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la trilogia di videogiochi cult (ma da incubo) su Super Nintendo

Chi si ricorda della trilogia di videogiochi di Super Star Wars, piccoli classici del Super Nintendo usciti dal 1992 e ispirati alla trilogia originale di Star Wars?

Non contento di essere uno dei franchise cinematografici più importanti degli ultimi 40 anni, la saga Guerre stellari è anche il punto di partenza per un modo completamente nuovo di guardare al marketing e ai prodotti derivati. È quindi logico che abbia affrontato i videogiochi.

Quindi no, non ci avventureremo nella pericolosa ricerca dell’elenco esaustivo di adattamenti di Guerre stellari nei videogiochi sin dalla creazione della licenza, perché abbiamo a cuore i nostri neuroni e il nostro tempo di sonno. Tanto più che forse la saga di George Lucas lo è il franchise più rappresentato quando si tratta di adattamenti di videogiochi. Dal rilascio diUna nuova speranzaquesto universo ha attraversato secoli, generazioni di console e computer per darci sempre la nostra dose regolare di Jedi e Sith su qualsiasi macchina, in qualsiasi formato.

Innumerevoli adattamenti di Guerre stellari nei videogiochi, se giochi d’azione, piattaforme, FPS, TPS, giochi di strategia, MMORPG o persino giochi per browser. La saga ha mangiato a tutti gli scaffali per tenerci in un flusso teso, e la macchina continua, con il seguito Ordine caduto intitolato Star Wars Jedi: Sopravvissutoo anche a Star Wars: Eclipse sviluppato presso Quantic Dreams.

Ma è il momento di parlare di una trilogia un po’ pazza e ultrafedele, che ha fatto sudare più di una volta: la trilogia di Grandi Guerre Stellari.

Tanto tempo fa

RANCO MALATO

All’inizio degli anni ’90, finalmente uscì il Super Nintendo e è una rivoluzione per tutti i giocatori. Certo, il Mega Drive è disponibile da tempo, aprendo così l’era dei 16 Bit, ma è proprio con la sua macchina che il papà di Mario ci immerge in una nuova dimensione.

In programma: diluvio di colori (256 colori visualizzabili contemporaneamente laddove il Mega Drive ne supporta solo 32), audio stereo e surround a due canali per un effetto veramente cinematografico (ma che rivela un riverbero piuttosto orribile quando è scarsamente controllato), capacità tecniche impressionanti (la famosa Modalità 7, imposta da F-Zeroeffetti mosaico e zoom rivoluzionari), Joypad a 6 pulsanti di azione (oltre alla crocetta e ai pulsanti “Seleziona” e “Avvia”)…

Insomma, il Super Nintendo spacca tutto sul suo cammino, ed è ovvio che tutti gli sviluppatori si affretteranno ai suoi kit di sviluppo.

Fu quindi nel 1992 negli Stati Uniti (nel 1993 qui) che Super Guerre Stellari, ed è abbastanza sorprendente in quel momento. Certo, la licenza è ancora così popolare e continua a crescere nel mondo dei fumetti e dei romanzi, ma non ha, per così dire, nessuna vera notizia dall’uscita del Il ritorno dello Jedi nel 1983.

A quel tempo, George Lucas non lo fece non ha ancora annunciato la sua prelogia e non parliamo nemmeno delle famose edizioni speciali dei primi film. Insomma, capita come un capello nel brodo ed è forse quello che fa il suo interesse. Soprattutto perché non è proprio come gli altri.

F-ZeroF-Zeroquesto gioco d’amore

Se il gioco è pubblicato da Lucas Arts (ex LucasFilms Games, la scatola di George Lucas), è comunque sviluppato da una terza parte, Software scolpito. Fondata nel 1984, acquisita da Acclaim nel 1995, ribattezzata Iguana West e poi Acclaim Studios Salt Lake City fino alla sua chiusura nel 2002, questa scatola non sembra la migliore per onorare la saga delle star.

A suo merito, piccoli giochi aneddotici su computer Atari, molte licenze (Monopoly, Pac-Man, molti giochi sportivi), cose strane come Capitan Novolin (finanziato dalla lotta al diabete, si, si) e, successivamente, adattamenti poco famosi di simpson (L’incubo di Bartsono loro) e Ren & Stimpy. Insomma, non cador.

Tuttavia, con Guerre stellariallungheranno chiaramente le dita e dimostrare di essere soprattutto grandi fan di questo universo.

L'incubo di BartL’incubo di Bart, eccolo qui….

SUPER STAR WARS

Super Guerre Stellari si offre di rivivere le avventure del primo film a turno interpretando Luke, Chewie e Hanin livelli intervallati da filmati rudimentali, ma efficaci, che raccontano storie.

Dall’inizio, Super Guerre Stellari dimostra che questo non è un gioco per pinguini. È un puro “Run & Gun”un genere reso popolare da titoli come Rush’n Attack (Konami, 1985), ma che ha trovato le sue lettere nobiliari con la serie Contra (Dove Protettore con noi), Gryzor per gli amanti del CPC 6128 (Konami sempre, 1987), oppure il Turcano (Rainbow Arts/Fattore 5, 1990).

Super ProbotectorSuper Probotector

Cos’è un Run & Gun? È un gioco d’azione teso in cui il giocatore deve andare dal punto A al punto B uccidendo tutto ciò che si muove, e che arriva a lui da intere legioni. Ovviamente, gli oggetti appaiono frequentemente per ripristinare la vita o potenziare la sua arma (fino a 5 livelli per il blaster base). Certo, chi dice Guerre stellari noto anche come spada lasere Luke può usarlo solo quando Obi-Wan glielo dà.

Per variare un po’ i piaceri, I livelli della modalità 7 alternano le fasi d’azione, a bordo del Sandspeeder e di un X-Wing durante la Battaglia della Morte Nera; e bisognerà fare i conti con una manovrabilità alquanto azzardata, obiettivi tenui e una difficoltà gigantesca per uscirne.

Super Guerre StellariSperiamo che ti piacciano i grandi capi

SUPER STELLA DURO

Perché sì, Super Guerre Stellari è difficile, molto difficile. Se termina in 2-3 ore in modalità facile, chiunque abbia testato la modalità “Jedi” ha ancora degli effetti collaterali. Lo è inoltre il più grande svantaggio del gioco: la sua difficoltà a volte grottesca e ingiusta. Siamo travolti dai nemici e, poiché la manovrabilità non è al top (soprattutto nelle sue delicate fasi platform), veniamo copiosamente sbattuti in faccia.

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Tuttavia, ci torniamo sempre, perché forse si tratta di uno dei primi giochi per console domestica a farci sentire davvero parte della storia.

Già, il software offre bella graficacon molte sfumature, colori scintillanti e ingegnosi scorrimento. Il lato sonoro non è escluso visto che finiamo con tutta la musica adattata al chipset del Super Nintendo (senza troppo riverbero’, grazie mille), e tutti gli effetti sonori presi direttamente dal film. Immersione garantita.

Infine, l’universo di Guerre stellari vi è fedelmente trascritto. I luoghi famosi sono riconoscibili, proprio come i personaggi, e lì troviamo la magia dei primi film. In breve, Super Guerre Stellariè di classe, ma dimostra anche che ne vale la pena.

Super Star Wars: immaginiUn momento epico, ma non scontato

SUPER impero contrattacca

Naturalmente, con una tale licenza, il gioco non può che essere un successo. Nessuno sarà quindi sorpreso che Sculptured Software, sotto l’impulso di Lucas Arts e JVC (il distributore), si imbarchi nel sequel. Arriverà un anno dopo, nel 1993 (1994, con noi) e, molto logicamente, sarà interessata a L’impero colpisce ancora.

Super Star Wars: L’Impero colpisce ancora non ha alcun desiderio di cambiare nulla alla formula, e si rivela ancora più subdolo del suo predecessore – logica per la parte più oscura della trilogia originale.

Il Super Impero colpisce ancoraCambio di atmosfera

Sempre ai comandi di Luke, Chewie e Han, sarà necessario rivivere i momenti salienti del film, a cominciare direttamente dal pianeta Hoth. Ma ci sono alcune cose nuove.

Già, è stata implementata una funzione “Password”., che non è un lusso quando si conosce la leggendaria difficoltà del titolo. Prossimo, ora puoi avere cavalcature durante i momenti chiave nelle fasi della piattaforma d’azione. Quindi, Luke cavalca un Tauntaun dal primo livello per avanzare più velocemente. Tauntaun che ovviamente può essere picchiato in due secondi se non stiamo attenti, condannandoci a fare il resto del livello a piedi.

Il Super Impero colpisce ancoraVedi Dagobah e muori di merda

Oltre ai nemici, gli elementi si scatenano contro di noi, con ad esempio nevicate su Hoth o ghiaccio, e dovrai essere molto vigile per non cadere in un profondo crepaccio. Ma la ricerca vale lo sforzo poiché, ancora, il gioco è bellissimo e fa un ottimo uso delle capacità della console.

Che si tratti della bellissima Cloud City, dell’assalto a Hoth contro AT&T, delle paludi di Dagobah o della terribile lotta contro Darth Vader, il Super Nintendo tira fuori i polmoni e non sembra vacillare lungo la strada. Per non parlare della musica meravigliosa e dei filmati coinvolgenti.

In breve, Super Star Wars: L’Impero colpisce ancora non ha nulla da invidiare al suo maggiore.

Il Super Impero colpisce ancoraQuesto gioco non ti ama. Lo so.

SUPER ritorno del JEDI

Inevitabilmente, è di nuovo un successo e, come per magia, arriva un terzo opus l’anno successivo (1994 per gli USA, 1995 per noi): Super Star Wars: Il ritorno dello Jedi.

Se di dominio pubblico, il gioco è più facile dei precedentile prove non ci sono da quando tutto ha inizio da una sequenza in Modalità 7 a bordo di uno Speeder, per raggiungere la tana di Jabba la Capanna. E subito iniziano i guai. Tra burroni su cui devi saltare ad alta velocità, ostacoli che intaccano la barra della salute deviando la tua traiettoria e oggetti collezionabili da raccogliere lungo il percorso, il gioco non fa alcun regalo.

super ritorno dello jediÈ tempo di fare i conti

Per il loro ultimo titolo nella galassia lontana, lontana, Sculptured Software si rimbocca le maniche e decide di dare il massimo. In tal modo, non tre ma cinque personaggi sono giocabili (benvenuti Leïa e Wicket), e quattro veicoli sono guidabili (Quindi lo Speeder, ma anche il Millennium Falcon, lo Speederbike e l’X-Wing).

Più che mai, i capi sono subdoli e presenti (Jabba, il Rancor, Darth Vader, Palpatine…), quando non sono inventati per l’occasione come nei precedenti titoli della trilogia.

super ritorno dello jedi#Anche io

Poiché lo sviluppatore non ha altro da dimostrare, affina la sua formula e dimostra un’attenzione ai dettagli vicina al maniacale. Luke può, oltre al suo sabrolaser, usare diversi poteri della Forza, in un modo più naturale rispetto ai giochi precedenti. Leïa cambia la sua arma e il suo vestito in ogni livello dove appare. E l’imballaggio tecnico è ancora una volta di prim’ordine.

Anche se la formula sta iniziando a essere testata, che la mancanza di diversità e la ripetitività delle azioni sono fortemente sentite, che la manovrabilità è ancora perfettibileè davvero un successo.

Alla fine, la saga Super Guerre Stellari avrà offerto tre giochi altrimenti memorabili, ma di alta qualità. Subdoli ed esigenti, sono una vera sfida per i giocatori più accaniti e possono purtroppo scoraggiare gli utenti più cauti. Ma meritano di essere (ri)scoperti, soprattutto da quando sono stati riportati in vita su Wii nel 2009, o anche su PlayStation Store nel 2015 per la prima opera.

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