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Le vedove: critica critica

VEDOVI MA NON AL TOP

Per Steve McQueen, vedove segna un passo. È il suo primo successo dopo l’Oscar per il miglior film, che ha condiviso con Brad Pitt in particolare nel 2014 per 12 anni schiavo, ed è a priori il suo film più leggero. Dopo il tragico sciopero della fame di Bobby Sands Famel’autodistruzione dell’eroe di Vergogna e l’inferno visse da Solomon Northup che divenne schiavo 12 anni schiavoquesta storia di vedove di gangster che preparano una rapina sembra quasi un film di benessere nella sua filmografia.

Questo sarà ovviamente lontano dal caso. Se questo adattamento dell’omonima serie degli anni ’80 ha l’aria diOcean’s Eleveno piuttostoOcean’s Otto dato il quartetto femminile, McQueen è più attento Calore di Michele Mann. Nella sua posta in gioco e nelle sue ambizioni drammatiche, nella sua pesante atmosfera urbana, nella sua solennità e nei suoi personaggi danneggiati, vedove è un film serio, che vuole essere preso sul serio. Questo è senza dubbio il suo limite.

Le quattro eroine delle vedove

BONNIE DOPO CLYDE

Al centro della vedove, ci sono quattro donne: Veronica, Linda, Alice e Belle. I primi tre hanno perso i mariti, uccisi in una rapina andata storta e finita in bossoli di proiettili e fiamme. Con loro volarono via le rispettive e rispettabili vite. Nonostante le differenze tra il borghese colto, il manager di un negozio di abbigliamento e la bella bionda maltrattata: la realtà li raggiunge tutti.

Minacciate da un famigerato criminale che si candida alle elezioni locali ea cui i mariti devono una grossa somma, queste donne, separate da tutto tranne che dalla morte, dovranno unirsi loro malgrado per non affondare. La quarta ruota della carrozza arriverà più tardi, meno per caso che per semplice logica tematica: per questo parrucchiere di origini molto modeste, la vita è una lotta, ed è pronta a unirsi alla battaglia di queste donne.

foto, Viola Davis, Colin FarrellViola Davis non è impressionata

BANDA DI DONNE

Se vedove funziona, è in gran parte grazie a loro. Qui, non c’è un potere femminile facile, unione femminista di base, vendetta pre-masticata e fiaba. Queste quattro donne sono tutte danneggiate, contuse, in guardia, indipendentemente dal sesso della persona di fronte. La presenza della talentuosa Gillian Flynn come co-sceneggiatore con Steve McQueen è palpabile.

Lo scrittore ha dimostrato con Ragazza andata (di cui ha firmato l’adattamento) e Oggetti appuntiti la sua capacità di trarre personaggi da donne complesse, che sfuggono agli stereotipi e le interrogano con intelligenza. È ancora così qui, a diversi livelli: da questa bambola Alice così fragile da sembrare sempre sul punto di crollare, a questa coppia formata da Viola Davis e Liam Neeson.

Foto*HEAT* scusa, sono allergie che ti fanno starnutire

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In termini di scrittura del personaggio, è un successo, tanto più impressionante che passa attraverso piccoli tocchi, spesso silenziosi e impliciti. È una scatola d’oro per le attrici, e soprattutto Elizabeth Debicki. L’attrice vista Agenti molto speciali: Codice UNCLE e Guardiani della Galassia Vol. 2 è fantastico in questo ruolo ingannevolmente ordinario, affascinante e ambiguo.

Viola Davis avanza con la consueta sicurezza, Michelle Rodriguez suona più note interiori del solito, tanto che Cynthia Erivo (vista di recente in Maltempo all’hotel El Royale) spicca. E l’esercito di ruoli secondari (Colin Farrell, Liam Neeson, Robert Duvall, Jacki Weaver, Carrie Coon) può servire solo questo quartetto.

foto, Elizabeth Debicki, Michelle RodriguezMichelle Rodriguez ed Elizabeth Debicki

COLPO AMERICANO

vedove ha molte qualità a parte i suoi personaggi brillantemente disegnati e recitati. Dalla scena di apertura ultra efficiente e agghiacciante, è chiaro che Steve McQueen è il maestro del suo film e che nulla sfuggirà al suo perimetro. Il film attiva una ad una le caselle del programma, copre un ampio spettro tematico (rapporti uomo-donna, paesaggio politico-sociale, patrimonio e trappola culturale), e sembra evitare ogni nota falsa.

Steve McQueen filma Chicago come un personaggio dalle mille sfaccettature, capace di essere chic oltre che oscuro, riservato o immenso. Racchiude molte scene diabolicamente efficaci, sempre con molto ritmo e sobrietà, persino moderazione quando si tratta dei momenti più forti. Questa super-padronanza, tuttavia, segna il suo grande limite quando se ne va la sensazione di un film così ben disegnato e calibrato, che diventerebbe quasi liscio.

foto, Viola DavisViola Davis: un’attrice usata come metronomo

Anche nelle sue più piccole emozioni, come l’ultima scena, vedove sembra una superba dimostrazione dove il minimo respiro, la minima vita, la minima energia, è stato abilmente pesato ed equilibrato. Con un David Fincher, è al servizio di un effetto devastante, di una dinamica tetanizzante e spettacolare. Alla Steve McQueen, l’operazione sembra finalmente attenuare gli effetti.

Certo, vedove non è un semplice film di rapina. Steve McQueen non aveva alcuna intenzione di accontentarsi di questa formula, e il film non si sofferma su questa operazione: i personaggi prevalgono sempre. Perché queste donne sequestrano meno soldi della propria vita, rubati e calpestati da altri. Si riappropriano di una parte di sé, nel dolore.

vedove rimane quindi una storia forte e ricca, che testimonia il L’evidente abilità di Steve McQueen nella narrazione e nella messa in scena. Tutto ciò che mancava era un po’ di anima, ampiezza e vita, per riuscire davvero e prenderti per la gola.

manifesto francese

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