fbpx

Mondo giurassico: regno caduto

A POCHI MINUTI DOPO JURASSIC WORLD

Se ancora ufficialmente rimane lo sceneggiatore di questo Regno cadutoColin Trevorrow ha abbandonato la telecamera a favore del regista di L’orfanotrofio e Pochi minuti dopo mezzanotte. Una scelta da parte della produzione che merita una nota di intenti. Erede di Spielberg evidente e tra i più dotati, Juan Antonio Bayona ha uno stile riconoscibile tra 1000 e si è dimostrato con L’impossibile che è stato in grado di combinare un grande spettacolo tecnologicamente complesso con una narrativa intima.

Come si potrebbe sperare, fornisce quindi un riassunto del suo know-how e per molti aspetti salva una saga che Trevorrow aveva lasciato peggio di un coniglio selvatico dopo aver incontrato una notte di luna piena di 38 tonnellate. Fin dall’inizio, il regista va a caccia della carta visiva del film precedente, durante una sequenza notturna che moltiplica le sorgenti luminose, i giochi di scala e le minacce.

Tra pochi minuti, il regista riscopre il senso della meravigliosa perla del terrore che ne ha fatto la gloria Jurassic Park di Spielberg. Una replica (“Tutto deve essere morto lì dentro”) indica maliziosamente che il capomaestro è ben consapevole che lo spettatore che lo ha raggiunto nella stanza si aspetta di contemplare un campo di rovine. Il piacere di imbarcarsi in un’arca di Noesaurus gremita come un club berlinese nel cuore dell’inverno è ancora più delizioso.

Ogni aspetto ha il suo piccolo effetto…

DINOS DOPO MEZZANOTTE

Tutti coloro che fantasticano fin dalla famosa scena di caccia motorizzata del mondo perduto assistere a uno spettacolo omerico in cui i sauri regnerebbero senza un padrone sarà risposto. Non siamo mai stati in grado di ammirare così tante specie di dinosauri, trasportati da effetti speciali così abili. In quanto tale, il matrimonio tra digitale e animatronic richiede rispettoalcuni campi lunghi sono felici di mescolare le due tecniche, per offrire una resa tecnica a volte mozzafiato.

FotoFisico o digitale? Entrambi il mio colonnello!

Consapevole che le sue specifiche gli vietano di costruire pazientemente una struttura inarrestabile o pezzi di crudeltà predatoria degni di questo nome, il regista spagnolo inizialmente preferisce abbracciare il programma di spettacoli anfigorici che gli è stato commissionato. Quindi una prima metà di narrativa condotta sotto un’infusione di anfetaminache di per sé avrebbe potuto essere un climax completamente folle.

Mentre i nostri eroi si precipitano nel cuore delle rovine di Isla Nublar, combatti con innumerevoli dinosauri, naviga sulla lava fusa di un vulcano, la macchina corre con scatti di colpi iconici e altri scatti di mascelle cinegenici. Quando l’iconico T-Rex emette il suo ruggito di fronte a una conflagrazione di rocce e magma, è il cuore del dinofilo che sta per spezzarsi. Ma come risalire nelle torri, quando c’è ancora più di un’ora da raccontare per tenerci con il fiato sospeso?

Mondo giurassico 2E abbiamo appena iniziato…

MAD DINO FURY ROAD

Se inizialmente gioca la pura carta delle montagne russe, Bayona usa questa scena dell’apocalisse centrale in modo molto intelligente per ridistribuire la posta in gioco. E il tempo di una manciata di scatti terribili, dove indovinare le formidabili sagome di colossi preistorici sballottati dalle onde poi la lava in fusione, ci dice che un’emozione più smorzata, seria pian piano sostituirà l’adrenalina. .

Leggi  perché la serie SF di Arte seppellisce sempre la concorrenza

Padrone dei suoi effetti, il regista precipita quindi letteralmente nella notte, grazie a un cambio di scenario senza precedenti nella saga. Al centro dellauna villa uscita da un incubo Hammeriano, si sforza di creare un trasferimento di John Hammond nella persona di James Cromwell e lo affianca a una bambina dalle origini misteriose (Isabella Sermon). Sposta così il nostro sguardo, dagli occhi di Chris Pratt, carne senz’anima da blockbuster, al ragazzo che eravamo durante la nostra prima visita a Jurassic Park. Ma certo, tutto non è altro che illusione, clonazione e finzione. Un velo, uno schermo dove vengono proiettate le nostre fantasie, che i mostri in agguato nel buio possono ora divorare.

No, Regno caduto non sarà mai il tanto atteso film horror gotico. Ma diventa comunque un sogno che i nostri mostri preferiti minacciano sempre di trasformarsi in un incubo. Quando l’ultimo collegamento alla trilogia originale (un bastone con un pomello) si interrompe e il dramma si stringe attorno alla giovanissima Maisie, Mondo giurassico: regno caduto traccia un interessante parallelo tra questo bambino e il franchise. Il personaggio artificiale e i dinosauri sintetici devono ora piombare su un mondo, il nostroormai abbastanza contaminato dalla follia che lo ha preceduto.

FotoL’Indoraptor

TREVORROW NON MUORE MAI

Sfortunatamente, sentiamo ancora Juan Antonio Bayona appeso al freno a mano, come se avesse costantemente paura di spingersi troppo oltre. Evidenziato dalla mancanza di violenza del film e dalla sua problematica assenza di sadismo. Lo scenario non osa mai mettere in pericolo i suoi eroi e gli enormi carnivori che popolano il filmato alla fine avranno meno vittime di un discorso di Laurent Wauquiez.

FotoIl Carnotauro ti saluta bene

Questo limita il coinvolgimento dello spettatore, tanto più che i personaggi di Bryce Dallas Howard e Chris Pratt sono stati riscritti per cancellare la sindrome “maschio alfa con cojones di fuoco” e “cinica lavoratrice in attesa di accoppiamento”, il duo ha la stessa personalità di due Playmobil dimenticate sul fondo di una borsa sportiva.

La messa in scena, infine, può regalarci spunti che mettono in luce una serie di creature in situazioni tanto ludiche quanto stimolanti, ma non può nascondere il vuoto di uno scenario indegno di un brutto episodio di cattivo ospite. Da quel momento in poi, diventa chiaro che l’autore di L’orfanotrofio non è qui per offrirci un’opera che porti il ​​suo segno, ma piuttosto per dare all’intrattenimento industriale quell’anima in più che lo renderà accattivante, se non indimenticabile.

manifesto francese

Lascia un commento