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il cane pazzo che sogna un massacro con la motosega

Chi odia le nonne, mangerebbe i bambini prima di leccare gli adolescenti problematici? È il migliore amico dell’uomo, ovviamente: Baxteril cane pensante.

Circa trentatré anni dopo la sua uscita, Baxter resta un film decisamente a parte. Con una manciata di difensori che gli rispondono con le dita e gli occhi, il naso bagnato non appena il film del 1989 si presenta alla curva di un’improbabile conversazione, rimane un lungometraggio poco seguito, che sarebbe sbagliato abbandonare nell’area di sosta dell’oblio dell’autostrada. È che, pur essendo un compendio di intelligenza, frutto della prima carriera di due artisti in divenire, è anche un piccolo compendio di terrore, e una descrizione piuttosto visionaria di una certa Francia periferica.

La bella bestia!

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Ken Greenhall non è un autore famoso in Francia, e il suo romanzo segugio infernale, immerso in prima persona nei pensieri di un bull terrier psicotico, non è (ri)conosciuto lì per il notevole compendio di brividi che è. Inoltre, se il romanziere americano lo avesse fatto pubblicare nel 1977 e l’anno successivo nel Gallimard Black Series, sotto il titolo Assassini come nessun altroè stato solo nel 1989 che il testo ha trovato un pubblico più ampio.

Grazie al suo prossimo adattamento, l’editore vi allegherà quella che diventerà la locandina – agghiacciante – del film, da cui recupera il titolo. E i due creatori che aspirano a portare questa storia sullo schermo avranno molto lavoro da fare. Prima di tutto, dovranno rielaborare il tono del film, in modo che possa continuare a girare in Francia.

Baxter: fotoLa nonna non sa fare un buon caffè

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Chi dice Francia, dice anche riscrittura dei personaggi, di cui il substrato culturale è molto importante all’interno della loro caratterizzazione, che deve avere successo in modo che le diverse situazioni e atrocità rappresentate nello scenario siano credibili, umane o semplicemente abbastanza vicine allo spettatore da consentirgli di reagire, identificarsi con esse o rifiutarle. Resta anche da modificare in sottigliezza la materia prima del testo.

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