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come Stallone voleva mangiare Scorsese (e ha avuto un’indigestione)

Molto prima L’irlandese di Martin Scorsese, Sylvester Stallone ha voluto rivisitare i grandi affreschi di Hollywood e la figura di Jimmy Hoffa in CAZZOTTO Un fallimento quanto una scommessa formidabile, per un risultato poco convinto, ma a immagine del suo istigatore: combattivo, tenero e terribilmente sincero.

A metà degli anni ’50, Johnny Kovac stava lottando per guadagnarsi da vivere come camionista. Il suo carisma, la sua volontà e la capacità di ascoltare i colleghi gli valsero subito l’attenzione del CAZZOTTO , il sindacato dei camionisti. Sotto la sua guida, l’organizzazione ottenne presto vittorie politiche decisive, tanto che Johnny divenne presto una delle figure pubbliche più influenti nell’industria americana.. Ma il suo subentro lo mette di fronte agli eccessi dei suoi fratelli d’arme, che non hanno esitato a legarsi alla mafia per trasformare il sindacato in una tipografia.

Questa storia calza a pennello all’artista coronato dal successo mondiale alla fine del primo Rocky. Ma per capire gli stretti legami che uniscono Sylvester Stallone al personaggio di Johnny Kovacbisogna prima fare un passo da parte e guardare al personaggio storico a cui il lungometraggio si ispira direttamente: Jimmy Hoffa.

“E buona domenica”

HOFFA IL RECORD

Jimmy Hoffa non è una delle figure americane più note dalla nostra parte dell’Atlantico, mentre negli Stati Uniti rimane uno di quegli emblemi il cui peso storico, significato simbolico e incarnazioni fittizie si mescolano. Leader magnetico dei Teamsters (sindacato degli autotrasportatori), divenne famoso organizzatore di flash strike, intensamente spettacolari, anche violente, precedenti sedute di trattative non meno muscolose. Una strategia che riscuote grande successo, mentre l’omicidio del fratello da parte di scioperanti pagati dai datori di lavoro porta a termine la consacrazione di Hoffa ad araldo ed eroe sindacale.

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Ma la mafia è estremamente interessata all’organizzazione, che è particolarmente ricca per il gran numero di iscritti e per i fondi pensione che gestisce. Il clan Giancana lo utilizzerà come un enorme strumento di riciclaggio di denaro, per non parlare del posizionamento strategico di molti dei suoi scagnozzi all’interno del sindacato. Hoffa non tarda a trovarsi nel mirino dell’amministrazione Kennedy, che vuole attaccare la criminalità organizzata. Dalle condanne ai ricorsi senza successo, fu incarcerato all’alba degli anni Settanta, per poi scomparire poco dopo la sua scarcerazione nel 1975.

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COLPO DEI SOGNI

Per i lettori di James Ellroy, era questo il simbolo di corruzione liquidata dalla mafia, di cui tutti gli esecutori testamentari amavano rivendicare il raffreddamento per gonfiare il petto. Per i lavoratori, è stato uno dei loro difensori e scudi più potenti e attivi durante il 20° secolo. Per gli storici fu uno dei dirigenti sindacali più influenti del suo tempo, la cui vicinanza alla mafia lo avrebbe compromesso, fino alla sua misteriosa scomparsa.

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