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perché il capolavoro punk di Godard ha cambiato tutto

Breathless è stasera alle 21 su France 5.

Rendendo popolare La Nouvelle Vague all’inizio degli anni ’60, Senza respiro irruppe nella settima arte come un inaspettato UFO, firmato Jean-Luc Godard.

Alla vigilia della primavera del 1960, apparve nelle sale un film in stile avanguardistico. Un certo Jean-Luc Godard ha girato il suo primo lungometraggio, intitolato Senza respiro. Considerato sulfureo al momento della sua uscita, il film sorprende con le sue melodie sfrenate e la sua modernità, giocando con i codici della settima arte. Senza respirosi tratta infatti di un progetto che non aveva nulla di commerciale, portato avanti con mezzi modesti e un coraggio mostruoso, che farà esplodere Jean-Paul Belmondo e conoscerà Jean Seberg in Francia, mettendo in luce il lavoro di un cineasta visionario.

In un solo mese Godard ha realizzato uno dei film più cult della New Wave.

incontro tra due originali

1958. Sono passati due anni da quando Jean-Paul Belmondo, allora 25enne, fece la sua addio al Conservatorio di Parigi. Agli occhi delle dimensioni delle arti drammatiche, la sua singolarità e il suo senso della commedia non avevano nulla a che vedere sulle tavole di una disciplina nobile come il teatro. Premiato con un premio che non rispecchia in alcun modo il suo impegno e il suo talento dopo aver già bocciato per la prima volta il concorso, Belmondo è stato poi lasciato per lasciare il Conservatorio.

Il giovane attore incontra poi un originale per le strade di Paris Rive Gauche, che frequenta costantemente con un gruppo di amici. L’uomo che viene da lui quel giorno è Jean-Luc Godard. Il regista, anche lui agli esordi, fa un’offerta insolita a Belmondo. Il regista si offre di raggiungerlo in una stanza d’albergo e poi girare a casa i provini di un cortometraggio.

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Senza fiato: Jean-Paul BelmondoGodard voleva che Belmondo adottasse atteggiamenti di Humphrey Bogart

Un grande appassionato e conoscitore di cinema, Jean-Luc Godard lavorava in quel periodo e dai primi anni ’50 scriveva Quaderni di cinema. Con già alcune opere al suo attivo come regista, ora desidera dedicarsi completamente alla regia, d’ora in poi non desiderando non più per dare uno sguardo critico ai film, ma per realizzarli lui stesso.

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