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il miglior sub-sesto senso?

La paura ha fissato un appuntamento con Kevin Bacon Ipnosiun piccolo film horror ideale consapevole dei suoi effetti, ma mai a corto di idee.

Mentre l’anno 2000 sembra coincidere con un rinnovato interesse per il thriller paranormale, Sesto senso dopo aver lanciato le ostilità, seguito da vicino Apparizioni di Robert Zemeckis o addirittura intuizione di Sam Raimi Ipnosi occupa un posto abbastanza discreto all’interno di questo movimento. Adattamento del romanzo echi di Richard Matheson, uscito negli anni ’50, il film è anche l’occasione per imporre alla regia David Koepp, dopo un primo lungometraggio molto riservato uscito due anni prima, intitolato Reazioni a catena.

Ma anche prima del suo passaggio alla regia, il suo nome era tutt’altro che sconosciuto al battaglione. E per una buona ragione, i bambini della generazione degli anni ’90 gli devono le sceneggiature di alcuni dei loro film cult, come Jurassic Park, Missione impossibile o Uomo Ragno. Fenomeni culturali planetari che lo posizionano da subito tra gli sceneggiatori più apprezzati di tutti i tempi per incassi al botteghino americano, e anche il più pagato al mondo. Come prova, basti citare la sua partecipazione molto redditizia al Stanza del panico di David Fincher, che gli valse all’epoca di incassare la modica cifra di 4 milioni di dollari.

Qualunque, Ipnosi, senza essere un successo del calibro delle sue più grandi imprese, si è forgiato una solida reputazione alla sua uscita, vincendo anche il Grand Prix nel 2000 al Gérardmer International Fantastic Film Festival. Tuttavia, una domanda rimane: Ipnosi fa tanto onore ai talenti dello sceneggiatore quanto a quelli del regista?

Pronto per il grande brivido?

MEDIO MEDIO

Mantenere una mente aperta è una sfida difficile per Tom (Kevin Bacon), uno scettico per natura. Una sera, mentre si lascia ipnotizzare da sua cognata Lisa (Illeana Douglas), Tom è testimone di orribili visioni. Tornato alla realtà, inizia a sviluppare strane abilità e si trova di fronte allo spettro di una giovane donna, di nome Samantha (Jennifer Morrison), le cui apparenze sembrano nascondere una verità molto sinistra. Tanto per dirlo francamente, è il tipo di esperienza che ti cambia un uomo, per quanto meschino e pragmatico quanto lui.

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Un passaggio al fantastico tanto più rilevante in quanto avviene in un modesto sobborgo dove i residenti si guadagnano da vivere per mancanza di qualcosa di meglio. Tom è l’esempio perfetto dell’eroe ordinario con sogni giovanili delusi. “Non ho mai voluto essere famoso, beh non mi aspettavo di essere così ordinario“, ammette alla moglie fin dai primi minuti del film. L’ironia della storia consiste poi nell’avere il ruolo del preveggente, il chiaroveggente, assunto dal personaggio che è il meno ricettivo di tutti poiché mai del tutto in fase con il suo ambiente.

Ipnosi: foto, Kevin Bacon, Kathryn ErbeCome far deragliare perfidamente la routine quotidiana

Il regista rimane in questo senso molto fedele allo spirito del romanzo originale e a quello del suo autore, Richard Matheson, che aveva già disegnato nel suo capolavoro il ritratto di un eroe operaio alle prese con l’ignoto e lo straordinario Sono una leggenda. E Tom segue questo schema. Se non trova soddisfazione nel collegare i cavi tutto il giorno, alla fine sono le sue capacità tecniche e il suo approccio al campo che lo aiuteranno a districare la realtà dalla finzione. L’ultimo segmento del film, in cui trasforma la sua casa e il suo giardino con una pala e un martello pneumatico, ne è un eloquente simbolo.

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