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Lo straordinario viaggio del fachiro: recensione Ikea

FONDATORE ASSUNTO

Quando diamo un’occhiata più da vicino ai crediti di Lo straordinario viaggio del fachirosi ha l’impressione di trovarsi di fronte una locanda spagnola : un produttore francese, un regista canadese, una star indiana, attori francesi, americani, somali, inglesi… e una storia che si svolge in inglese dall’India a Parigi passando per l’Inghilterra e l’Italia in particolare. Il rischio era grande che l’innesto non prendesse affatto e porta a un lavoro rapidamente disgustoso.

Ma una buona fata è visibilmente atterrata su un progetto che ha avuto alcune false partenze (la regista Marjane Satrapi è stata quindi attaccata al progetto per molto tempo). Vai a trovare Ken Scott, un regista che ha perso terreno dopo il fenomenale successo di Starbucks (che aveva diritto a un remake americano e francese di sinistra memoria) era ovviamente un’idea geniale. Portare umorismo e senso del ritmo (il film dura meno di 90 minuti), il regista canadese sembra un pesce nell’acqua in questo universo dove un giovane indiano vola a Parigi per onorare la memoria della sua defunta madre, scopre lì il nascente amore, ma si ritrova presto costretto a viaggiare illegalmente ai quattro angoli d’Europa.

Dhanush e Berenice Bejo

NEL MODO DEL TEMPO

Se l’ambizione principale del film è farci divertire, non dimentica di far parte del suo tempo. Con piccoli tocchi umoristici ma poche frasi cariche di significato (il più delle volte di Barkhad Abdi, l’attore americano-somalo scoperto in capitan Phillips), questo Straordinario viaggio del fachiro ricordaci a cosa la situazione dei rifugiati e/o delle persone prive di documenti nel mondo può essere molto oscura (sequenza esilarante in cui i doganieri di diversi paesi contrattano sui loro rifugiati).

Foto Erin Moriarty (II), Gerard JugnotNo, questo non è uno spoiler di The Boys.

FILM FEEL BEN FRANCESE

Ma il punto qui resta quello di divertirsi con una storia d’amore che ti invita a viaggiare. Indossato da Dhanush, star indiana che può letteralmente fare tuttoil film di Ken Scott, magnificamente fotografato da Vincent Mathias (Césarized quest’anno per addio lassù) e ben musicato da Nicolas Errera, moltiplica le sequenze luminose a una velocità quasi metronomica. Le battute dell’umorismo vanno bene e lo spettacolo visivo rimane la priorità di tutti, come due sequenze di balli e canti particolarmente accattivanti, richiamando l’ispirazione bollywoodiana del progetto.

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Foto Berenice BejoIn stile Bollywood!

La ciliegina sulla torta, tra i tanti eccellenti ruoli secondari, Bérénice Bejo interpreta un’attrice diva dal cuore spezzato con una felicità contagiosa. Visibilmente totalmente realizzato in questo universo colorato e positivo, l’attrice dimostra ancora una volta di avere una straordinaria gamma di recitazione che trova la sua apoteosi in una danza frenetica ricordando di non aver perso nulla della sua esperienza L’artista.

Proposta senza precedenti nel mondo della commedia francesecercando di raggiungere la vera universalità come generalmente il cinema anglosassone sa fare, riuscendo a mettere i soldi sullo schermo (non lo si ripete mai abbastanza: il film ha un conto tecnico infernale), Lo straordinario viaggio del fachiro potrebbe quasi passare per un’anomalia. Farlo diventare un vero successo vedrebbe forse la nascita di progetti che potrebbero guardare dritto negli occhi la concorrenza internazionale. In buoni rapporti!

Locandina

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