli, sentiamo che l’artista ha una giornata campale e trasmetterci in modo evidente il gusto per la performance che la guida.

Tanto per metterti in guardia, Noomi Rapace trascorre qualche sporco quarto d’ora a Seven Sisters

D’altra parte, dietro la telecamera, Tommy Wirkola sembra un po’ meno a suo agio. Un regista tuttofare è passato dagli zombi di Neve morta e Hansel e Gretel: quali cacciatori, siamo stati felici di vederlo alla guida di un progetto potenzialmente più squadrato e personale. Tecnicamente, niente di cui lamentarsi, il regista lo sa nascondere efficacemente l’umiltà del suo bilancio e riesce senza difficoltà a dare vita sullo schermo a un mondo contemporaneamente vicino e agli antipodi del nostro. Purtroppo, spesso dà l’impressione di non sapere davvero di quale film ci vuole parlare.

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Foto Noomi RapaceCome un lunedì

TROPPA FAMIGLIA

Le domande sull’identità di questa sorellanza sconvolta, il problema di una società autoritaria eccessivamente medicalizzata, il rapporto con il governo e il bene comune e un film d’azione a volte crudele… Tutte queste strade erano valide e spesso vengono sfruttate con un certo successo. Tuttavia, e nonostante le sue 2h17, il film non riesce a coprire tutto completamente e abbandona una serie di idee lungo la strada, quando non ricorre a buchi di sceneggiatura spalancati per far avanzare la sua trama.

Foto Noomi RapaceUn universo pensato nei minimi dettagli

Questo segue senza dispiacere e la storia contiene ciò che serve di colpi di scena, azione e immagini sorprendenti in modo che l’immersione in questa società da incubo ipnotizzi piacevolmente l’amante della fantascienza. Resta solo da voler abbracciare troppi temi, troppi generi, iil filmato alla fine manca di raccoglitore, di identità e quindi non può coinvolgerci completamente.

Un vero motivo di soddisfazione, tuttavia, il set offre un terreno di gioco sacro per Willem Dafoe, Glenn Close e Noomi Rapaceuna qualità che tende a diventare sempre più rara nel cinema di intrattenimento mainstream.

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