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l’improbabile nanar antico tra il 300 e gli dei d’Egitto

Meglio di un nanar, un nanar con una gonna. La prova con Gli immortaliun antico peplo più vicino a Dei d’Egitto quella di 300 con Henry Cavill e Mickey Rourke.

Nel 2006, Zack Snyder ha fatto la sua svolta con il grande pubblico con 300, un lungometraggio riconosciuto per la sua qualità tecnica, ma anche controverso. Immagini da virilisto-beauf, razzismo latente, stile estetico… tanti rimproveri che aprono dibattiti appassionanti e appassionati, ma che tendono a mettere da parte un po’ troppo in fretta 300 nella categoria dei brutti film agli occhi di alcuni. Queste persone non hanno mai visto Gli immortali di Tarsem Singh con Henry Cavill e Mickey Rourke, che non è altro che lo stesso film, ma completamente fallito dall’inizio alla fine.

Zack chi? Zackie e Michael?

O TEMPO, O PIÙ

Nel 2000, Gladiatore ravviva il peplo e tutti sono felici. Il genere era gravemente carente sugli schermi e grazie a Ridley Scott sta vivendo un nuovo boom. Troia, Alessandro… Anche la TV lo accompagna Roma. Ma viene improvvisamente catturato dall’altrettanto crescente popolarità delle graphic novel e dai loro molto… adattamenti grafici, appunto. Città del peccato fa tendenza, ma è l’impressionante successo di 300 che lo fissa al paesaggio. Partendo da una vena realistica, il peplo inizia una svolta decisamente più kitsch-fantasy, molto criticata, ma anche molto proficua. Ed è su quest’onda che si sente surfare Gli immortali.

Salvo che Gli immortali non ha il know-how per 300né l’ambizione poetica di La leggenda di Beowulfné la dissolutezza di Ira dei Titani. Del resto, a differenza di quei tre film, non ha nemmeno alcun materiale di partenza a cui fare riferimento, a parte la mitologia greca nel suo insieme. E questa mitologia sarà molto costosa, perché Gli immortali in realtà non ha la minima voglia di dire nulla. La storia non è nemmeno adattata da un particolare episodio mitico, e comunque è solo un pretesto per vedere grossi ragazzi oliati che si sbattono a vicenda nelle loro gonne. Anche il vecchio Dio della guerra passare per Eschilo (e ancora, la scrittura della terza opera è da rivalutare).

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Avremo così diritto ad una storia completamente tirata fuori dal cilindro, ma soprattutto totalmente nulla, lotta tra il bene e il male. Un programma generico come il suo titolo. Questa lotta è incarnata da Mickey Rourke da un lato, nel ruolo di Re Hyperion, che desidera la distruzione degli dei per qualche oscura ragione, e da Henry Cavill dall’altro, nel ruolo di Teseo, un bravo figlioletto di sua madre (curiosamente molto Clark Kent in spirito) educato e addestrato fin dall’infanzia da uno Zeus in incognito. Il dio lo sta infatti preparando per il profetizzato conflitto contro i Titani che Hyperion desidera liberare, un conflitto in cui si dice che Teseo sia la chiave e in cui l’Olimpo ufficialmente non ha il diritto di intervenire.

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