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il simbolo per eccellenza degli anni ’80

Omaggio a Wolfgang Petersen, regista di The NeverEnding Story, morto a 81 anni.

Inutile ricordare ai nostri lettori: La storia infinita o li ha incantati o li ha traumatizzati. Ma tutti l’hanno visto e lo ricordano!

Pochi film possono affermare di essere così immediatamente riconoscibili. Un vero e proprio oggetto di culto per alcuni cinefili e culmine del fanatismo nostalgico che rode gli anni 2010 (Cose più strane farà riferimento al primo film il culmine della sua ultima stagione), è forse il franchise che più simboleggia la bellezza, l’incongruenza e il decadimento del cinema familiare degli anni 80. Senza cadere nel cinico “non potremmo fallo oggi”, immergersi con gioia nell’universo delicatamente psichedelico di Fantasia ha tutto di una festa madeleine di Proust mal digerite. Apri i tuoi romanzi pagina 5, entriamo nella storia.

Fuma erba tutti i giorni

L’INIZIO DELLA FINE

All’origine diStoria infinita, c’è Michael Ende, autore tedesco, che ha scritto per adulti, ma anche molto per bambini. Ovviamente, la sua opera più famosa resta questo romanzo molto ambizioso che aspetta solo di essere adattato. Innovativo, sfida direttamente il suo lettore e, nell’edizione originale, separa due avventure parallele con due diversi colori di scrittura. Un processo che porta inevitabilmente alla mente il montaggio alternativo cinematografico. I capitoli funzionano in forma di alfabeto e la narrazione è divisa in due parti.

E poco destinato Wolfgang Petersen a esaminare l’adattamento, sebbene condivida la nazionalità dello scrittore. A quel tempo, era noto per i suoi episodi della serie Sulla scena del delitto (Tartno ho ragione), ma soprattutto La barcache è diventato immediatamente un classico film sui sottomarini, uscito due anni dopo la pubblicazione del libro.

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Qui si imbarca in una coproduzione tedesco-americana, una partnership insolita. I finanzieri americani rimangono piuttosto scaltri. Due anni prima, nel 1982, cristallo scuro è uscito ed è stato molto ben rimborsato, oltre a diffondere l’innegabile know-how degli studi Henson sulla superficie del mondo. Con una narrazione molto semplice, il film salta a piedi uniti nel Dark Fantasy accessibile ai bambini, e il suo principale punto di forza è la ricchezza del suo meraviglioso universo, che ne assume l’artificialità. Non importa se i critici trovano da ridire sulla leggerezza della trama: il pubblico vuole più storie del genere e, se possibile, con qualcuno con cui identificarsi.

Foto SkeksesI terrificanti pupazzi di Dark Crystal

Affidarsi alla Constantin Film, alla Bavaria Films e soprattutto ai grandi Bavaria Studios per occuparsi della cosa non è nemmeno una scelta banale. Pur curando una fiaba nazionale, le aziende hanno il budget più grande nella storia del Paese, budget nella media di una produzione americana dell’epoca: 27 milioni di dollari. Per confrontare, acchiappa fantasmiuscito lo stesso anno, era in produzione per 30 milioni di dollari e l’ambizioso Dune di David Lynch per 40 milioni.

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