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Enorme: critica fruttuosa

GRANDE SORPRESA

Fin dalle prime sequenze, il film sorprende con il suo desiderio di prendere il suo spettatore dalla strada sbagliata. Scopriamo Marina Foïs e Jonathan Cohen, rinomato pianista accompagnato dalla sua compagna e fedele assistente, entrambi in tournée. Invece di riprodurre la prevista colonna sonora comica di questi due reattori scherzosi, il film li elimina immediatamente dalla loro zona di comfortrendendoli un duo tutto in disagi e battute d’arresto.

Non solo la dinamica è inaspettata, ma genera una gradita stranezza. Un gusto per la discrepanza che fungerà da nota di intenti, la storia risultando particolarmente imprevedibile. Incentrato sulla gravidanza del personaggio di Foïs, innescata contro la sua volontà dal suo compagno di vita, lo scenario si snoda progressivamente verso un terreno particolarmente scomodocapaceabbandona l’umorismo per un tono più serio e ansiogeno, che non si astiene mai da proiezioni assurde.

Marina non ha fede

In effetti, mentre questa gravidanza indesiderabile progredisce, Sophie Letourneur offre una cronaca singolarmente cruda e scortese delle sue conseguenze all’interno di una coppia che colleziona nevrosi come altri gnomi da giardino. Ancora più interessante, la trama dà molto spazio ai progressi di Frédérick, che realizza scena dopo scena questa nascita ha orchestratoe non sarà facile per il suo compagno. Tra depressione e capelli arruffati, la personalità dell’opera stupisce ed esplode.

foto, enormeCouvad postmoderno

PERMESSO DI GRAVIDANZA

Quando il film esplora questa situazione con i suoi protagonisti, invita la realtà nel suo ambiente con sorprendente facilità. Non appena i nostri eroi interagiscono con gli operatori sanitari, Sophie Letourneur sceglie di confrontare i suoi due attori con dei praticanti autentici, e per immergerli in un vero ambiente ospedaliero. Un’idea che permette di apprezzare la messa in scena, finora piuttosto povera, del film, e ne rinnova notevolmente l’interesse.

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Girato quasi come un documentario, Enorme infrange così molti dei codici inerenti alla commedia della maternità e si rivela terribilmente abrasivo. Un dispositivo che funziona davvero solo durante la seconda metà della storia, quando i conflitti vengono alla luce e il film affronta frontalmente le contraddizioni dei suoi personaggi, come gli aspetti meno coinvolgenti della gravidanza. Quando finzione e realtà si scontrano, questo assetto funziona e conferisce una grande singolarità all’insieme.

Manifesto ufficiale

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