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House of the Dragon stagione 1 episodio 3: il demone di mezzogiorno

Casa del Dragoil prequel dragonico di Game of Thrones continua le sue deviazioni narrative in modo che gli anni scorrano più velocemente degli episodi. L’opportunità di sguainare le spade e scaldare i draghi?

ATTENZIONE SPOILER!

IL TRONO CADUTA

Dopo due primi episodi condotti a tamburi, Casa del Drago conferma di aver lanciato una sfida sacra, che non sappiamo se rimarrà la specificità della sua prima stagione, o se già funge da nota di intenti più globale. Ryan Condal e Miguel Sapochnik, infatti, hanno optato per una narrazione basata su un gioco di ellissi complesse. In tre episodi, lo spettatore avrà attraversato quasi il doppio degli anni. Un orientamento narrativo che solleva interrogativie se notiamo in ogni capitolo una notevole progressione nell’intensità drammatica, questa architettura narrativa si impone come eminentemente singolare.

Ancor più che nelle settimane precedenti, gli sbalzi temporali imposti allo spettatore gli danno la sensazione che quasi ogni scena rappresenti una spinta simbolica, una tacca in più nella meccanica della guerra civile In arrivo. Questa impressione di fatalità è abbastanza vertiginosa, come se, nonostante l’evidente buona volontà di tutti i personaggi, o quasi, il caos a venire fosse inestinguibile.

Viserys rimarrà sul suo trono?

Perché, ed è questo il bellissimo paradosso della scrittura di questa prima stagione, se nessun protagonista si spaccia per chierichetto, se ognuno fa la sua parte e vuole ottenere il massimoricchezza o possibile validazione, non è un personaggio che abbia davvero voglia di giocare contro Westeros, o meglio, non uno che sia ancora un vero cinico, nessuno che concepisca seriamente che le tensioni che stanno emergendo saranno in grado di far cadere la dinastia dei Targaryen .

Conseguenza: il tragico scivola nel più piccolo varco, ma questo ritmo spettinato quasi condanna il tutto a una velocità ingannevole, dalla quale a volte viene da chiedersi se sarà possibile sganciarsi, per trovare una progressione più precisa, una drammaturgia meno “spettacolare” ma più commovente. Alcuni preziosi indizi sono esposti in questo 3° episodio di Casa del Drago.

La casa del drago: foto, Paddy Considine, Emily CareyE ho fatto tutto con i fiammiferi

DUE RAGAZZE UN TRONO

Se il tempo rimane estremamente sostenuto, questo segmento sarà l’occasione per diverse scene che esplorano in modo intelligente sia il rapporto tra Rhaenyra (Milly Alcock) e Alicent (Emily Carey) sia l’evoluzione di ciascuno. Mentre i rispettivi antenati hanno trasferito le proprie ambizioni ai discendenti, stiamo assistendo l’inesorabile decadenza della loro amicizia, che fino a quel momento aveva saputo conservare accenti pieni di sorellanza. L’equazione è insolubile, così come il punteggio che ciascuno ha ricevuto è altrettanto crudele.

Una scena in particolare mette in evidenza i vicoli ciechi che ora costituiscono il loro futuro immediato, quando Otto (Rhys Ifans) viene licenziato dal re, che ha recentemente sposato sua figlia. Sul punto di lasciare la capitale, a rischio forse di non posare mai più gli occhi su Alicent, cerca di aprirle gli occhi sulla natura della conflitto di lealtà e interessi che è legato a malincuore. Infatti, anche se non si impegnasse a complottare contro la futura regina, quest’ultima sarebbe costretta ad attaccare sia Alicent che i suoi discendenti, per troncare il conflitto che presto minaccerà la corsa alla successione avviata.

La casa del drago: foto, Milly AlcockE questa è una buona posizione, Primo Cavaliere del Re?

Rhaenyra, da parte sua, deve affrontare i limiti emotivi di un padre che è allo stesso tempo troppo risoluto per dimenticare di essere sovrano, e non un lettore abbastanza acuto di Machiavelli da capire che la sua costante ricerca della giustizia lo sta privando della precisione. Una specie di Luigi XVI che avrebbe scambiato le sue serrature con dei modelliviene consacrato alla sua corte come uomo sul punto di crollare quando, durante la caccia che egli stesso ha provocato per suo proprio piacere, si rivela incapace di finire la sua preda senza aiuto.

In Game of Thrones, gli appetiti predatori macchiati di un re eccessivo fecero diventare vacante il trono e una miriade di disastri. In Casa del Dragoè la situazione opposta che permette alle ambizioni di acuire ecreare un bagno di sangue. Particolarmente ben realizzata è questa idea di uno specchio retto alla serie originale, senza essere fondamentalmente rivoluzionario.

La casa del drago: foto, Matt SmithUn arredamento rustico, ma ricco di fascino

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BUON COMPAGNO

Il personaggio di Daemon è, sin dalla sua prima apparizione, il più emozionante, ma anche sconcertante la sceneggiatura deve fare i conti. Con le sue arie di perossido ribelle, il principe avrebbe potuto trasformarsi nel Nerone di cartone, unendosi alle coorti di candidati privi di trono, impegnati a complottare rozzamente in centinaia di produzioni alla ricerca di smorfie antagoniste. Ma sia Matt Smith che Condal si sono assicurati di aggiungergli una personalità molto più accattivante e complessa.

Spinto da un profondo gusto per la provocazione, appassionato di combattere e fantasticare sulla conquista del Trono, Daemon non è una vera minaccia per gli altri membri della sua famiglia. Lo sappiamo dal primo sguardo scambiato tra lo zio azimutato e la nipote promessa a un regno movimentato, il principe sente una profonda fedeltà alla sua stirpe, a fortiori nei confronti di Rhaenyra.

La casa del drago: foto, Matt SmithGrande picco di inquinamento alla periferia di Dragonstone

I loro rapporti portano in alto i colori di George RR Martin. Tutto in magniloquenza, perversione e giocando con i limiti, beneficiano anche di una qualità di scrittura e di un’incarnazione superficiale che lo rendono uno degli avvincenti interconnessi tra i molteplici intrighi di questo inizio di stagione. A riprova che HBO ha pensato al suo scatto, il duo composto da questi Targaryen sull’orlo di un esaurimento nervoso non assomiglia per niente a una ripetizione dei Lannister di una volta.

Inquietanti e vettori di brutalità, senza dubbio, Rhaenyra così come Daemon sono soprattutto due anime complesse, tormentati nella loro ascesa al potere così come nella loro eventuale rinuncia, perennemente travolti dai loro sentimenti. Ma non si limitano a cantare fleurette alle finestre della nostra ammutolita malinconia. Il Demone, è anche lì per scoreggiare il granchio.

La casa del drago: foto, Paddy Considine, Steve Toussaint“Quale vento cattivo ti porta?”

TEMPO DI FRECCIA

Attraverso le sue otto stagioni, Game of Thrones si sarà affermata come l’unica serie del suo tempo in grado di offrire al grande pubblico uno spettacolo che rivaleggia con l’agguerrita concorrenza dei blockbuster destinati al grande schermo. A forza di investimenti colossali e soprattutto di una riflessione assolutamente notevole a monte delle riprese, divenuta, per così dire, anacronistica a Hollywood, la serie è riuscita a confezionare giostre fenomenali. Mescolando hard set, modelli, immagini digitali e acrobazie ambiziose, il prodotto di punta della HBO sarà stato il terreno fertile per gli epici spettacoli televisivi degli anni 2010.

Con l’annunciata competizione degli Anelli del Potere, Casa del Drago non poteva restare indietro, ed è quindi con appetito che questo terzo episodio lascia in occasione del suo climax le chiavi del drago di Daemon. L’opportunità per una scena di battaglia tecnicamente impeccabile, che mescola pezzi di coraggio, dragonismo e coraggio. Il set ovviamente sembra una dimostrazione di forzama dietro lo spettacolo crudo c’è anche la necessità di lanciare Daemon come un abile combattente, oltre che uno stratega kamikaze, in grado di invertire l’esito di una battaglia attraverso la pura audacia.

La casa del drago: foto, Matt Smith, Steve ToussaintPerceval il Gregeois

Cosa leccarsi le dita, tanto la serie riesce, velocemente, a imporre un ritmo sostenuto, personaggi complessi e i voli pirotecnici del suo maggiore. Ora ce l’ha due grandi progetti per riuscire a trasformare il processo e passa dall’intrattenimento di classe alla visione rituale essenziale.

Da un lato, la storia dovrà presto trovare la sua velocità di crociera e il suo baricentro, in modo che non dipenda più solo da improvvise ellissi per tenere sveglia la nostra curiosità. Secondo, deve variare rapidamente la gamma dei suoi protagonisti. Questo è il suo unico vero difetto in questa fase di ostilità, la cronaca dei destini delle teste coronate non potendo farci vedere o sentire la vita di Westeros nel suo insieme, mentre la galleria dei personaggi manca ancora di accattivanti secondi coltellicapace di spingere gli intrighi e le nostre emozioni oltre i soli scontri dei cortigiani.

Un nuovo episodio di House of the Dragon è disponibile ogni lunedì su OCS dal 22 agosto 2022

La casa del drago: foto, Milly Alcock

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