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Saint-Jean-De-Luz 2022 – Giorno 4: La fine di un mondo

Come ogni anno, durante la prima settimana di ottobre andiamo al Festival Internazionale del Cinema di Saint-Jean-De-Luz per scoprire una selezione di opere prime e seconde di giovani registi. L’occasione per prendere qualche schiaffo inaspettato.

Le cose migliori finiscono ed è sempre con una certa apprensione che attendiamo la fine della selezione del Festival Internazionale del Cinema di Saint-Jean-De-Luz. Perché significa anche lo scoppio della bolla, il ritorno a Parigi con la sua metro e la sua merda quando è ancora meglio mangiare prosciutto e bere vino di fronte al mare tra due proiezioni. Per fortuna, oggi ci sono rimasti ancora due film da vedere che, come per scherzo del destino, ci hanno preparato perfettamente alla fine di questa parentesi incantata.

I NOSTRI SOLI

Per un secondo film, la regista catalana Carla Simon colpisce duro, durissimo anche con il suo genio I nostri soli. Inoltre, non siamo gli unici a pensarlo da allora I nostri soli ha ricevuto l’Orso d’oro all’ultimo Festival di Berlino, che non è niente. E quando scopriamo il filmato, capiamo subito che era ben meritato poiché il film mostra una pazza ambizione narrativa pur osservando una grande moderazione nel modo di raccontarci questo dramma familiare nell’ambiente contadino.

È molto semplice, Carla Simon non dimentica mai nessuno dei suoi personaggi lungo la strada, e ce ne sono molti (una decina, tutti principali, tutti trattati alla pari), così come non dimentica né la sua linea naturalista iniziale, né il suo rifiuto dello spettacolare, scrutando la poesia del quotidiano e le piccole zone d’ombra che si creano negli interstizi.

I nostri soliC’è un difetto…

Ci immergiamo così per 2 ore pienissime nell’umanità più totale di una famiglia apparentemente unita che la vendita programmata della sua tenuta si frammenterà sempre di più. Ma nessun dramma inutile qui o porta che sbatte, tutto è giocato da sguardi, atteggiamenti, respiri. Sottigliezza vi diciamo, e anche autenticità. Molto.

Naturalmente, questo processo in rari momenti allenta il film, sbilanciando un po’ il suo ritmo già lento. Inoltre, richiede un certo supporto pieno e completo da parte dello spettatore e l’accettazione di immergersi anima e corpo in un ambiente che non è il loro per sentirsi, alla fine, a casa come raramente accade. Uscito il 18 gennaio 2023, da non perdere.

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I nostri soliQuando arrivi a Saint-Jean-de-Luz per scoprire un film

AMORE MIO

Conoscevamo Guillaume Gouix come attore, e piuttosto come attore dall’alto del canestro, ma, se non lo sapevi, il tizio è anche un regista. Già autore di tre cortometraggi notati (e proiettati alla FIF di Saint-Jean-De-Luz), Gouix si lancia finalmente nell’avventura del lungometraggio con Amami, un primo film che non era necessariamente quello che ci aspettavamo da lui. E questo è buono.

Scegliere l’ambientazione di un road movie per un primo tentativo è sempre rischioso eppure è proprio questo che il regista ci invita a fare con questa storia di due sorelle perdute che si ritrovano in occasione della sepoltura del marito di una di loro. La moglie non avendo la forza per partecipare alla cerimonia, costringe sua sorella a portare lei e suo figlio in un viaggio senza meta.

Foto Elodie Bouchez, Alysson ParadisLa loro riunione.

Indossato a debita distanza da Alysson Paradis ed Élodie Bouchez (ottimi entrambi), il film si concede anche un’audacia narrativa rischiosa e gradita che in qualche modo infrange il codice del film di viaggio. Risultato un film estremamente bello, che a volte si perde nelle materie che affronta, ma che ha la grande intelligenza per atterrare sempre in piedi, quanto una bella promessa per il resto della carriera del regista.

La storia è bella, tenera, commovente oltre che malinconica e, per alcuni aspetti, gioiosamente disperata. Un bel riassunto della vita, insomma. Rilasciato il 1 febbraio 2023.

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