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Recensione sui postumi di una sbornia Disney+

UNA VERA GABBIA

Quanto a La bella e la Bestia, Aladino Dove Il Re Leoneera difficile non mettere in discussione l’interesse di questa novità Pinocchio. Dopo averlo visto, è ancora di più difficile trovarvi una parvenza di legittimità o interesse dato che il lungometraggio non porta con sé alcuna ambizione artistica che avrebbe potuto giustificarne l’esistenza.

Per cominciare con il più sfortunato, le immagini sintetiche sono scadenti, Grillo Jiminy essere brutti come le cavallette di 1001 zampe. Pinocchio, invece, difficilmente passa per un vero burattino di legno – anche se il film cerca di ricrearne le trame – e quindi non sembra mai tangibile o reale, che logicamente era l’obiettivo.

Per non parlare delle scale di merda

Le sovrapposizioni sono altrettanto deplorevoli, soprattutto quando Geppetto rischia di prendere Pinocchio tra le braccia, il che è abbastanza doloroso da rendere autentici i loro scambi o da mostrare una vera complicità sullo schermo. La loro relazione filiale è uno dei principali fattori emotivi della storia, la nuova versione risulta così priva di calore e morbidezza, che generalmente ci si aspetta da un adattamento delle storie per bambini. Anche i giochi di parole su Chris Pine e altri anacronismi non hanno aiutato a riconnettersi con l’attesa atmosfera magica.

Più in generale, il film sembra essere consapevole delle sue carenze tecniche e quindi cerca di compensarle abbassando il suo livello di fabbisogno e aggirando gli ostacoli in modo rozzo. Il caso più flagrante è quello di Figaro, l’adorabile gattino caratteristico che funge da primavera comica nel capolavoro del 1940 e porta un ulteriore tocco di tenerezza.

Oltre a non essere più divertente o accattivante, l’iconico felino è diventato un oggetto di scena ingombrante a cui la telecamera evita di avvicinarsi troppo e spesso appare in inquadrature ampie o da dietro per ridurre al minimo i danni. L’altro trucco del nascondino è farlo limitare il più possibile le interazioni con Pinocchio, Geppetto e Cléo, il pesce che ha così trovato il modo di essere ancora più inutile che nel film d’animazione.

Pinocchio: fotoQuesta scena insipida tratta dal classico avrebbe dovuto mettere Figaro in primo piano

FEDELE, SALVO QUANDO È TROPPO DIFFICILE ESSERE

Senza sorpresa, Pinocchio è molto, se non troppo, fedele al film d’animazione da cui è tratto, riprendendo gran parte della sua iconografia per imporla meglio nell’immaginario collettivo, ma anche gran parte delle sue gag burlesche e delle numerose battute di dialogo, spesso alla virgola. Oltre ad essere sterile sul piano creativo, la voglia di copiare i classici si frantuma non appena si presenta la minima sfida visiva.

Alcune scene sono state così modificate, sicuramente perché troppo complesse da trasporre, ad esempio la sequenza in mare che è stata la più memorabile e spettacolare del film d’animazione. Invece di immergere Pinocchio in fondo al mare e attraversare la fauna sottomarina per trovare Geppetto, il burattino sta facendo kitesurf trainato da un gabbiano su un oceano digitale artificiale come tutte le altre ambientazioni e paesaggi. Ma viste le teste di Jiminy Cricket, Figaro, Cleo e il gabbiano (che parla, senza motivo), forse era meglio risparmiarci altre creature CGI.

Pinocchio: foto“Come non rompere troppo la testa?”

La presenza di Robert Zemeckis può aver promesso cinematografia e sensibilità artistica, ma non sono i tre o quattro movimenti di macchina ampi e ariosi del primo atto che possono ingannare. Una scena come quella di Stromboli, ad esempio, avrebbe meritato più inventiva e follia, e non un montaggio scolastico legato a una produzione statica, senza scopo né valore aggiunto.

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La sequenza più sabotata e meno perdonabile rimane quella in cui Geppetto e Pinocchio escono dalla bocca di Monstro, trasformati per qualche motivo in un mostro marino con i tentacoli.

Pinocchio: foto, Tom HanksEffetti che sembrano incompiuti

La produzione e la messa in scena dovrebbero essere cresciute per riflettere tutta l’angoscia, la disperazione e il nervosismo di questo momento che era come un parco giochi per un regista. Invece, la scena senza tensione si svolge sotto un cielo leggermente velato, con un Monstro appena più imponente o pericoloso e Pinocchio trasformato in Sonic.

Unica eccezione: il passaggio sull’Isola Incantata dove la direzione artistica è soddisfatta e finalmente offre qualcosa di eccessivo e un po’ eccitante alla vista. La scena è abilmente allungata e si sofferma sulla realizzazione Pinocchio, il cui paradiso promesso si trasforma in inferno (dove i bambini non fumano più). Non è eccezionale, ma dato il livello generale, ci aggrappiamo a qualsiasi ramo, per quanto sottile possa essere.

Pinocchio: fotoAl buio è già meglio

UNO SFORZO, MA NON ABBASTANZA

Al di là delle modifiche che tradiscono la sua pigrizia, il film prende alcune libertà di sceneggiatura che non sarebbero prive di interesse se fossero integrate meglio nella storia e narrazione. All’inizio del film, Geppetto chiarisce di aver perso la moglie e il figlio, dai quali ha tratto ispirazione per creare Pinocchio. Questo lutto che in realtà non è mai riuscito a fare avrebbe potuto quindi accentuare il tono drammatico e patetico del racconto, ma i sentimenti e gli altri tormenti dello scultore sono appena sfiorati. In effetti, non trovano alcuna risonanza con il resto del racconto, in particolare il suo esito.

Nel classico, dopo essere stato salvato dall’annegamento, Geppetto trova Pinocchio privo di sensi e piange la sua perdita prima che la Fata lo riporti in vita. Rigirare questa scena avrebbe quindi potuto renderla immensamente più tragica e commovente dato il passato già straziante del vecchio, ma il film ha scelto di invertire i ruoli. Inevitabilmente, l’intensità del momento è diluita e, per ripercussione, Anche il bel discorso finale di Geppetto sull’accettazione perde tutta la sua forza.

Pinocchio: fotoAlmeno è la fine

Per arricchire la ricerca iniziatica di Pinocchio, anche il copione voleva che lo facesse sperimenta l’amicizia e impara a fidarti delle persone giuste dopo aver imparato a diffidare dei cattivi. L’idea non era stupida, ma anche lì la sua esecuzione è mancata. Questo nuovo elemento viene sfruttato e personificato attraverso Sabina e la sua ballerina di legno, intoccabile come Pinocchio quando dovrebbe essere ancora più realistica. La giovane donna non ha alcuna caratterizzazione o impatto sul corso degli eventi, dal momento che la storia interessa a lei solo in superficie.

C’è quindi solo Pinocchio solo poche briciole di intenzioni mancate e tante occasioni mancate per arricchire e impreziosire la fiaba immaginata dalla Disney.

Pinocchio è disponibile dall’8 settembre 2022 su Disney+

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