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Jason Bourne: critico sugli steroidi

STESSO GIOCATORE TOCCA DI NUOVO

Dopo un Jason Bourne: Eredità prossima al disastro dedicato a un eroe minore (Jeremy Renner), la saga di Bourne, per rivoluzionaria che era, sembrava in pessime condizioni. Senza Matt Damon, né il regista che aveva portato il segno nel suo firmamento, questo universo sembrava destinato a decadere. Abbiamo quindi aspettato con curiosità di vedere Paul Greengrass tornare al lavoro, con un Damon pieno di steroidi nella sua borsa.

Anche se questo Jason Bourne non è stato venduto come tale, sembra un quasi riavvio. Lo scenario, infatti, attribuisce al personaggio origini reali, un passato, un trauma familiare e motivazioni romantiche “classiche”, mentre gli attribuisce un’antagonista (Alicia Vikander) che dovrebbe seguirlo in ipotetici capitoli successivi.

Jason Bourne / Matt Damon

Se Jason Bourne cita qua e là alcuni elementi degli episodi precedenti, si tratta soprattutto di chiudere gli intrighi, di evacuarli dalla storia per ricominciare al meglio su nuove basi (anche il destino sbrigativo riservato alla povera Julia Stiles). Ahimè, questa normalizzazione dell’eroe, che non è più un’ombra, il concetto esplosivo delle sue prime avventure, lo è la parte meno riuscita del film. I flashback che raccontano il suo rapporto con il padre, le sue nuove motivazioni, o la descrizione del mondo contemporaneo con il suo personaggio imitazione-Zuckerberg sono troppo artificiale per convincere.

Matt Damon, Tommy Lee Jonesparlami di tua madre

FAST & FURIOUS

Ma quando si tratta di azione, Paul Greengrass dimostra ancora una volta di non avere eguali nel preparare un cocktail ultra aderente e devastante, un balletto cinetico che lascia lo spettatore KO in piedi. Il regista, che esagera le idee di regia iniettate da John McTiernan nel cinema d’azione Un giorno all’inferno – Die hard 3il più delle volte si accontenta di riprodurre le sequenze emblematiche di La morte nella pelle e L’ultimatum di Bournema lo fa spingendoli al limite.

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Jason Bourne 5Questa pistola è grande

Che si tratti di un inseguimento nel cuore di Atene che le rivolte si trasformano in un inferno di cemento, di uno scontro ultraviolento in un seminterrato o di una delirante sessione di lamiere che si accartocciano nel cuore della Strip di Las Vegas, Greengrass inietta un’energia folle in ogni scenasenza cadere nel montaggio a volte astruso che nuoceva alla leggibilità del terzo Bourne.

Alicia VikanderAlicia Vikander

I PRIMI BRASTER

Possiamo legittimamente incolpare il film per la sua mancanza di ambizione e per la sua scelta di rimanere fino alla fine su un terreno noto, anche ultra segnato. Ma questo classicismo gli permette anche di offrire uno spettacolo puro e snello, un film d’azione che non si preoccupa mai di chiacchiere o contestualizzazioni per gli analfabeti.

Jason Bourne 5Non c’è tempo per il film

Il risultato è un film di appena due ore, assolutamente privo di tempi morti, intrattenimento frenetico in uno stile impeccabile e senza fronzoli. Jason Bourne nasconde a malapena la sua ambizione di servire come base per un franchise rinnovato, osservando più apertamente il terreno delle spie classiche, a cominciare da James Bond. Una scelta che toglie alla serie lo shock di 15 anni fama che potrebbe definitivamente consacrarlo al primo posto del basket in termini di cinema d’azione mainstream.

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