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Hill House, Doctor Sleep… Mike Flanagan, maestro della paura e del pianto

Lo specchio, Non addormentarti, jessie, L’ossessione di Hill House, Dottor Sonno, sermoni di mezzanotte : uno sguardo alla filmografia dell’affascinante Mike Flanagan.

LA NOSTRA RECENSIONE DEL MIDNIGHT CLUB


Dopo alcuni film melodrammatici realizzati durante i suoi studi (far credere, Natura morta), il regista Mike Flanagan vola a Los Angeles e si lancia nel cinema di genere. Il suo primo lungometraggio horror, Assentesi è distinto ai festival, portando il regista a trovare il successo di critica al fianco della società di produzione Blumhouse (Lo specchio, non un suono) prima di diventare popolare presso il grande pubblico su Netflix (L’ossessione di Hill House, L’ossessione di Bly Manor, sermoni di mezzanotte).

Produzioni prodotte sistematicamente per gli studios, le creazioni di Mike Flanagan si fondono perfettamente con le aspettative dell’industria dell’intrattenimento con opere generose e tecnicamente inarrestabili. Ma dai viaggi di alto livello del suo debutto alle sue serie Netflix più ricche ed espansive, I nervosismi di Mike Flanagan spesso nascondono un’emozione rara nel paesaggio orribile contemporaneo.

Artigiano orafo o autore commovente? Mentre la sua nuova serie Netflix, Il club di mezzanottenon dovrebbe volerci molto per atterrare sulla piattaforma di N rouge, uno sguardo alla carriera di uno degli artisti soprannaturali più eccitanti della sua generazione.

Viaggio alla fine dell’inferno

piccolo negozio di orrori

Con i suoi sorprendenti salti mortali e l’inquietante fuori campo, La messa in scena horror di Mike Flanagan non è poi così diversa dai suoi contemporanei da Blumhouse o The Conjuring-verse. Tuttavia, a differenza dei suoi peggiori colleghi, il ragazzo non usa la meccanica dello scoppio in modo oltraggioso o sistematico, usando il suo senso delle proporzioni per offrire esplosioni più incisive di quelle di un annabelle.

Uno stile comunque abbastanza flessibile che può essere combinato con varie forme di toni e universi. Delirio pulpare disinibito di Tavola Ouija: Le origini a porte chiuse, tossico e nero jessiepassando per l’onirismo che tende al racconto di Non addormentarti e il romantico volo di L’ossessione di Bly Manor, Mike Flanagan si arrende con entusiasmo e sincerità a ogni architettura narrativa in cui investe.

Non un suono: fotoUna tensione che lascia senza parole

Questo è particolarmente significativo quando si rende conto non un suono, un thriller horror a porte chiuse in cui una donna sorda e muta si confronta da sola con un killer psicopatico che cerca di irrompere nella sua casa. Il lungometraggio sorprende per la purezza del suo dispositivo e la profonda fiducia del suo autore in esso. Sgrassato da imperativi di protagonisti, poste in gioco e avventure, non un suono ha semplicemente cinque personaggi, un luogo, una linea guida chiara e la tecnicità del suo regista per creare una solida tensione.

È lo stesso quando Mike Flanagan si confronta per la prima volta con il modulo seriale con L’ossessione di Hill House. La serie si apre con cinque episodi, ognuno dei quali riprende il punto di vista di uno dei figli della famiglia Crain, prima di un sesto capitolo che li riunisce in un virtuoso balletto di sequenze di colpi e una parte finale che progressivamente districa i diversi problemi nella storia. Frammentando la sua narrazione in questo modo, Mike Flanagan accetta e digerisce completamente le possibilità della soap opera della serie.

L'infestazione di Hill House: fotoMike Flanagan, uno dei pochi creatori di Netflix ad abbracciare davvero la forma seriale?

Da questa coerenza interna in ogni sua opera, il regista si permette tuttavia di sorprendere il suo spettatore con le strabilianti morti dei personaggi centrali (Non addormentarti, sermoni di mezzanotte) e fini malvagi e/o amari (Lo specchio, L’ossessione di Bly Manor). Un modo per aggiornare costantemente i suoi problemi e non lasciare che il suo pubblico si riposi sugli allori.

Questa violenza, unita a brutali biforcazioni narrative – come il giro di sangue jessie che contrasta con la compostezza del resto del film, rinvigorendo costantemente la sua narrazione e aumentando abbondantemente l’esperienza. Niente di rivoluzionario in sé, ma un modo di misurarne gli effetti che renda il suo lavoro particolarmente efficace e stimolante.

Nonostante tutto, le sue riprese lontane dei fantasmi di L’ossessione di Hill House e di Dottor Sonnoche a volte arriva fino al profondo disinteresse quando filma a malapena il mostro diAssentemostra che se il suo cinema è davvero popolato da creature inquietanti, qualcosa di molto più terrificante perseguita ancora il regista.

Jessie: foto, Bruce GreenwoodPrima che vada storto…

RITORNO AL FUTURO

A proposito di creature, tra l’ombra della cornice luminosa che erutta dal passato represso di Dani L’ossessione di Bly Manore la donna con il viso sfigurato dall’incidente causato da Riley in sermoni di mezzanotte, i mostri di Mike Flanagan sono spesso manifestazioni di ricordi traumatici. Alcune sono paure passate che riaffiorano, ma altre sono profezie inevitabili, come dimostra la donna con il colpo contorto di L’ossessione di Hill Housemorte che risuona nel tempo e traccia il filo dell’esistenza dei protagonisti.

Sequel del passato o presagi del futuro, il tempo è rotto con Mike Flanagan. Ma più che un meccanismo di flashback slegato dalla storia, il regista invoca molteplici temporalità nel presente, ancorando questi frammenti alla struttura stessa delle scenografie delle sue opere. Assisti alle allucinazioni di jessie che invitano l’infanzia del personaggio nella stessa stanza in cui è rinchiuso, oppure nelle porte della magione di Maniero Blyche consentono di spostarsi da una memoria all’altra, da un loop all’altro.

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Lo specchio: foto, Rory Cochrane…quando le cose sono andate storte

Il culmine di Lo specchio è anche rivelatore: lo specchio del titolo parassita la realtà dei personaggi riportandoli nel loro passato traumatico. Il faccia a faccia di Kaylie e Tim contro l’oggetto malvagio viene poi visto penetrato dai ricordi della notte in cui la loro vita è cambiata dieci anni prima. Un movimento della macchina da presa, un’inquadratura inversa o anche un semplice collegamento all’angolo di un corridoio mette poi insieme gli attori adulti e il loro alter ego bambino.

Altrettanti strumenti di messa in scena che vengono raccogliendo i pezzi di una temporalità del tutto destrutturata. È lo stesso nel famoso episodio cardine di L’ossessione di Hill Housedove la telecamera si diverte in un susseguirsi di riprese in sequenza che vanno dalla cerimonia funebre di Nelly alla villa d’infanzia dei protagonisti.

Combinando presente e passato, Mike Flanagan lo fa visivamente e tematicamente, ma anche attingendo a un ricco patrimonio artistico, principalmente letterario (Shirley Jackson, Henry James) e cinematografico (La casa del diavolo, Innocenti). Dottor Sonno è senza dubbio l’esempio più ricco, ma anche il più disuguale, facendo da ponte tra i splendente diretto da Stanley Kubrick e il sequel scritto da Stephen King in opposizione allo stesso lungometraggio del 1980.

Doctor Sleep: foto, Ewan McGregorCasa dolce casa

Il risultato è un lavoro sicuramente eterogeneo, ma che corre il rischio di conciliare questi lasciti contraddittori per creare un universo comune che sveglia i morti e li confronta con i vivi. Questa nuova coerenza trovata dal movimento e dalla storia cattura infatti personaggi persi in questi labirinti temporali.

Figure sensibili colte in un flusso continuo e fatale contro il quale alcuni cercano di combattere rimanendo nella negazione (jessie, L’ossessione di Bly Manor) o addirittura sfidando la morte (sermoni di mezzanotte), mentre altri si dilettano nel conforto utopico della memoria (Non addormentarti, Ouija).

The Haunting of Hill House: foto, Timothy Huttonsconfitta familiare

il fuoco cammina con me

Ma nulla è dimenticato da Mike Flanagan, e il tempo non si lascia ingannare. I personaggi ne prendono coscienza anche confrontandosi quasi sistematicamente con un momento cruciale che condiziona il loro viaggio. Il destino della madre biologica di Cody in Non addormentarti e l’eclissi rossa di jessie sono tante sequenze chiave che irrigano l’esistenza dei personaggie quindi l’architettura delle storie del regista.

Evidenziato dal personaggio di Hannah Grose in L’ossessione di Bly Manor le cui visioni di muri crepati non sono che risonanze della sua oscura scoperta in fondo al pozzo della proprietà nell’episodio 5. Questa singola inquadratura contamina il resto della serie, da un lato rivelando che alcuni personaggi sono effettivamente bloccati tra le mura di Bly , e dall’altro accumulando la drammatica posta in gioco di Hannah in un segmento essenziale che diventa il cuore del suo viaggio. Un’attenzione molto particolare spesso rafforzata dallo slancio di una risoluzione finale.

The Haunting of Bly Manor: foto, T'Nia MillerIl personaggio più commovente di Bly Manor?

L’enfasi del climax di Non addormentarti è molto più di riconoscere il trauma di Cody che di affrontare l’Uomo Cancro. Allo stesso modo, l’intima confessione del sacerdote nell’ultima puntata di sermoni di mezzanotte è molto più centrale del duello di Erin con la creatura che terrorizza il villaggio. Il culmine delle storie di Mike Flanagan è per lo più disinteressato allo spettacolare confronto con l’antagonistaa favore dell’esito del viaggio intimo dei suoi personaggi.

È per questo le sue storie a volte traboccano in epiloghi importanti. La conclusione del viaggio dell’omonimo personaggio di jessie non è liberarsi da questa stanza dove è stata ammanettata, ma confrontarsi con lo strano individuo interpretato da Carel Struycken e prendere coscienza della sua umanità. Idem per l’ultimo episodio di L’ossessione di Bly Manorche si allontana rapidamente dal maniero per seguire finalmente la vita quotidiana di questi amanti che scelgono di accettare i reciproci fantasmi e di vivere con loro.

Prediche di mezzanotte: fotoPaure e lacrime a Crockett Island

In questo modo Mike Flanagan ha di stringere la posta in gioco drammatica dei suoi personaggi in una manciata di sequenzeuna scrittura che ritorna sempre all’individuo come principale vettore emotivo, il che implica un elevato potenziale di identificazione. Da qui la particolare attenzione riservata ai dialoghi.

Dall’orrore soffocato diAssente alle lunghe confessioni di sermoni di mezzanotteMike Flanagan non si è mai fermato lascia sempre più spazio al dialogo nelle sue creazioni, calmando le sue esplosioni a beneficio dell’interpretazione dei suoi attori e della forza della sua scrittura. Ciò è particolarmente evidente in sermoni di mezzanottedove l’horror viene quasi del tutto accantonato per un’intera parte della serie, lasciando più spazio al verbo, trattato come una fonte particolarmente forte di sentimenti, riflessioni e tensioni.

Accanto alla sua inarrestabile e orribile maestria e alla messa in scena virtuosa della paura esistenziale, è sapere ritornando costantemente alla banalità della parola e ad una raffinata sensibilità che il cinema di Mike Flanagan sprigiona una forza emotiva rara e preziosa nel panorama cinematografico contemporaneo.

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