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recensione nel vero mondo giurassico su Apple TV+

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Pianeta preistorico è la nuova produzione targata Apple TV+, piattaforma che si è distinta per l’alta qualità dei suoi progetti (Fondazione). Quindi, quando la mela morsicata decide di dedicarsi alla realizzazione di un documentario sui dinosauri, non possiamo che essere estasiati. Come unica presenza umana e prima prova di qualità nella serie, abbiamo David Attenborough come guida. Signore, scienziato, naturalista e produttore per anni di documentari sulla fauna selvatica (e il cui fratello era nientemeno che Richard Attenborough, alias John Hammond in Jurassic Park), assume il ruolo di narratore in questo safari di un’era che nessun essere umano ha conosciuto. E i dinosauri sono davvero le stelle, il narratore sa come tacere per far funzionare la magia.

Come osservatore di questo mondo scomparso, lo spettatore scopre frammenti di vita di questi grandi uccelli attraverso diversi biomi che faranno da capitolo alla serie. Quindi passa davanti a noi i dinosauri più famosi come il triceratopo, il velociraptor, il mosasauro o l’immancabile tirannosauro rex, oltre a meno popolari ma ugualmente affascinanti come il quetzalcoaltus, il deinocheirus, il plesiosauro e una dozzina di altri. Anche se alcuni di loro tornano più volte negli episodi, questa è un’opportunità per farlo presenti in una nuova fase del ciclo della loro vitarinnovando l’immagine del più noto di loro.

Chi sapeva che il T rex nuotava?

Così le diverse scene di Pianeta preistorico sembrano momenti catturati da un team di reportage che ha dovuto solo abbassare le telecamere per assistere a uno spettacolo naturale. Emerge una forma di poesia e tenerezza vedere questi animali dal vivo. Quando i cuccioli di pterosauri stanno per tentare i loro primi voli sotto gli occhi dei genitori in lontananza e dei predatori pronti a prenderli, o questa colonna di edmontosauri che sfida le intemperie, la serie realizza il sogno di metterci nel cuore di questa fauna preistorica .

Per accompagnare la vita e la morte di questi giganteschi rettili, Pianeta preistorico reso forte, ancora una volta, dall’avere Hans Zimmer sulla musica. Il celebre direttore d’orchestra (Il Cavaliere Oscuro, pirati dei Caraibi) forse firmare una delle sue composizioni più personali. Dopo la colonna sonora da Oscar di Dune, Pianeta preistorico gli permette di tornare a una sinfonia orchestrale più viva e vivace. I toni variano, accompagnando perfettamente le numerose scene che possono essere momenti di tensione, litigi, romanticismo o cavalcate aeree. Quindi, troviamo arie di Interstellaredi Gladiatoredi Sherlock Holmes e ovviamente di Re Leone.

Pianeta preistorico: fotoRe Triceratopo

buttare soldi in giro

Questo è il grande momento clou della serie e ciò che sicuramente attirerà il pubblico: Pianeta preistorico è meraviglioso. Il team di Jon “Hammond” Favreau ha svolto un lavoro impressionante fai sembrare questi dinosauri realistici. Tanto nelle pelli percorse da molteplici imperfezioni che differenziano gli esemplari della stessa specie, quanto nei respiri pesanti, negli sguardi espressivi, o nei muscoli che si vedono contrarsi, gli animali non hanno mai fatto così vero. Tanto più che la modellazione tiene conto delle ultime scoperte paleontologiche aggiungendo piume e capelli. è solo inaudito, stesso mondo giurassico non raggiungerlo.

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Pianeta preistorico: foto“La pattuglia dei sauropodi”

Tutta questa tecnica è al servizio diun risultato straordinario che mette in risalto tutta la maestosità di questi titani preistorici. Sequenze avvincenti mostrano tutti i pericoli della selezione naturale in una messa in scena che prende in prestito dai reportage naturalistici e dal cinema. Pertanto, vengono posate bellissime cornici oscillando lo spettatore tra contemplazione e osservazione da agguato degno di un giornalista National Geographic. Le magnifiche luci che illuminano i paesaggi occupati solo da dinosauri e la vegetazione incontaminata danno vita a un’immagine di impareggiabile bellezza in un documentario sulla fauna selvatica.

Se ci crediamo così tanto, è anche attraverso la messa in scena che ancora la macchina da presa nello spazio. Questo può essere attaccato a un albero e tremerà sotto il peso di un dinosauro, o usando brevi lunghezze focali per distorcere un dinosauro che si avvicina all’obiettivo e rafforzarne il gigantismo. Pianeta preistorico inoltre confronta regolarmente i dinosauri con la natura o altre specie per tenere conto delle dimensioni del bestiame. Anche le scene notturne beneficiano di tecniche per rendere reale e tangibile questo viaggio, ad esempio mettendo una torcia sull’obiettivo durante una discesa negli abissi o utilizzando una telecamera notturna.

Pianeta preistorico: fotoPrimo appuntamento su Tinderus-rex

Parco digitale

Anche se la serie gioca la carta della cronaca animale, raramente troviamo la crudeltà e la bestialità di questo tipo di produzione. E abbiamo ancora meno informazioni di provenienza che attestano ciò che la serie ci mostra. Un commento esplicativo avrebbe probabilmente rotto l’immersione cercata dalla serie di Jon Favreau, ma per un falso rapporto sugli animali che evidenzia specie i cui comportamenti sono tutti basati sulla speculazione, più informazioni scientifiche sarebbero state gradite. Sviluppare il modo in cui il documentario è arrivato alle conclusioni che ci porta alla vita in CGI sarebbe stato anche molto più umile che dichiararle come fatti.

Pianeta preistorico: fotoA/ lei lo spinge in acqua. B/ lei gli dice “bravo Niels”

Pianeta preistorico non ha solo un osso che contamina la sua esperienza. La serie Apple TV+ vuole suonare come un reportage sulla fauna selvatica, ma alla fine ogni scena esce dalla mente di un essere umano e quindi subisce lo scripting. L’istante e l’imprevisto di un vero documentario sulla natura non c’è mai. Tanto più che questa narrazione sfrega nei personaggi umani spesso incollati ai dinosauri, riportandoci al fatto che stiamo guardando il digitale e non il reale.

Questa perfezione visiva ricoperta di emozioni troppo umane per gli animali crea un’inquietante forma a valle simile a Il Re Leone di Jon Favreau, senza però eguagliare i loquaci rettili con la facies umanoide del Dinosauro del 2000. Pianeta preistorico voleva escludere qualsiasi presenza dell’Uomo, ma purtroppo la sua grande zampa rosa è ancora visibile.

Prehistoric Planet è in onda su Apple TV+ dal 23 maggio 2022.

Pianeta preistorico: poster francese

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