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Madonna spiega perché vuole dirigere lei stessa il suo film biografico

Queen of Pop Madonna spiega perché ha deciso di dirigere il suo film biografico per la Universal… e non c’è niente di sorprendente in questo.

È noto, Madonna e la 7a Arte, è una grande storia d’amore. Dopo aver collezionato ruoli tra gli anni ’80 e 2000, ed essere passati due volte dietro la macchina da presa con i mezzi Oscenità e virtù (2008) e NOI – Wallis & Edouard (2011), ora sembra l’icona pop pronto ad affrontare la realizzazione del proprio film biografico. Annunciato nel 2020 dagli Universal Studios, il film ripercorrerà quindi la carriera musicale della cantante, nonché le sue molteplici scappatelle fuori dal palco.

Presunto viaggio dell’ego o vera proposta cinematograficail film si preannuncia comunque un progetto interessante: portato dalla magnetica Julia Garner (svelata dalla serie ozark), a cui è stato affidato il ruolo al posto di attrici come Florence Pugh (Non preoccuparti, tesoro, Midsommar), Sky Ferreira (Bambino Autista) o Sydney Sweeney (Euforia), il film beneficia anche di un trio di sceneggiatori promettenti.

Una presenza nell’immagine magnetica

Infatti, lo sceneggiatore Diablo Cody (Tully, il corpo di Jennifer) è stato legato al progetto per un certo periodo prima di lasciarlo nel 2021. Successivamente, la sceneggiatrice Erin Cressida Wilson, dietro il sulfureo La segretaria, ha preso le redini al fianco della star, che ovviamente partecipa anche alla scrittura. Una via per Madonna, famosa per lei necessità di un controllo permanente sulla sua immagineper assicurare una traduzione ottimale della particolarissima visione della sua storia.

Una visione che la star intende trasmettere anche attraverso la messa in scena del suo film biografico. In un’intervista rilasciata a varietàconfidava quest’ultimo perché, secondo lei, era necessario che lei dirigesse il film:

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“Ho avuto una vita straordinaria, quindi spetta a me fare un film straordinario. Molte persone, per lo più uomini molto misogini, cercavano da molto tempo di pubblicare un film su di me, quindi ho chiesto di avere la priorità. Ho messo il piede nella porta e ho detto chiaramente: “Nessuno tranne me racconterà la mia storia”. »

Si tratta di un’affermazione a dir poco chiara e concisa. Non sorprende, tuttavia, che la cantante abbia fatto di questa direzione il suo nuovo cavallo di battaglia: è infatti difficile immaginare che la carriera di un icona sessualmente liberata riconosciuta per la sua focosa espressione di femminilitào diretto da qualche regista libidinoso incapace di coglierne tutte le sfumature.

Caso da seguire per questo progetto curioso e accattivante. Se il filmato è solo nella sua infanzia per il momento (la sceneggiatura finale non è terminata al momento della stesura di questo articolo), sembrerebbe tuttavia che il suo titolo provvisorio lo sia Piccolo passero.

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