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La guerra dei mondi, o il grande film horror moderno di Steven Spielberg

La Guerra dei Mondi è stasera alle 21:05 su W9.

Guerra dei mondi con Tom Cruise, Justin Chatwin, Tim Robbins e un giovane Dakota Fanning, il film horror definitivo del nuovo millennio e un classico istantaneo.

Steven Spielberg è il regista essenziale che ha regnato su Hollywood per decenni, al di là delle mode e dei generi. Il grande schermo ha deciso di farlo ripensare a uno dei suoi film memorabili, Guerra dei mondiche segna il suo ritorno negli alieni, lontano dalle favole E l’extraterrestre e Incontri del terzo tipoin un contesto successivo all’11 settembre.

LA GUERRA DEI MOSTRI

In origine c’è Le guerre dei mondiun libro di HG Wells pubblicato nel 1897, che racconta il terrificante arrivo degli alieni sulla Terra, in seguito all’incubo di un narratore che vive in Inghilterra. Una storia che ha sconvolto l’immaginario collettivo nei confronti della fantascienza, e ha dato origine a molti adattamenti. Uno dei più noti è quello di Orson Welles che, nel 1938, raccontò la storia alla radio. Poco importa se il mito degli ascoltatori totalmente convinti dalla vicenda al punto da generare un panico generale sia stato molto esagerato, in particolare da una stampa scritta poi minacciata dalla radio moderna: questo episodio ha ancorato Guerra dei mondi come caposaldo del genere.

Decenni dopo, saranno due semidei di Hollywood a cogliere le parole di Wells: Steven Spielberg e Tom Cruise. Felicissimo della loro prima collaborazione su Rapporto di minoranza nel 2002, adattamento di un romanzo di Philip K. Dick, i due cercano un motivo per stare insieme. L’attore arriva con tre progetti in mano mentre il regista gira Fermami se puoi. Uno di questi è un adattamento di Guerra dei mondie i due uomini decidono in un istante.

Per il regista è ovvio : aveva comprato all’asta una copia dell’adattamento radiofonico di Orson Welles e aveva pensato di farne un film, prima di mettere da parte l’idea di fronte all’uscita diGiorno dell’Indipendenza di Roland Emmerich.

Steven Spielberg e Tom Cruise

INCONTRI DI ULTIMO TIPO

Per colui che ha fatto Incontri del terzo tipo e E L’extraterrestre, Guerra dei mondi è un modo per reinventarsi nel genere. Addio agli alieni pacifici e luminosi: lascia il posto ai bellicosi extraterrestri, venuti sulla Terra per nessun altro motivo se non per distruggere l’umanità. Kathleen Kennedy, fedele collaboratrice del regista, lo ricorderà in promoE inizialmente era un film più oscuro, che gradualmente si è trasformato in questa dolce favola. Guerra dei mondi poi diventa un appuntamento a lungo rimandato per Spielberg, chi descriverà il blockbuster come il suo primo”film alieno dove non c’è né amore né tentativo di comunicazione“.

L’azione del romanzo si sposta naturalmente negli Stati Uniti in un contesto moderno, sia per gli ovvi imperativi di un blockbuster hollywoodiano, sia per ma anche per illustrare al meglio il clima dell’America dell’epoca. “Viviamo sotto un velo di paura a cui non eravamo prima dell’11 settembre. C’è stato un cambiamento emotivo nella coscienza del Paese“, dirà il regista a USA Oggi all’uscita del film, su cui aleggia lo spettro di una catastrofe urbana che ricopre le pelli di una polvere micidiale. Non è insignificante se i figli dell’eroe chiedono all’inizio dell’orrore se sono terroristi, che un aereo precipita più avanti sul set e che l’esercito è così onnipresente.

foto Tom CruiseTom Cruise nei panni di un eroe americano in rovina

Altre modifiche rispetto a HG Wells includono la scomparsa delle astronavi (enormi oggetti cilindrici), qui sostituite da una minaccia sepolta nel terreno, sotto l’asfalto delle città. Un modo per Spielberg di uscire dai sentieri troppo segnati del genere, ma anche per insistere sulla natura fin troppo familiare del pericolo, che non viene neanche da altrove (da Marte nel libro), ma che emerge sotto i piedi della civiltà, nascosto sotto un bitume e pronto a sorgere nella bella stagione .mezzo della popolazione. Una scelta che solleva interrogativi affascinanti e terrificanti anche su questi alieni, venuti in passato sulla Terra per nascondersi lì, in attesa del momento opportuno per svegliarsi.

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Sarà Josh Friedman a scrivere la sceneggiatura, che sarà rilevata dal famoso David Koepp, sceneggiatore in particolare di Jurassic Park e il suo seguito Il mondo perduto di Steven Spielberg e Missione impossibile con Tom Cruise.

foto Tom Cruise L’Apocalisse secondo Spielberg

SALVA LA FAMIGLIA DEL TRAGHETTO

La bici di Elliott davanti alla luna dentro E L’extraterrestreFrançois Truffaut e le note musicali della nave aliena di Incontri del terzo tipola prima maestosa vista di dinosauri in Jurassic Parkl’immaginazione che riempie i piatti gancio : Steven Spielberg ha offerto molte immagini sensazionali sul lato del meraviglioso. Ha anche segnato l’inconscio collettivo con Mascelleo, in misura minore, alcune scene scioccanti come la terribile morte di Donovan in Indiana Jones e l’ultima crociata.

Insieme a Guerra dei mondi, attraversa un percorso nel campo dell’horror assoluto. Non appena viene lanciato l’attacco, il film si trasforma incredibile odissea da incubo, di estrema violenza, dove l’eroe non ha altra scelta che fuggire, senza pensare con nient’altro che con il più semplice istinto. Ridotto allo stato di una piccola creatura che può solo nascondersi in attesa che la bestia più grande lo trovi, incarna una certa idea dell’antieroe di Hollywood, un ragazzone che gode del pericolo sotto gli occhi terrorizzati della figlia, prima di nascondersi sotto un tavolo con lei.

Certo, la traiettoria sarà quella classica, l’incubo che gli permetterà di ritrovare un po’ di umanità e maturità, ma Spielberg gli negherà il vero lieto fine, lasciandolo per strada davanti all’immagine perfetta della famiglia che ha perso, con l’illusione di un conforto quasi assurdo quando trova suo figlio. Quella superstar Tom Cruise incarna questo uomo sbiadito, sopraffatto dalle sue responsabilità di padre e dagli eventi apocalittici, porta il punto a casa.

Tom Cruise, Tim Robbins, Dakota FanningTim Robbins, Tom Cruise e Dakota Fanning

In questo scenario apocalittico di purezza paralizzante, Steven Spielberg distribuisce una scena fantastica. Il primo attacco del treppiede che vaporizza gli abitanti in preda al panico e fa saltare in aria le case, la fuga in macchina in una sequenza da capogiro, la scoperta della zona dell’incidente aereo: il regista mette in fila i pezzi dell’antologia, aiutato dai suoi fedeli collaboratori Janusz Kaminski alla fotografia, Michael Kahn al montaggio e John Williams alla musica.

Che un treno dall’inferno si precipita nella notte, che un’ondata di cadaveri appare davanti agli occhi di Rachel, che un’orda di persone in preda al panico attacca la macchina degli eroi (tra cui un uomo che strappa il parabrezza) rompe le mani insanguinate), che i vestiti cadono dal cielo su un paesaggio desolato o che Ray scopra un territorio devastato e rosso in cima a un poggio, e Guerra dei mondi offerta una certa idea di puro orrore, proprio quella che può essere ricollegata alla realtà della nostra storia collettiva – dall’Olocausto all’11 settembre.

Quando si ricorda che HG Wells ha tracciato esplicitamente un parallelo tra l’invasione marziana e il colonialismo britannico nella sua storia, lo specchio moderno costruito da Spielberg ha più che senso.

foto Tom CruiseTu davanti al film

E se il film soffre di qualche nota falsa (la parte con Tim Robbins che guasta il ritmo e spinge un po’ la sospensione dell’incredulità sull’intelligenza degli alieni, il finale abbastanza vicino al romanzo che denota dopo la violenza di la storia o anche alcuni effetti che mancano di finezza con il look odierno), conserva un potere pazzesco, anni dopo. Un potere che va ben oltre le parole e il genere del film catastrofico e dell’invasione alienaper ancorarsi profondamente nell’immaginario primitivo dello spettatore del 21° secolo.

Guerra dei mondi rimane quindi uno dei film di maggior impatto di Steven Spielberg e un vertice in termini di spettacolo di Hollywood e riflessione sul suo tempo.

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