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Gods of Egypt: critica surreale

URINAZIONE IMPOSSIBILE

Ahimè, se la direzione artistica quasi da sola merita il viaggio, tanto Dei d’Egitto stabilisce nuovi standard per il crimine digitale e il cattivo gusto appariscente, il film è gravemente privo di divertimento. Semplicemente perché si prende troppo sul serio : bisogna vedere gli “dei” usciti da uno spettacolo di Tati sugli acidi, filosofare come Eric-Emmanuel Schmidt in discesa carambar…

Senziente e loquace, il film maltratta anche le sue scene d’azione, che sembrano piene di un apprendista ossessionato da Matrice. Senza vere coreografie, ordinate intorno ad un artificioso viaggio circolare, rivelano come il blockbuster è stato progettato in fretta, senza mai preoccuparsi dell’efficacia degli effetti proposti. Fatta eccezione per la sequenza dei serpenti giganti, con effetti speciali atroci ma molto dinamici, Dei d’Egitto si accontenta di una imbarazzante panouille numerica.

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I CAVALIERI DEL PROZAC

Per capire l’entità del fallimento, dobbiamo tornare alle sue origini come un progetto malato. Il suo regista Alex Proyas ha lasciato per dirigere Paradiso perduto, giga-blockbuster sulla caduta di Lucifero dal Cielo, cancellato all’ultimo momento. Arrivato il Dei d’Egitto come un capello nello champagne, ha reintegrato gran parte dei suoi concetti, anche intere scene. Solo che il misticismo giudaico-cristiano non è mitologia egizia. Da qui un gloubi-boulga estetico, che costituisce del resto l’unico interesse del film, tanto gira con la pura follia.

FotoLucifero… ah no ehm… Horus?

Come non ridere a Geoffrey Rush, sparando raggi laser contro una tenia cosmica? Come non sgranare gli occhi davanti alla scritta del personaggio di Hator, che obbliga Elodie Yung (Elektra nella serie Temerario) interpretare la dea dell’amore come un pescivendolo di Ménilmontant finito con GHB? È difficile non avere un ictus quando Gerard Butler si trasforma in un Transformer grazie a un cervello di plastica blu (storia vera) prima di volare via nel suo carro trainato da scarafaggi giganti. Infine, tutti i nostri pensieri vanno a Chadwick Boseman, una sorta di mistico Magloire amante dell’indivia.

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Se vuoi rischiare l’esperienza Dei d’Egitto (questo è a tuo rischio), devi iniziare a sapere di cosa si tratta: una signorina stellare. Finché sei un amante delle curiosità e della devianza estetica, dovresti trovare un nuovo metro standard nel suo genere.

Locandina

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