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Marvel, DC… potrebbe portare al fascismo, secondo Alan Moore

Alan Moore, brillante autore di guarda gli uomini e Lo scherzo che uccide, è molto pessimista sulla nostra moderna percezione dei supereroi e della compagnia Marvel. Un fenomeno che, secondo lui, potrebbe portare al fascismo.

Se stai cercando alcuni degli scrittori di fumetti più riconosciuti e amati, il nome di Alan Moore dovrebbe arrivarti abbastanza rapidamente. È l’uomo dietro Cosa della palude, V per Vendetta, La Lega dei Signori Straordinari, Lo scherzo che uccide o anche il culto guarda gli uomini. Sia una figura di spicco del genere che un autore marginale, Moore è tanto un virtuoso quanto un severo commentatore della propria arte. Anche se raramente si rivela in pubblico, a volte ha espresso molto chiaramente la sua parere controverso su vari argomenti, in particolare sull’adattamento delle sue opere al cinema (di cui odia tutte le iterazioni).

Sebbene abbia dedicato parte della sua vita ai fumetti (essendo lo sceneggiatore più premiato in questo campo fino ad oggi), Alan Moore ha comunque tagliato i legami con il mezzo dal 2016. Considerando che i fumetti si sono gentrificati, termine che usava quando rispondeva all’epoca le domande del Punto –, successivamente non è stato meno tenero con i supereroie in particolare il loro successo a Hollywood con Marvel e compagnia.

In una recente intervista a Il guardianoMoore ha sviluppato i suoi pensieri sull’argomento in modo più approfondito, questa volta meno sprezzante che allarmistico.

idolo nucleare

“precursore del fascismo”

Due anni fa, Alan Moore si stava già esprimendo la sua avversione per i film di supereroi con Scadenza (di cui dice di non aver visto nessuno dal Batman di Tim Burton), considerandoli infantilizzanti e spesso uno spudorato spreco di denaro. Parole le cui radici erano già state trovate nella sua intervista con lato D nel 2005, ancor prima dell’avvento del MCU:

La maggior parte della produzione è scadente, indipendentemente dal mezzo. Ci sono film di merda, dischi di merda e fumetti di merda. L’unica differenza è che se faccio un fumetto di merda, non costa cento milioni di dollari.

Oggi Moore si preoccupa ancora di più del posto che il cinema di supereroi ha occupato nella nostra cultura globale. Nelle sue ultime dichiarazioni a Il guardianol’autore ha spiegato che le storie di supereroi ora hanno l’effetto di semplificare il pensiero degli adulti, il che potrebbe aprire strade pericolose:

Intorno al 2011, ero già preoccupato per le implicazioni per il futuro di milioni di adulti in fila per vedere i film di Batman. Questo tipo di infantilizzazione – e il nostro desiderio per un’era e una realtà di facile comprensione – è spesso un precursore del fascismo.

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supereroe dell’orrore

Alan Moore ha quindi indicato che, secondo lui, l’elezione di Donald Trump nel 2016, al culmine dei film di supereroi al cinema, potrebbe non essere una totale coincidenza. Una stima piuttosto azzardata, certo, ma che non si basa sul nulla.

Ricordiamo che l’autore del fumetto ha cambiato il corso della nostra storia guarda gli uomini : in questa storia alternativa, la presenza dei supereroi in America aveva in particolare causato la rielezione di Richard Nixon e profonde derive di estrema destra.

In un altro modo, l’ottimo seguito guarda gli uomini del 2019, di Damon Lindelof, ha sviluppato a suo modo il tema dell’iconografia supereroica su ideologie politiche estreme. Ad esempio, il supereroe Rorschach, un vigilante violento e cinico che è diventato l’emblema di un ramo moderno del Ku Klux Klan.

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Qualunque cosa si pensi, difficile non prestare attenzione alle parole di Alan Moore. L’artista ha assistito all’evoluzione del suo mezzo nel corso degli anni ed è indubbiamente ben consapevole dell’impatto che un’opera o personaggi di fantasia possono avere sull’inconscio collettivo. Allo stesso modo delle figure leggendarie, la popolarità dei supereroi ha l’effetto di identificare molti spettatori, implicando pochissime domande sulla bussola morale mostrata nei film in cui appaiono; soprattutto nell’era del film sui popcorn che ti invita a staccare presumibilmente il cervello.

Una conseguenza che potrebbe evocare ad esempio il quattordicesimo criterio di Umberto Eco per Riconosci il fascimequello che punta alla nozione di eroismo, e che dice tra l’altro:

In tale prospettiva, tutti sono invitati a diventare un eroe. L’eroe dell’eterno fascismo sogna una morte eroica, che gli viene venduta come ricompensa finale per una vita eroica.

Alan Moore lo ribadisce. Insieme ai pericoli delle semplificazioni morali, degli idoli dubbi e della standardizzazione culturale dell’arte (la Disney c’è stata), c’è anche il più grosso rischio da tenere in conto: quello di credere che gli eroi non sbagliano mai.

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