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Fast & Furious 8: recensione delle proteine

MISSIONE BACKHOE

Dopo aver corso come un neutro, aver salvato o tradito tutti i loro amici, derubato un boss del cartello a Rio e polverizzato una dinastia di mafiosi britannici, La famiglia di Vin Diesel ora deve prevenire la terza guerra mondiale pur accogliendo al suo interno un imbroglio familiare demenziale. Solo quello. E se questa furiosa ambizione sta per molti nel piacere regressivo che si prova davanti a questa farsa esultante, è anche il limite principale.

Perché per confezionare il suo compendio di sequenze assurde, Fast and Furious 8 deve passare infiniti tunnel di dialogo, attraverso inutili colpi di scena e deviazioni, che finiscono per parassitare il cuore del progetto, ovvero le sue scene d’azione surreali. Troppo loquace, il kolossal ha anche il punto debole di non sfruttare sempre al meglio le sue ottime idee. L’inseguimento alla moda di New York Blues Brothers 2.0 viene spedito troppo rapidamente, mentre il climax previsto e il suo sottomarino sono in definitiva molto semplici.

vroom vroom

F. Gary Gray (direttore di Il lavoro italiano già con Charlize Theron, Un uomo a parte già con Vin Diesel, ma anche Direttamente da Compton) non è in effetti né James Wan né Justin Lin, tanto è incapace qui di trascendere il materiale che gli è stato dato, di portargli un sottotesto emotivo o di illuminarne i ronzii. Si accontenta basarsi sui risultati del franchise, sui suoi tropismi e sul suo cast. Fortunatamente, da questo lato, il film ha delle sorprese da riservare.

Michelle Rodriguez, Vin DieselSisi la famiglia

LA GRANDE FAMIGLIA

Spesso ridiamo della propensione a Fast & Furious riferirsi alla “famiglia”. Ma che ci piaccia o no, il franchise ora realizza ed estende un gesto coerente in questo ambito. Una sorta di massa alta e tenera, l’uscita di ogni episodio è a nuova opportunità per trovare un cast totalmente eterogeneocapaci di riunire bistecche proteiche impressionanti come Dwayne Johnson e Jason Statham, ma anche star del calibro di Charlize Theron, o artisti come Helen Mirren, che ovviamente si diverte a giurare con un accento cockney da tagliare con un coltello .

Foto Dwayne Johnson, Ludacris, Michelle Rodriguez, Nathalie Emmanuel, Scott Eastwoodsquadra del cuore

Sì, Fast & Furious è una famiglia. Disordinato, schizofrenico, dove muori non appena torni in vita, prima di andare a prendere a calci in culo il tuo vicino in un jet-pack, ma una famiglia lo stesso. È inoltre questo aspetto del film che lo rende a volte addirittura godibile, gli sceneggiatori non esitano più a ibridare la loro storia con sottotrame sufficientemente deboli da provocare uno sciopero sul set di un episodio diAma la gloria e la bellezza.

Questa assemblea, varia e priva di un capo caucasico, ha il merito di essere diversa dalle altre. Meglio: come indica il suo successo, prefigura probabilmente una certa aspirazione del pubblico, in termini di rinnovamento e starificazione. Fast & Furiousdietro la sua pretesa stupidità di portabandiera, mostra un’umanità e un calore almeno equivalenti, che completano il blockbuster una sciocchezza eminentemente comprensiva.

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Foto Dwayne Johnsoncome una roccia

MOLTIPLICATE I PANE

E se F. Gary Gray non è l’artigiano più ispirato della saga, quest’ultimo ha ora accumulato un know-how che gli consente di offrire un grande spettacolo che è comunque molto divertente. Si pensi in particolare al pestaggio del carcere, che assume totalmente la dimensione cartoonesca di Fast e furioso 8 dove la posta in gioco viene spazzata via con gag, mentre Dwayne Johnson si trasforma letteralmente in un’auto ariete.

Nonostante o grazie alla sua lunghezza, lo scenario è smaltato brevi sequenze d’azione, spesso molto più riuscite rispetto ai grandi pezzi che punteggiano il filmato. Con la notevole eccezione di un inseguimento letteralmente infuocato per le strade di Cuba, è il combattimento a mani nude o incentrato sulla fisicità che si rivela il più soddisfacente. E, naturalmente, l’arrivo di Jason Statham non è lì per niente e offre a Dwayne Johnson, il tempo di un esilarante happening in prigione, un compagno di giochi ideale.

Foto Charlize TheronTerrore pieno

Contro ogni previsione, l’infuriato britannico trova immediatamente il suo posto nella narrazione anche se nessuno trova da ridire se è diventato un buon amico di colui che ha cercato di massacrarli durante i due film precedenti. Questa presenza conferma che una delle migliori qualità di Fast & Furious è la sua dimensione elastica: la serie è in grado di adattarsi istantaneamente alle sue guest star e non smette mai di reinventarsi.

Alla fine, questo episodio è ben lungi dall’essere il migliore, ma beneficia meccanicamente della simpatia accumulata dal franchise e apre la strada a un sequel più difficile, più strutturato, ma altrettanto stupido. Chiediamo di più.

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