fbpx

La Festa di San Sebastiano apre il suo archivio storico a ricercatori e curiosi per festeggiare i suoi 70 anni

Il Festival di San Sebastian apre i suoi archivi al mondo per celebrare i suoi 70 anni di storia. Da ieri più di 4.000 documenti dell’archivio storico dell’ente (corrispondenza, fotografie, manifesti, giornali, riviste…) consultabile su Internet. Est Artxiboa Offre anche un catalogo di oltre 27.000 schede descrittive di materiali che possono essere esaminati su richiesta di professionisti e specialisti nel campo della didattica e della ricerca.

Il rilascio dell’archivio segna il culmine di la prima fase del progetto Zinemaldia 70: tutte le storie possibiliavviato nel 2018 dal Festival di Santo Sebastian ed Elías Querejeta Zine Eskola (EQZE), al fine di preservare, studiare e aprire alla consultazione pubblica l’archivio storico del Festival, conservato sin dalla sua fondazione nel 1953. L’iniziativa ha la collaborazione della Basque Film Library, Medialab Tabakalera e Kutxa Fundazioa e con il patrocinio di Loterías y Apuestas del Estado.

La pagina offre scansioni di più di 3.000 fotografie dal fondo del Festival e da Kutxateka; 711 copie dei giornali del Festival (la rivista attuale zinemaldia), di cui si conservano numeri datati tra il 1954 e oggi; 350 manifesti di praticamente tutte le sue edizioni, oltre a materiali selezionati dall’Archivio Generale e dalla Stampa. Le digitalizzazioni accessibili sul web sono pubblicate sotto una licenza Creative Commons BY-NC-SA, salvo nei casi in cui, per motivi di copyright, debbano essere pubblicate sotto altri tipi di licenza più restrittivi.

[El Festival de San Sebastián mira a la juventud y da la Concha de Oro a ‘Los reyes del mundo’]

In linea con il titolo del progetto, Zinemaldia 70: tutte le storie possibile, ogni volta che una persona accede al web, la sua pagina di benvenuto compone un nuovo campione di contenuto da diversi materiali dell’archivio. La presentazione del web non è mai la stessa e contiene infinite combinazioni che, peraltro, si moltiplicheranno man mano che l’archivio si arricchirà di nuove scansioni. Terminata questa prima fase, il team continuerà a lavorare sui processi di conservazione, catalogazione e digitalizzazione delle collezioni, che in futuro includeranno anche materiale audiovisivo, e sulla promozione della ricerca e del pensiero critico attorno all’archivio.

Leggi  Spiegazione della fine! La band di Vinnie e Stevie?

L’Artxiboa contiene anche un inventario che consente di consultare più di 27.000 schede catalografiche corrispondenti agli oggetti che sono custoditi nell’archivio e che, indipendentemente dal fatto che siano digitalizzati o meno, sono opportunamente descritti e localizzati. Tali materiali (principalmente documentazione amministrativa e corrispondenza, archivi stampa, fotografie e locandine) potranno essere visionati di persona da gennaio 2023 nella sala di lettura della Filmoteca Vasca da professionisti e specialisti del settore della didattica e della ricerca che ne facciano richiesta tramite web.

L’obiettivo principale di questa prima fase del progetto è stato quello di generare un archivio vivente, uno spazio di riflessione e confronto sul passato, presente e futuro del Festival aperto al dialogo critico con il pensiero, la ricerca e la creazione contemporanea. Dall’inizio del progetto sono stati definiti diversi focus di ricerca, sviluppati da team di studenti post-laurea EQZE guidati dal ricercatore Pablo La Parra Pérez in collaborazione con i diversi dipartimenti del Festival.

Presentazione dell’Artxiboa del Festival di San Sebastian.

I focolai di ricerca hanno posto l’accento su aspetti poco conosciuti o inediti della storia del Festivall: la censura cinematografica durante la dittatura franchista, le sue trasformazioni e democratizzazione negli anni della Transizione, la revisione, in chiave critica e femminista, della storia visiva del Festival attraverso il suo lascito fotografico, la partecipazione di studenti e scuole di cinema in concorso dai primi incontri delle scuole di cinema svoltisi negli anni ’60 all’attuale Nido o Video Festival che ha organizzato il concorso tra il 1983 e il 1985.

Lascia un commento