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cosa cucina per il sequel di Game of Thrones su OCS?

Tre anni dopo una delle conclusioni più controverse nella storia della serie, il vortice Game of Thrones dà vita a un seguito tanto atteso: Casa del Drago.

Qual è dunque il valore pilota di questa nuova opera, che deve riuscire ad interessare milioni di spettatori, riconnettendosi con il potere spettacolare ma anche tragico e politico del suo antenato? Faremo attenzione a non SPOILER quiper dire semplicemente che ha la malizia di raccontare, con una crudeltà e un’angoscia che immaginiamo molto reali, come una nascita possa ridefinire un impero.

L’innocenza calpestata in 3, 2, 1…

LE ZANNE DEL DRAGO

Game of Thrones finalmente svela il suo seguito sotto forma di prequel, un’infinità di insidie, aspirazioni, sfide, trappole ed evasioni. Come prolungare una serie che è diventata un fenomeno culturale, prima di carbonizzarsi grazie aun’ultima stagione che avrà deluso buona parte dei suoi spettatori, finché non lasciano in bocca un persistente sapore di cenere? Come recentemente rivelato in un sondaggio multiparte pubblicato dal giornalista di Hollywoodla genesi di questo colosso seriale era di rara complessità per la sua casa madre, dagli esperimenti alle cancellazioni, prima che HBO si sentisse in grado di riaccendere il suo fantastico fuoco.

La natura prequel di Casa del Drago rende questa prima stagione una piroetta ad alto rischio per la Warner, e non solo per il suo costo, che riteniamo faraonico in ogni scatto, né per la possibile amarezza di milioni di spettatori. In effetti, il sanguinoso episodio della Danza dei Draghi, il conflitto da cui si ispira questa nuova storia, ci presenta un mondo ingannevolmente familiare, dai contorni insidiosi e dai bordi incerti.

La casa del drago: foto Rhys IfansUna mano del re con il dito medio alzato

E per una buona ragione, se il pubblico in generale, che ha familiarità con l’opera precedente, ha la sensazione di conoscere la minima cucitura di Westeros, l’impero su cui poggeranno i loro occhi è molto diverso. L’azione si svolge quasi due secoli prima che un certo Jaime Lannister interpretasse il papà nella mamma con la sua affascinante sorella, le tradizioni, gli equilibri di potere, i luoghi alti e le relazioni di potere sono radicalmente diversi da quelli che conoscevamo in precedenza.

Allo stesso tempo, anche le vicende che portano alla conflagrazione storica che questa nuova storia ci deve offrire sono complesse, frutto di anni di tensioni latenti e di scontri indicibili tra membri della stessa famiglia. La conseguenza è tanto più acrobatica per gli showrunner Ryan Condal e Miguel Sapochnik. Qui sono costretti a infliggerci un’introduzione forse lunga e noiosatanto più fuorviante in quanto i suoi ingredienti hanno l’aria di una familiarità.

Noioso, ma comunque a rischio di fretta, poiché volenti o nolenti, le ellissi si susseguono come non mai Game of Thrones (e si intensificherà ulteriormente con i prossimi episodi). E contro ogni aspettativa, è proprio lì che si può temere che il progetto venga danneggiato, che trionfi, e questo dal suo glorioso pilota.

La casa del drago: foto Fabien FrankelUn cavaliere con una spada spesso fuori dal fodero

TUTTO FUOCO TUTTE FIAMME

Ricordiamo che, nel corso delle sue stagioni, la serie Matrix aveva progressivamente preferito le scene faraoniche agli espedienti scenici, il lusso dei suoi mezzi all’oreficeria dei suoi inizi. Casa del Drago fatto tramite il suo voto pilota di riconnettersi con l’equazione iniziale della storia orchestrata da David Benioff e DB Weiss. Non che il set rifiuti il ​​lusso o non si riversi nella dissolutezza dei mezzi, tanto le decorazioni vi appaiono grandiose, i bei costumi, i duri draghi e le ampie riprese, ma il baricentro è altrove.

Ne è testimonianza il pezzo centrale del coraggio, ovvero un montaggio alternato tra due situazioni di crisi: un torneo che è solo pomposo nel nome, e la difficile decisione di un pater familias. Tutto in questo complesso nodo narrativo rasenta la perfezione. Apprezziamo innanzitutto la precisione metronomica della disposizione delle inquadrature, l’attualità con cui ogni colpo di scure sottolinea, amplifica o annuncia le inflessioni di un padre sull’orlo del baratro, mentre la macchina da presa si concede il lusso di pochi scatti al limite dell’esperienza kamikaze.

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La casa del drago: foto, Emma D'Arcy, Matt SmithQuando non sai più dove hai parcheggiato il tuo drago

Ancora più piacevole, il Trono di Spade sembra, almeno per il tempo di un pilotariconnettersi con un’idea terribilmente banale, ma comunque potente quando è usato con saggezza: il perpetuo intreccio dei sensi, così che il simbolismo di una scena contamini l’altra e viceversa, spingendo ogni segmento ad arricchire e sfumare il suo significato primario.

Un successo che va indubbiamente attribuito a Sapochnik, che, come ha affermato durante la promozione, non avrà mai avuto mano più libera quando ha diretto molti degli episodi più sontuosamente spettacolari della serie precedente. Vederlo unire qui i mezzi tellurici dispiegati da HBO con una cura chirurgica della caratterizzazione dei personaggi è quanto mai promettente.

La casa del drago: foto, Steve ToussaintUna casa che aspetta solo di rimescolare le carte

UOVA IN UOVA

Tecnicamente realizzato e plasticamente dorato come un cucciolo di drago, questo pilota testimonia, se fosse ancora necessario, il know-how di HBO in termini di blockbuster seriali. Ma ciò che completa la promessa di un intrattenimento epico come il suo predecessore è la scrittura dei suoi (anti)eroi, così come la loro interpretazione, almeno quanto la volontà, di non andare contro i tanti stereotipi portati dal genere – o il nostro precedente visita a Westeros – ma per lavorarci in modo approfondito.

Il personaggio centrale di Viserys è uno dei due migliori esempi. Figura del sovrano sconvolto, esitante a decidere, rifiutando conflitti, rimane, grazie ai giusti dialoghi e all’interpretazione risolutamente sensibile di Paddy Considine, una toccante esplorazione del concetto di re sconvolto. Potenziato consapevole delle realtà a volte disumane del suo tempodesideroso di trascenderli ma troppo vile o gentile per attenersi ai suoi principi, rileviamo in questo falso maestro una vulnerabilità che ricorda certi ritratti di Luigi XVI.

La casa del drago : foto Paddy ConsidineUn re senza intrattenimento

Quanto a Matt Smith, che avrebbe potuto temere di essere limitato a prestare i suoi lineamenti a un Demone demoniaco, da questo capitolo introduttivo gli viene data l’opportunità di sfumare meravigliosamente questo archetipo perossidato di Nero/Caligola. Ambizioso, brutale, assetato di sangue, questa forma condensata di caos in divenire è anche un individuo alla disperata ricerca di connessione e impegno, che appare sistematicamente combattuto tra l’assoluta lealtà al suo clan e la ferocia dei suoi appetiti.

E se per il momento la maggior parte degli altri protagonisti rimane allo sketch, tutti beneficiano di una tessitura singolare, di uno spessore che difficilmente si può intuire, e che testimonia un know-how quasi unico al momento. Ibridazione di gesto epico, odissea familiare e piccolo trattato di brillante bullismo, le loro interazioni hanno l’aria di presagi sanguinosi.

Casa del Drago manterrà questo livello di successo al di là di questo pilota, straordinariamente padroneggiato, ricco sia nella rilettura di problemi presunti attesi che nello svelare accenni all’apocalisse del drago a venire? Nessuno lo sa, ma non siamo mai stati così ansiosi di scoprirlo.

Il primo episodio di House of the Dragon uscirà in Francia su OCS il 22 agosto, seguito da un episodio a settimana.

La casa del drago: foto, Milly Alcock

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