fbpx

il maxi-viaggio che svetta più in alto di Peter Pan

Dopo essersi illustrati su carta, Max e i Maximonstre appaiono sul grande schermo davanti alla telecamera di Spike Jonze, il dolce pazzo del cinema americano.

Quarant’anni separano la pubblicazione del libro per bambini di Maurice Sendak e l’inizio del suo adattamento cinematografico di Spike Jonze. Siamo quindi nel 2003, e i sei anni che seguiranno non saranno certo facili per il temerario regista, capace di mettere in scena il delirante scenario di Nella pelle di John Malkovichscritto da Charlie Kaufmann, e per continuare Asino, di cui è uno dei co-creatori. Chi può dire lo stesso?

Prodotto da Warner Bros, Max e i Maximonstre ha avuto successo per la prima volta nel 2007. Una prima versione del montaggio è stata mostrata da Jonze ai suoi produttori. Purtroppo la proiezione non convince molte persone, soprattutto perché sembra difficile promuovere l’intrattenimento per tutta la famiglia così com’è. Fortunatamente, grazie al supporto di Sendak, con il quale ha stretto uno stretto rapporto di fiducia, il regista riesce a imporre la sua visione, attraverso una parziale riscrittura del film e quindi un ritorno alle riprese per altri otto giorni.

Dal suo primo fine settimana di uscita negli Stati Uniti, Max e i Maximonstre è andato direttamente in cima al botteghino, incassando oltre $ 32 milioni. Da lì a parlare di successo mostruoso, c’è solo un passo… che staremo attenti a non oltrepassare, viste le opinioni piuttosto contrastanti degli spettatori, che oscillano per il peggio tra garbata noia e rifiuto, puro e semplice. Quindi, dovremmo considerarlo uno dei blockbuster più bizzarri e confusi degli anni 2000?

Il suo nome è Max, ea volte morde

RAGTAG

Fare un film su come si sente un bambino di 9 anni era la mia unica intenzione.“, ha dichiarato Jonze con il sito Intrattenimento settimanale, e ce lo dimostra fin dai primi minuti del lungometraggio. Max (Max Records) è un ragazzo irrequieto che cerca di incanalare la sua energia illimitata in attività manuali. Sia che monti una tenda in mezzo alla sua stanza o che allesti un igloo davanti alla casa, riesce a corrispondere all’immagine che suo padre, assente, ha di lui: un piccolo segno, che adorna la base di una mappa del mondo , ha osservato: “A Max, proprietario di questo mondo. ti amo papà“.

Leggi  Apple TV+ resta con 'Causeway', il film militare con protagonista Jennifer Lawrence

A forza di volersi appropriare di tutto, il ragazzo diventa “ingestibile”, come gli racconta sua madre (Catherine Keener) poco prima che scappi di casa e si imbarchi da solo su una barca, alla volta di un’isola sperduta in mezzo all’oceano. Lì incontra i maximonstres, tra cui Carol (James Gandolfini), e si autoproclama re della tribù. Tutto ciò è reale o è solo frutto della sua immaginazione? In fondo poco importa, Max non si pone mai la domanda e, molto velocemente, seguiamo le sue orme.

Max e i Maximonstres: fotoUn bastone come un braccio, viva il sistema D!

Con un comodo budget di 100 milioni di dollariil regista si avvale dei servizi della Jim Henson Company, una vera e propria istituzione nella progettazione di pupazzi a grandezza naturale, già al lavoro su I Muppet Dove cristallo scuro. Il risultato sullo schermo è tanto meraviglioso quanto inquietante, soprattutto in un momento in cui tutto il digitale ha preso il sopravvento, il che non è necessariamente una cosa negativa, attenzione: Avatar di James Cameron, uscito in contemporanea, ne è la prova. Eppure, sul set, i maximostri non sono altro che attori in costume e nonostante il contributo degli effetti speciali in post-produzione ad animare i volti delle creature, tutto trasuda pura artigianalità.

Lascia un commento