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Orelsan: non mostrarlo mai a nessuno Parte 2: recensione creativa su Amazon

LA RICERCA

Mentre la maggior parte dei documentari sugli artisti tendono ad essere film promozionali vuoti e artificiosi, non mostrarlo mai a nessuno si è subito distinto per una sincerità rara. Celle d’un petit frère qui, comme un pari un peu fou, avait décidé de filmer son grand frère et ses potes parce qu’il était persuadé qu’ils finiraient par se faire un nom dans le rap (et pour pouvoir traîner avec eux anche, pure). È questa autenticità che gli ha dato tutta la sua forza e che ha fatto la serie di documentari tanto toccante quanto affascinante.

Sulla base di oltre 3000 ore di immagini raccolte in quasi vent’anni, Clément Cotentin ha proposto di seguire, dall’interno, i primi anni di carriera del fratello Aurélien, che divenne Orelsan, dai suoi esordi nel suo squallido appartamento di Caen alla fama, premi e concerti nei più grandi saloni di Francia. Più che un ritorno alle galee, i successi e l’evoluzione del rapper normanno, il risultato si è imposto come una magnifica prova di amore fraterno, rivelando di sfuggita un ritratto sapiente dell’industria rap e della Francia degli anni 2000, ma anche la storia di una tenera banda di adolescenti che si portavano a vicenda pur rimanendo uniti.

“Non c’è bisogno di nuovi amici, non vedo ancora i miei”

Entrambi hanno raggiunto la fine delle loro ambizioni, i due fratelli si sono chiesti cosa avrebbero potuto fare dopo. Scegliendo di lasciare la carriera di giornalista sportivo per potersi dedicare pienamente al futuro, Clément Cotentin ha ha continuato a filmare suo fratello Orelsan per due anni, durante la preparazione del suo quarto album, Civilizzazione. Pertanto, questi quattro nuovi episodi sono destinati ad esserlo meno ricco e sorprendentee il fatto che Orelsan e gli altri sappiano che il filmato finirà su Amazon Prime Video noioso lo spirito degli amici film dagli archivi della prima parte.

Ma ciò che la serie di documentari ha perso in fascino naturale ed emozione, lo ha acquisito in maestria. Continuando ad alternare scene quotidiane e interviste davanti alla telecamera, il regista ora si permette di giocare con il montaggio, le scene animate e altri effetti, trovando ad esempio un modo per raccontare la registrazione riepilogativa di Ultimo drink con Nettuno senza che appaiano sulla fotocamera.

Sempre divertente e intima, questa seconda parte si concentra sul lungo viaggio che ha portato al successo di Civilizzazione e rivela qualcosa di affascinante: il processo creativo di un artistacon i suoi alti e bassi, dall’idea elementare che ha dato vita al suo progetto alla sua realizzazione.

Orelsan - Non mostrarlo mai a nessuno: foto“Ieri e domani sono lo stesso giorno, il cerchio è completo”

MIGLIOR GIORNO

Isolato in una casa di campagna nella Bassa Normandia, Orelsan pensa di poter approfittare della reclusione per iniziare a lavorare al suo prossimo disco nello studio che si è appena fatto costruire dietro casa. Dopo il suo terzo album, La festa è finitache ha segnato la fine di un ciclo iniziato con Perso in anticipo e un certo esito artistico, il rapper deve reinventarsi e sa già cosa vuole dire: “Tdistruggere per ricostruire tutto“.

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In pigiama e pantofole, suona le canzoni, ma l’ispirazione traboccante dall’inizio svanisce improvvisamente e, con essa, la sua fiducia in se stesso. Infastidito, confida la sua apprensione e i suoi dubbi alla telecamera e non osare produrre nulla, convinti che il risultato ci mancherà completamente. I primi episodi, introspettivi e laboriosi, corrispondono allo stato d’animo abbattuto e rassegnato dell’artista e avanzare con languore.

Orelsan - Non mostrarlo mai a nessuno: foto“I ragazzi più pazzi sono spesso i ragazzi più tristi.”

Mentre Orelsan riscopre questa paura del fallimento che lo perseguitava nei suoi primi giorni, Clément Cotentin coglie la sua angoscia emotiva, la sua umanità, le sue riflessioni, i suoi tentativi falliti e illustra meravigliosamente il lavoro della prima parte attraverso il ruolo e l’importanza di coloro che hanno sempre accompagnato il fratello. Fu solo quando Skread (il suo fedele produttore) e Ablaye (il suo sostenitore e co-fondatore dell’etichetta 7th Magnitude) arrivarono e criticarono onestamente i suoi demo che la magia accade e l’ispirazione riprende.

Alcune idee vengono scartate, altre vengono rielaborate e la serie di documentari si ferma ad ogni passo, ogni ostacolo e ogni dettaglio messo insieme per creare l’album : il ritornello di La pioggia, ispirato da una canzone per bambini; l’ovvia chimica tra Orelsan e Grine quando si incontrano Spezza fiori dell’infinito ; perdere tutti i suoi appunti sul suo Mac, portando a scrivere la traccia Manifesto ; la cronaca di acolpo intergenerazionale“con Angèle abbandonata per mancanza di tempo, fino all’ultima puntata, come uno sprint finale senza fiato.

Orelsan - Non mostrarlo mai a nessuno: foto“Andrà tutto bene, è sbagliato, lo so che lo sai”

Ancora una volta le personalità rispondono e si completano a vicenda con una sincerità disarmante in questa seconda parte di non mostrarlo mai a nessuno. Dietro l’affascinante storia di un rapper in ricostruzione, la serie di documentari ruota soprattutto attorno a un collettivo commovente e stimolante, guidato da creatività, senso di abnegazione e un’amicizia formidabile e immancabile.

Mai mostrarlo a nessuno: la parte 2 è disponibile per intero su Amazon Prime Video dal 13 ottobre

Orelsan - Non mostrarlo mai a nessuno: foto

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