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il western più cruento della storia?

Meno nichilista, ma più malvagio di Il Grande Silenzioserie B Scalpi contiene uno dei climax più assurdi e cruenti del genere.

Genere particolarmente diffuso negli Stati Uniti, dove allargava alquanto l’ideologia dello Zio Sam (anche se la inimicava), il western fu esportato in Europa, e più precisamente in Italia, intorno agli anni Sessanta, con grande dispiacere della critica istituzionale, che vedeva nelle opere di Leone e dei suoi colleghi solo volgari truffe. Spesso li incolpava per la loro violenza, che tendeva a spingere i confini del tempo. Le leggi dello sfruttamento cinematografico raramente piacevano ai loro contemporanei.

Oggi, la brutalità a volte assurda di alcune di queste produzioni non manca di affascinare gli spettatori, tanto che molte di esse sono diventate dei cult. Il nichilismo radicale di Grande silenziola pura malvagità di Spara di nuovo se puoi! o più recentemente l’oscurità di Zolfo e la ferocia del genio Tomahawk d’osso si sono fatti un posto nel pantheon del genere.

Scalpico-diretto dal capo canaglia Bruno Mattei, disponibile in HD da Le Chat qui fume e ancora visibile su Amazon Prime Video (a patto di ignorare l’esilarante VF) non rivendica tali onori, ma difende il suo posto tra gli spaghetti western più generosi in salsa di pomodoro, soprattutto grazie al suo delizioso bis climax.

Sanguinerà

per una manciata di dollari

Scalpi è firmato Werner Knox, ma in realtà è diretto da Bruno Mattei e Claudio Fragasso. Il primo è un mito assoluto del cinema bis, autore di un numero astronomico di Z, la maggior parte dei quali sono rimasti cult. Maestro di stock-shot, sparatorie frettolose e budget microscopici, pioniere del mockbuster (Fauci crudeli e Zombie 3, è lui), ha officiato sotto vari pseudonimi, tra cui Vincent Dawn e… Werner Knox. Il secondo è uno sceneggiatore che ha collaborato con Mattei a molti dei suoi successi più divertenti, come il mitico Virus cannibaleprima di scrivere e dirigere uno dei nanar più famosi della storia, Troll 2.

Entro la metà degli anni ’80, gli spaghetti western non erano così popolari come una volta. Sergio Leone è andato negli Stati Uniti per girare il suo film-fiume, i più grandi capolavori sono passati ai posteri e la produzione è meno frenetica che nel cuore degli anni Sessanta e Settanta. C’è ancora un po’ di spazio per i due veterani, consuetudine del cinema horror, ma in realtà un vero tuttofare. Fragasso esce da un film con Alice Cooper, cane mostroe il duo incatenato lungometraggi: il sub-Rambo Strike Commandoil croquignolesco post-apo Ratti di Manhattanle donne in carcere Rivolta al penitenziario femminile e molti altri risultati malvagi.

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Cane mostro: fotoMonster Dog, alias il mio cane il crackhead

È stato Roberto Di Girolamo, della compagnia Filmexport, a proporre loro di girare due western di fila sui set di Almería, una provincia spagnola dove sono stati girati molti spaghetti western. Fragasso potrebbe spiegargli che l’età d’oro del genere è ormai lontana, non si muove. Ha commissionato una sceneggiatura all’artista, mentre ne ha affidata un’altra al duo José María Cunillés Francesco Prosperi. In realtà la loro storia verrà finalmente riscritta anche da Fragasso su richiesta di Mattei, che troverà incomprensibile la prima versione.

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