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Ester 2: Origini

LE ORIGINI DEL MALE, O QUASI

Se c’è un film in cui nessuno si aspettava il prequel, quello è Ester. Invece il film diretto da Jaume Collet-Serra ha svelato il grande segreto della bambina, ovvero una malattia che impedisce al suo corpo di invecchiare, questo prequel mira a raccontare cosa è successo prima che terrorizzasse la famiglia Coleman nel primo film. Ma contrariamente a quanto suggerisce il titolo, Ester 2: Origini non racconta le origini.

È nel 2007 e in Estonia troviamo Esther, o meglio Leena Klammer, all’età di 31 anni, solo due anni prima degli eventi del film originale. Slayer già condito, il bambino falso viene internato in un ospedale/carcere di altissima sicurezza in cui il suo piccolo segreto è noto a tutti. Molto rapidamente, sorge una domanda: come sono riusciti a ringiovanire l’attrice Isabelle Fuhrman che, contrariamente al personaggio che incarna, si è presa tredici anni tra i denti? La risposta è semplice, non ci sono riusciti.

La vecchia Signora

Se fortunatamente sfuggiamo al ringiovanimento digitale, la mancanza di CGI non rende più credibile il tentativo di ringiovanimento. Per farci credere che Esther non sia invecchiata un po’, è stata utilizzata una silhouette liner. Anche se Esther di spalle sembra dieci anni, quando la giovane viene ripresa da vicino, è innegabile che la sua faccia è troppo grande per il suo corpo e questo, nessun filtro levigante può correggere.

L’interessante concetto diEsterquello di avere un carattere che non cambia fisicamente, diventa quindi un vincolo che impedisce al film di sposare completamente la sua qualità prequel. La straordinaria performance di Isabelle Fuhrman, ancora altrettanto inquietante, ei numerosi tentativi tecnici (inquadrature dall’alto e primi piani) non riescono a creare l’illusione.

Esther 2: Le origini: foto Isabelle Fuhrman25 Continuando 10

Dalla parte del mostro

Rimuovendo molto presto il personaggio che pensiamo sia il personaggio principale, William Brent Bell e il suo sceneggiatore David Coggeshall prendono un pregiudizio piuttosto forte, quello di non schierarsi con le vittime, ma di Ester. Se dentro Ester primo del nome, la famiglia era al centro della storia, rendendo il personaggio di Esther una minaccia esterna arrivata ad infiltrarsi nella sfera intima della casa, non si tratta più di ripetere questo schema.

Perché conosciamo già la sua storia, la ragazzina sadica può essere posta al centro della narrazione, non è più necessario mantenere una sorta di suspense attorno alla propria persona per stuzzicare le aspettative dello spettatore. Questo passaggio dal lato del mostro è indicato da un’abile sequenza di riprese che segue la fuga della giovane e quale invita lo spettatore a mettersi nei panni dell’assassino.

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Nonostante tutto, al di là di una leggera esplorazione della sua psiche, mai Ester 2: Origini non cercare di farci provare empatia per l’assassino. Non viene fornita alcuna spiegazione delle sue intenzioni e nessun accenno di umanità è evidente. Anche quando William Brent Bell fa del suo assassino una potenziale preda, lei non diventa mai scusabile. Infine, questo nuovo punto di vista rende divertente la sopravvivenzaanche divertente.

Esther 2: Le origini: foto Isabelle Fuhrmanpsico-assassino

Specifiche di Ester

Contrariamente a quanto suggerito dal trailer, che indicava che la ragazza avrebbe tormentato una nuova famiglia proprio come nel primo film, Ester 2: Origini non è una pallida copia diEster. Nonostante qualche strizzatina d’occhio, come le decorazioni innevate, la vernice UV, o anche il complesso Electra della vecchia ragazza, questa seconda parte riesce a trovare una propria identità.

Grazie ad una costruzione in tre parti e ad un twist plot poco innovativo ma molto efficace (che ovviamente vi faremo scoprire), Ester 2 riesce a trovare il suo ritmo e continua a ridistribuire le carte. Mentreci aspettavamo quasi un remake del primo filmquesta svolta viene a dare il via al formicaio di uno scenario sinora troppo saggio e una messa in scena troppo convenzionale.

Esther 2: Le origini : Foto Julia Stiles, Rossif SutherlandTroppo perfetto per essere vero

A volte divertente, sicuramente suo malgrado, specialmente nella sua sequenza Maniac/Flashdance, Ester 2 non è altro che un onesto prequel che si diverte a sconvolgere dolcemente le aspettative dello spettatore. Grazie ad alcune buone idee di messa in scena (come fare della cacciatrice il personaggio principale o invertire i rapporti di potere tra i protagonisti), questo prequel riesce nella sua modesta scommessa: quella di far venire i brividi anche una volta svelato il segreto di Esther.

Esther 2: le origini: poster francese

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