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La piccola signorina Sunshine incontra la Patria e ci strappa il cuore

Quando l’interprete di Patria incontrare la futura attrice di La piccola signorina Sunshineil risultato è una straordinaria tragedia cinematografica, intitolata Keane. Appartenente a un trittico impressionante di finezza, potenza emotiva e radicalità, il film così come il suo autore sono assolutamente da riscoprire.

Il caso a volte fa le cose bene, quando non conferisce loro retroattivamente un valore predittivo sorprendente. Un grande attore che ha attraversato entrambi i drammi del BBC che dalle caudine del cinema indipendente americano, Damian Lewis è stato scoperto dal grande pubblico grazie alla serie Patriao il suo ruolo ambiguo di veterano sospettato di terrorismo fece allargare alcune pupille, prima di stampare la serie con il suo carisma carnivoro milioni.

Abigail Breslin dal canto suo ha incantato milioni di spettatori con la sua innocenza tinta di malizia grazie a La piccola signorina Sunshine. Una partitura attesa sulla carta, ma guidata da un giovane interprete del magnetismo solare. In molti modi, Keaneincredibile tour de force cinematografico, racconta, con qualche anno di anticipo, le svolte che avrebbero preso le carriere di questi due artisti, o come un permaloso combattente incontra una versione condensata di purezza capace di annunciare la sua salvezza. O la sua perdita.

Preparare i tessuti.

Questa piccola signorina non vedrà subito il sole

QUESTE SONO LE LACRIME

William Keane potrebbe essere un uomo senza storia. Ma Keane ha perso sua figlia, rapita nel mezzo di una stazione degli autobus di New York. Per cinque lunghi mesi, ormai separato dalla moglie, riproduce quotidianamente il corso del giorno fatale in cui suo figlio le è stato tolto. Una ricerca assurda, una spirale senza fine che lo fa scrutare le rive della follia ogni giorno di più. Finché non incontra Lynn e sua figlia Kira.

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I due vivono in un piccolo hotel malandato sperando in giorni migliori, mentre Lynn cerca di sbarcare il lunario, mentre si riconnette con il padre di sua figlia per avere supporto. Mentre tra Keane e la madre solitaria si instaura un rapporto fatto di rispetto e stima reciproci, quest’ultima gli affida Kira, secondo le sue giornate frammentate, a ritmi sempre più caotici. Il bambino apprezza la presenza di quest’uomo premuroso, ma Keane è così intenzionato come sembra?

Keane: foto, Damian LewisTrappola? Cacciatore?

Alla scoperta del terzo lungometraggio di Lodge Kerrigan è mettere gli occhi su un dispositivo a forma di trappola, ogni sequenza della quale costituisce una tacca aggiuntivo che non solo isola lo spettatore un po’ di più in ogni fase, ma ridisegna costantemente i contorni sia del suo disagio che della sua paura. Una situazione eminentemente scomoda, ma che va ben oltre la semplice emulsione inquieta, il regista non cerca mai effetto shock per effetto shock, quanto piuttosto la narrazione progressiva di una tragedia, la cui interrogazione ed empatia formeranno i pilastri.

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