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recensione della (sempre) bella sorpresa di Disney+

Nessun riposo per i malvagi

Lanciato nel 2021, Solo omicidi nell’edificio ha saputo sedurre la critica con il suo concetto giocoso, la sua storia alternata a maestria umorismo, suspense ed emozione, e specialmente, la sorprendente chimica del suo cast principale. In effetti, la serie creata da Steve Martin e John Hoffman è riuscita rapidamente a creare un pubblico e visto il cliffhanger su cui si è conclusa la stagione precedenteper generare le aspettative di chi si è lasciato trasportare dall’avventura.

Determinato a non perdere tempo in inutili preliminariquesta nuova raffica di episodi rimbalza direttamente sull’omicidio di Bunny e sull’arresto di Mabel (Selena Gomez) per lanciare al meglio la sua trama. Sospettato di omicidio, i tre protagonisti si ritrovano quindi spinti nel mirino delle autorità di polizia, e obbligati a tacere. Ovviamente senza tener conto dell’incapacità patologica di Oliver di non cogliere l’occasione per farlo dare impulso a una nuova stagione del suo omonimo podcast.

Una situazione molto delicata, saremo d’accordo

La serie quindi non cerca in alcun modo di trarre in inganno lo spettatore: piuttosto che fingere di alterare una formula che si è già dimostrata valida, questa nuova stagione si impegna a riprodurre lo schema della prima. Se questa reiterazione narrativa avrebbe potuto giocarci ampiamente contro, Solo omicidi nell’edificio tuttavia ha il merito di godere un’acuta consapevolezza delle proprie conquiste, e quindi riesce a volgere abilmente questa potenziale debolezza a suo favore. Quindi, piuttosto che esaurire il suo concetto, questi nuovi episodi di scoppio tendono piuttosto a farlo migliora la ricetta, senza però tralasciare di rinnovare la storia.

In effetti, il podcast creato dal trio infernale è meno legato a seguire l’indagine che a ripulire il loro nome dall’omicidio di Bunny. Di fronte a loro, Cindy Canning (sempre abilmente interpretata da Tina Fey) coglie l’occasione per espandere il suo impero radiofonico con il contro-podcast “Only Murderers in the Building”. La sfumatura è tanto sottile quanto significativa: annunciato come il principale antagonista della stagione, il personaggio desidera più incriminare Mabel che risolvere il mistero.

Solo omicidi nell'edificio: foto, Martin Short, Steve MartinScoperta di prove altamente incriminanti a casa sua

Più siamo pazzi

Il suo modello narrativo padroneggiato, questa nuova stagione dedicare più tempo allo sviluppo dei propri personaggi rispetto al suo predecessore, in particolare quello di Mabel: con suo grande sgomento, la giovane non riesce a ricordare i dettagli relativi all’omicidio a lei attribuito. Prigioniera dei trucchi della sua stessa psiche, non sa più come apprendere il caso, ma si rende tuttavia conto che alterare i propri ricordi per preservare se stessa non è più una soluzione praticabile.

Se già la prima stagione regalava al personaggio un’aura di intrigante mistero, questi nuovi episodi si preoccupano di portargli una dimensione più commovente, a cui Selena Gomez rende sorprendentemente giustizia. Tuttavia, questo trattamento non è riservato solo a Mabel. In effetti, con il suo trio che affronta vari rischi personali, ciascuno dei suoi membri tende più ad evolversi separatamente che insieme. Questa individualizzazione è tanto più evidenziata in quanto ogni episodio è ora narrato da un diverso punto di vista.

Solo omicidi nell'edificio: foto, Selena GomezGli svantaggi di evolversi da soli: nessun supporto in caso di pericolo

Attaccando una delle sue principali poste in gioco per arricchire i suoi personaggi, la serie funziona anche riportando in primo piano le figure minori della prima stagione si pensi ad esempio a Poppy White, l’assistente sovrasfruttata di Cindy Canning, oa Lucy, la quasi nuora di Charles. Così facendo, Solo omicidi nell’edificio trascende la sua identità di “documentario criminale” per presentare tutta una pletora di rapporti interpersonali di benvenuto: i legami tra Oliver e suo figlio saranno così messi alla prova, mentre Charles sarà costretto a portare alla luce i segreti del suo defunto padre.

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Se l’approccio porta a questa seconda stagione una certa intimità (cosa che mancava al suo predecessore), però, sembrerebbe che questi vari collegamenti tra i personaggi siano troppo numerosi, e la serie purtroppo non ha il tempo di onorarli tutti in maniera soddisfacente.

Solo omicidi nell'edificio: foto, Cara Delevingne“Ciao Cara, stai chiamando per sapere se ti interessava un quarto di ruolo?”

“la seconda volta è un incanto”

È ovvio che è la nostra seconda stagioneesclama Oliver, ovviamente orgoglioso di se stesso, e anzi, della disinvoltura con cui Solo omicidi nell’edificio inizialmente guida la sua trama alla base della sua esperienza. Ben consapevoli della necessità di condurre una seconda stagione di successo come la prima, i produttori e gli sceneggiatori della serie non esitano a usa meta battute ben scelte per comunicare al pubblico quanto delicato possa essere l’esercizio.

Questo appello all’indulgenza dello spettatore è però giustificato: più confuso e più disparato rispetto al suo predecessore, questa nuova trama sembra avere semplicemente sopravvalutato le sue capacità. Piuttosto che andare dritto al punto e cercare di trovare l’assassino di Bunny, questa seconda stagione è piena di sottotrame se non insipide, almeno frivole: da segmenti romantici infondati a crisi esistenziali semi-ridicole, la serie purtroppo moltiplica le operazioni di riempimento, e si dimentica persino di sfruttarli fino in fondo.

Solo omicidi nell'edificio: foto, Martin ShortIl volto dello smarrimento

Perché introdurre una storia d’amore tra Mabel e Alice (il nuovo personaggio interpretato da una Cara Delevingne che ancora non sa recitare) se questa è condannata a non essere mai esplorata? Oltretutto, chi è veramente Alice ? La giovane donna in realtà sembra giocare su più fronti, ma questo non viene mai veramente affrontato in seguito. Perché la serie non ha cercato di sfruttare questa apparente complessità prendendosi più cura del personaggio? Allo stesso modo, perché reintrodurre il personaggio di Jan? A cosa serve il cameo di Amy Schumer? Così tante domande che rimangono ancora irrisolti alla fine dell’episodio finale.

Tuttavia, non si tratterebbe di tenere il broncio per il suo piacere. Nonostante alcune lamentele, Solo omicidi nell’edificio non si discosta dal suo fascino iniziale. Di certo, l’elemento sorpresa non c’è più, e il ritmo generale di questa nuova stagione è meno furbo della precedente. Tuttavia, la serie può sempre contare il suo umorismo pungente e la salutare esibizione del suo trio principale, e non è questa in definitiva la sua principale attrazione? Quindi, nonostante le sue debolezze, questa seconda raffica di episodi soddisfa ampiamente le sue specifiche, e il cliffhanger su cui si conclude non può che far sperare nell’imminente arrivo di una terza stagione.

La stagione 2 di Only Murders in the Building è disponibile per intero su Disney+. La prima stagione è disponibile anche sulla piattaforma.

Solo omicidi nell'edificio: locandina (1)

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