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Ghostbusters: The Living Dead recensione del film

SOS NECROFILIA

Per quanto difficile possa essere valutare un film concepito come puro prodotto nostalgico, basato su un’opera cult (se non geniale), questo acchiappa fantasmi non presterà il suo fianco ai cassonetti degli insulti accumulati su di lui. No, il film non ha niente di abominevole nanar. E no, non è una bella sorpresa sbalorditiva.

A differenza delle sue eroine, il filmato non riesce a catturare l’ectoplasma che insegue. Dal digest di cultura pop prodotto da Ivan Reitman, Paul Feig fatica a trovarne l’essenza e confeziona un remake molto povero, perché ossessionato dai suoi contorni. Se troviamo quindi una struttura simile, brani copiati quasi identicamente e una serie di cammei aberranti, per non dire piuttosto rivoltanti (L’aspetto di Bill Murray è un dito medio geriatrico) e tonnellate di chimere digitali, il regista non riesce a capire la ricetta originale.

Le ragazze sono qui

Cercando di trasformare un film di pura fantasia cosparso di gag in una commedia grassa inframmezzata di fantasmi, Feig riesce solo a offrire una rilettura molto superficiale, meccanica e incapace di staccarsi dal suo modello. Il film cade quindi in una trappola prevedibile, tanto più visibile in quanto esteticamente vittima di una direzione artistica scadente e di effetti visivi difettosi – è difficile credere che il set sia costato più di 150 milioni di dollari. Questo enorme handicap pesa logicamente sull’apprezzamento del film, ma non riesce comunque a nascondere i suoi numerosi successi.

Foto Kristen Wiig, Leslie JonesArredamento urbano #4857

LOL BUSTERS

Ma Paul Feig ricorda anche che è tutt’altro che un pinguino, e che le specifiche imposte dalla produzione non sono sufficienti a soffocare il suo talento di direttore d’orchestra umoristico. acchiappa fantasmi testimonia ancora una volta la sua consumata arte di rompere il tonodove una valvola tagliente, una risposta insolita (prerogativa della perfetta Kristen Wiig) è spesso sufficiente per salvare una scena attenuata.

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Chris HemsworthChris o Chris?

È anche nelle sue transizioni che il film guadagna punti. Se sulla carta la sequenza delle sequenze non è sempre evidente, le articolazioni tra gag e dialoghi danno incredibile energia alla storia e regala una serie di risate salvavita. In realtà, non appena il quartetto di attrici si lancia su qualcosa di diverso dal rigoroso dispiegamento della trama, abbiamo diritto a un vero e proprio festival di repliche, il cui senso del ritmo colpisce nel segno.

Infine, il film varrebbe quasi il viaggio per la sola grazia di Kate McKinnon e Chris Hemsworth. Il primo genera una sconcertante discrepanza comica, spingendo sistematicamente le cose troppo oltre, portando il suo carattere ai limiti del disagio e dell’assurditàcon evidente giubilo. Il secondo spruzza la sua immagine in modo troppo fluido con una felicità contagiosa e un senso del ridicolo che rasenta l’isteria. Insieme, lo dimostrano acchiappa fantasmi aveva molto di più nella pancia rispetto alla versione che scopriamo oggi, e sogniamo quello che un Paul Feig e i suoi attori potrebbero offrirci avendo veramente libero sfogo.

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