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il mostruoso incubo di Guillermo del Toro e Tom Cruise perso per sempre (?)

Il cinema è pieno di progetti abbandonati, ma nessuno fa piangere i fan dell’horror quanto i maestosi Le montagne della follia di Guillermo del Toro.

Guillermo del Toro è un abbonato del rake, tanto che la leggenda dice che si sia quasi convertito all’orticoltura e che un intero fascicolo fosse dedicato al ritorno ai progetti abbandonati di Del Toro. Ma inoltre diavolo ragazzo 3, Colline silenzioseo adattamento manga Mostro, nessuno ispira tante fantasie e speranze selvagge quante Le montagne della folliaadattamento dell’omonimo romanzo breve del venerato Howard Phillips Lovecraft. Torniamo a questo incubo di sviluppo, che nemmeno Tom Cruise e James Cameron sono riusciti a strappare dalle grinfie dei Great Old Studios.

No, questa immagine è di Hellboy. Incredibile vero?

VSVAI PER GLI SHOGGOTH

Tutto è iniziato nel 2006. Se ha ancora le sue prove da dimostrare, Guillermo del Toro è un regista in ascesa nel circuito degli studi. Nonostante il relativo fallimento di Ragazzo infernaleil regista è ancora ampiamente considerato la principale causa del successo di Lama IIed è appena uscito Labirinto di Pan, un altro successo che ha consolidato la sua reputazione artistica con le nomination agli Oscar e una première a Cannes. Guillermo del Toro ha dimostrato di essere a suo agio tanto nella macchina industriale che vende popcorn quanto in un film d’autore.

Sentendosi un po’ più a margine, decide di bussare alla porta degli studi con un progetto che è al tempo stesso personale e allo stesso tempo di respiro “grande pubblico”: un adattamento di montagne pazze dell’autore dell’horror cosmico Howard Phillips Lovecraft. Reputato inadatto e quasi inadatto, il progetto è d’oro nella barra per un regista del calibro di del Toro, a metà strada tra l’avventura pulp e l’orrore indicibile. Il tutto cosparso di alcuni mostri.

Hellboy: foto, Karel RodenRovine su una montagna innevata, un rito occulto e tentacoli malvagi: sei ancora nel climax di Hellboy

Le montagne della follia racconta la storia di una spedizione scientifica in Antartide che va storta all’inizio degli anni ’30 e di una gigantesca catena montuosa, più alta dell’Himalaya. Al suo interno c’è una grande città abbandonata (o meno), che potrebbe contenere la chiave dell’origine del mondo e dell’Umanità… ma non tutti i segreti sono buoni da scoprire, e un malvagio Shoggoth potrebbe benissimo infilarsi nella testa di decimare tutte queste belle persone.

Se tutti i geek del mondo si leccano i baffi, d’altra parte per uno studio, questo progetto è sulla carta una notevole assunzione di rischi: niente romanticismo, una storia che finisce male, violenza R-rated, una lunga durata e scenografie che si preannuncia molto (molto) costoso, con neve e rievocazione storica. Anche se del Toro ha una sceneggiatura pronta per le riprese, la Warner, che in un primo momento aveva mostrato interesse, si spaventa davanti al budget annunciato di 150 milioni di dollari (l’equivalente lo stesso di Casinò Royale lo stesso anno) e si ritira. Del Toro parte per dedicarsi Hellboy II: Le legioni d’oro maledette e lo sviluppo di Hobbite il progetto viene sepolto per la prima volta.

Montagne della follia: foto Le famose montagne viste dal mangaka Gou Tanabe

NON SONO PAZZO

Avanti veloce fino al 2010 e, come ha detto Blier, prepara i tessuti: ecco che arriva il vero trauma. A differenza del 2006, quest’anno del Toro non è gravemente danneggiato. L’accoglienza pubblica mista di Hellboy II: Le legioni d’oro maledette convince i finanzieri ad abbandonare la terza opera nonostante un botteghino migliore rispetto al primo film, mentre lui è stato costretto ad abbandonare Lo Hobbit – che in retrospettiva si rivela sicuramente una benedizione sotto mentite spoglie dato il risultato e la reputazione disastrosa dell’atmosfera dietro le quinte della trilogia. Insomma, Guillermo del Toro non sta andando bene nel 2010, ma ha catturato l’attenzione di un buon samaritano: James Cameron.

Big Jim è appena uscito Avatar, ed è il re del mondo in quel momento. Affascinato dal progetto di del Toro e convinto di avere le spalle per il progetto, James Cameron fa da garante e diventa produttore del film. Tutto accelera: attraverso di lui si raggiunge un accordo con la Universal, sempre per 150 milioni di dollari e riprese in 3D. Per quanto riguarda gli effetti speciali, è il leggendario ILM che si fa avanti per realizzare i modelli, nonché per progettare e animare i Grandi Antichi e lo Shoggoth.

Abisso: foto, Mary Elizabeth MastrantonioCome una piccola aria di Lovecraft in Cameron’s Abyss, no?

Ma soprattutto, il produttore e il regista riescono a convincere una mega star: Tom Cruise. Sebbene all’epoca in una depressione (cinematografica e persone), l’attore rimane uno dei più grandi nomi di Hollywood. Attratto dalla sfida fisica che lo aspetta, vuole il ruolo principale, e secondo le parole di James Cameron in un’intervista per MTV a febbraio 2011 l’accordo è già quasi ratificato. Il produttore arriva addirittura ad annunciare l’inizio delle riprese a giugno o luglio 2011. Tutti esultano… tranne che un mese dopo, tutto sta andando in pezzi.

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Nonostante tutte queste salvaguardie siano state messe insieme e gli elementi di progettazione siano stati finalizzati, La Universal si rifiuta di dare il via libera al budget di $ 150 milioni a meno che del Toro non accetti di passare da R-rated a PG-13, anche se si era impegnata a detta R-rated. Il regista ha rifiutato e il 7 marzo 2011 il sito CriterioCast contattare lo stesso del Toro via e-mail per scoprire dove si trova il film. Invia questa risposta di una sola parola, che parla da sé: “Morto”. In un’altra missiva ricevuta lo stesso giorno alle Newyorkesedifficilmente approfondisce: “Le montagne sono affondate. La Rated R ci ha piantati”. Due giorni dopo, il 9 marzo 2011, la produzione di margine Pacifico viene lanciato su Legendary e tutti stanno andando avanti.

La mummia: foto, Tom CruiseTom Cruise troverà finalmente il suo Indiana Jones “oscuro” ne La mummia. Gufo.

TEKELI-LI

O quasi. Perché Guillermo del Toro, infatti, non ha ancora lasciato andare la questione nella sua testa e intende ripartire per attaccare le montagne allucinate degli studi dopo margine Pacifico. Purtroppo, nonostante la sua tenacia, il destino persiste e un anno dopo è l’ultimo chiodo nella bara. Nell’aprile 2012 è uscito un film con una sinossi familiare. Anche. Si tratta di una spedizione lanciata in terre inesplorate, attraversando una città gigantesca costruita da creature provenienti da altrove e che nasconde sia il segreto dell’origine dell’Umanità che brutti alieni infantili che provano un maligno piacere nel decimare la truppa di esploratori. L’unica differenza è che questo film è ambientato nello spazio. Il tuo disturbo da stress post-traumatico torna qui, giusto?

Prometeo era già odiato da tutti (tranne alcuni maiali malati consegnati attraverso l’orifizio sbagliato ancora tollerati a Ecran Large), eppure ecco un motivo in più per odiarlo nel caso ve lo manchi. Non ringraziarci, è un regalo. In effetti, Prometeo è troppo vicino tematicamente e narrativamente alle Montagne della Follia, e Guillermo del Toro decide di gettare la spugna quando scopre l’opera (sic) di Ridley Scott, che quindi ha ucciso indirettamente l’adattamento di Lovecraft. E così passa la gloria del mondo sotto gli occhi nebbiosi di Guillermo del Toro.

Prometeo: Ingegnere fotograficoOh no non tu eh!!

Ma, dieci anni dopo, nel dicembre 2021, sembra essersi riaccesa una scintilla. Come Guillermo del Toro racconta la storia completa del film al podcast Il Kingcastspiega che sarebbe ancora interessato a portare a termine il progetto, ma sotto un’altra incarnazione:

“La sceneggiatura che ho scritto 15 anni fa non è quella che farei ora, quindi avrei bisogno di riscriverla. Non solo per ridimensionarlo, ma anche perché all’epoca stavo cercando di adattarlo ai macchinari dello studio. Rendilo “di successo”. Posso passare a una versione molto più esoterica, strana e piccola, per riportare scene che erano state rimosse.

Non ho più appetito per certi set grandi, per esempio, che ho già potuto esplorare. Sento che mi piacerebbe andare in una direzione sconosciuta. So che alcuni elementi rimarranno. So che il finale che abbiamo è, secondo me, uno dei finali più inquietanti e intriganti, e ci sono quattro parti horror che amo. Ricevo sempre una telefonata ogni sei mesi da Don Murphy che mi dice: “Lo faremo o no? Lo farai dopo o cosa?” e io rispondo: “Devo prendermi il tempo per riscriverlo”. »

Paese di Lovecraft: immaginiVogliamo creature

Questo è interessante da parte di un regista che ha appena firmato un contratto da diversi anni con un certo Netflix… Nel frattempo, Lovecraft è ancora altrettanto raro al cinema, ed è un peccato. Se ve la perdete, però, vi consigliamo di dare un’occhiata Il colore che cadeva dal cielo di Richard Stanley con Nicolas Cage, una mano Bloodborneo ascoltare la musica di Sulphur Aeon e The Great Old Ones, il cui album Tekeli-li è interamente dedicato a montagne pazze.

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