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critica a un gotico poco appariscente

Se avessi un martello…

Elvie lotta per sbarcare il lunario con il suo pessimo lavoro. Peggio ancora: la recente morte della madre l’ha lasciata in una profonda solitudine, alla quale nemmeno l’amica può rimediare. Decide quindi di fare un test del DNA per trovare una famiglia e incontra un cugino ricco e sovreccitato, che la convince in un pizzico ad accompagnarlo a un lussuoso matrimonio in Inghilterra. È una volta lì, superata un’improbabile situazione iniziale, che si indovina il modello di Jessica M. Thompson e Blair Butler: il fantastico gotico britannicoil genere preferito del leggendario Hammer.

Non appena la giovane donna entra nel maniero, il tono è deciso: l’arredamento vittoriano e lo strano atteggiamento dei suoi abitanti rimandano direttamente alle grandi ore dello studio, anticipando già un falso colpo di scena che non sveleremo in linea di principio, anche se la promozione se ne è già occupata. Ci si aspetterebbe quasi di vedere Peter Cushing e Christopher Lee sbarcare da una biblioteca fittizia, almeno se il film non ha vomitato sulle loro opere.

Nessun drago in questo Goth

Perché non solo il cinema gotico e i suoi eredi (Picco cremisi, per citare i più ovvi) hanno fatto buon uso dei loro magnifici set, ma da buoni pionieri del colore nel cinema horror, non hanno esitato a riversarsi sull’horror frontale o sul franco erotismo. Tante qualità come L’invito parodia involontaria, con questo antico palazzo di cui vedremo solo poche stanze, tutte sconnesse tra loro, e soprattutto un trattamento di orribile romanticismo più influenzato da Cinquanta sfumature di grigio di Le amanti di Dracula.

Non che i film di Terence Fisher si distinguessero per la loro sottigliezza, ma i dialoghi incredibilmente sciocchi e la frenetica sovrapposizione di quasi tutto il cast maschile riflettono solo il disprezzo della sceneggiatura per i suoi presunti riferimenti. allegramente i codici del genere, li insulta apertamente con la sua insopportabile pudiciziacaratteristica dei prodotti hollywoodiani dove la sessualità è pubblicità e la violenza modestamente celata per non perdere la sacrosanta classificazione PG-13.

La palla dall'inferno: foto, Thomas DohertyUn personaggio di nome De Vil. Si si.

La palla dei nazes

Lungi dal sincero omaggio al gotico inglese o anche al grande idiota nanar (e per noi andava bene), è un riassunto di conformità, che diventa francamente irritante dopo la prima mezz’ora. Infatti, pur non invocando la grandezza del passato, si schianta ancora più deplorevolmente quando segue le orme dei suoi contemporanei.

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Ovviamente, non dovresti aspettarti di trovare la macabra bellezza delle scene inquietanti nelle produzioni Hammer. Inserite artificialmente nella storia, le sequenze bizzarre seguono alla lettera le specifiche post-James Wan. Si susseguono le paure dei salti, le paure finte telefoniche e altri processi logori, accompagnati da un sound design che vuole ferirti i timpani. Così come la fotografia abbandona molto rapidamente il chiaroscuro annunciato in apertura a favore di effetti di manica ormai del tutto accademici (la scena infernale in cantina).

L'invito: foto Nathalie EmmanuelUn’eroina fortunata

Così, quando in più Blair Butler cerca di far esistere la sua metafora sociale in mezzo a questo bastardo mezzo nostalgico e mezzo moderno, che invade le aiuole di Jordan Peele e dei suoi uscire, il pretesto dell’omaggio, per quanto trasparente possa essere, non crea più illusione. La povera Elvie non è più un personaggio vuoto pensato per svelare i segreti della magione, ma il simbolo di una lotta caricaturata da uno sceneggiatore che, oltre a non capirla, disdegna la generazione che la guida.

Scritto come un pastiche da studente di sociologia, la giovane donna fa tutte le peggiori scelte possibili per le ragioni sbagliate, infatuata di un bell’uomo che ha incontrato due volte. E il suo ultimo momento di coraggio è avaro come il resto in termini di immagini fantastiche e spargimenti di sangue, non gli resta nemmeno la catarsi della sua emancipazione. Questo sottotesto non sottile per un centesimo è infatti trattato alla stregua dei riferimenti al gotico: senza discostarsi da una specificazione cinica e di conseguenza senza la possibilità di trovare l’attualità dei bei film horror, vecchio o recente. Ma sappiamo che coloro che raccoglieranno le pepite dietro non credono nella loro esistenza.

La palla dell'inferno: poster ufficiale

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