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come si rovina con una trama di serie B di Antena 3

Penso che nessuno possa negare che la serie la ragazza delle nevi è diventata, per merito suo, la seconda fiction più viste sulla piattaforma in tutto il mondo. Un successo travolgente! I dati ci sono ed è indiscutibile. Lui il copione ti fa restare incollato sullo schermo dal primo capitoloE Milena Smith (26 anni) e José Coronado (65) puntellano l’appezzamento come due solidi pilastri su cui gira il posatoio.

La serie è ben fatta e ha un grande vantaggio, che funge da trampolino e buona spinta pubblicitaria: si basa sul fenomeno letterario di Javier Castillo. Per i -pochi- sprovveduti che non l’hanno ancora visto, la fiction parla della scomparsa di una ragazza, Amayanella notte più magica dell’anno, durante la processione dei Re Magi.

Al momento, Aspetto Milena Smith-, giornalista stagista per il quotidiano Surinizia un’indagine parallela a quella dell’ispettore Millán –Aixa Villagran (44) -, un’indagine che risveglierà aspetti del suo passato che avrebbe voluto dimenticare. Con l’aiuto del tuo collega giornalista Edoardo –José Coronado– Senti, non si fermerà finché non troverà la ragazza. Sembra irresistibile, a priori, giusto?

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Iris Molina con la piccola Amaya, dopo averla rapita nel corteo dei Re Magi.

Netflix

Detto tutto quanto sopra, ora devo mettere la nota negativa. Sì, la serie ce l’ha: nessuna finzione è perfetta e questa a portata di mano presenta lacune e presenta polemiche. Ci sono sei capitoli, di circa 45 minuti ciascuno, e il primo inizia forte.

Il secondo rimane degno, e anche il terzo. La cosa promette. Tuttavia, il quarto vacilla con la comparsa di due personaggi: Iris Molin E Santiago Vallejo.

Proprio quando lo spettatore viene portato a credere che la scomparsa di Amaya ha a che fare con un giro di prostituzione minorile -le cose si fanno davvero interessanti se unite al passato e al trauma personale di Miren-, la serie è rovinata irreparabilmente quando si scopre -spoiler!- che sono Iris e Santiago a rubare la bambina.

Mi addolora scriverlo, ma è la verità: la trama dà a svolta non plausibile, grossolano, poco credibile, fragile, po’ imbarazzante. Pensi che non possa essere, ma lo è.

La serie, non so bene perché, diventa una specie di film di serie B su Antena 3, quelli che fanno vedere la domenica pomeriggio. Quelli che, dal primo minuto, sai chi è il cattivo e che la bionda verrà uccisa. Non credi che questa serie che hai iniziato con desiderio ed entusiasmo sia ciò che finisci per vedere. Riassumo brevemente: Iris e Santiago vogliono essere genitori, ma non possono. Prova e riprova, ma la natura non la aiuta.

Quindi quando il tuo ginecologo…Annala madre di Amaya– le dà la fatale notizia di un altro fallimento lei decide, né breve né pigra, il giorno della parata dei Re Magi, di prendere Amaya –rapirla– in una svista di suo padre, tra la folla. Dai, cosa faremmo tutti in quei casi, giusto? E quando assisto a quel momento folle sono quasi scoppiato a piangere. inizia l’imbarazzo.

Iris prende la ragazza. Primo momento La terra mi ingoia: la ragazza viene a coincidere con il proprio padre pochi minuti dopo il rapimento. L’uomo la cerca come un matto e, per pochi secondi, incontra sua figlia in un vicolo strettissimo. Urla il suo nome a squarciagola e la ragazza non sussulta. Che cosaPerché Amaya non strilla, non fa vedere a suo padre che è stata rapitaNon lotta con la donna che la sta prendendo con la forza? Tutto pazzo, come puoi vedere.

Totale, che questi falsi genitori prendono la creatura e pensano che nessuno li catturerà. La rinchiudono in una casa di campagna, da cui la ragazza non esce per nove o dieci anni. Lì, rapita, senza relazionarsi con nessuno, Amaya smette di essere Amaya per farsi chiamare Julia, come deciso da colei che afferma di essere sua madre, Iris. La donna, nella sua specie di follia, pensa che sia sua figlia e anche il marito. Mi hai capito ora sulla serie B di Antena 3?

Amaya Martín con i suoi genitori il giorno della sfilata, prima di essere rapita.


Amaya Martín con i suoi genitori il giorno della sfilata, prima di essere rapita.

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Qualcuno sano di mente può credere che una ragazza possa essere rapita per dieci anni senza che nessuno lo scopra? Un’altra cosa,una ragazza senza andare dal dottore, senza ammalarsi, senza richiedere una visita in ospedale in dieci anni?

Quei genitori gli comprano vestiti, giocattoli e nessuno lo sospetta, è tutto normalissimo. Quella madre surrogata, Iris, si convince di aver fatto la cosa giusta, di aver fatto ciò che qualsiasi madre farebbe al suo posto, penso che lo intenda letteralmente.

E qui apro un’altra linea di dibattito: In che modo questa ossessione per la maternità si riflette nella narrativa? e il modo in cui, ancora una volta, come un’incudine, l’immagine del pazzo cade sulla donna. Solo della donna, perché l’uomo, Santiago, al di là del fatto che copre tutto è dipinto come l’uomo di famiglia, protettivo e sensibile nel possibile. Un’altra volta, la pazza che non può essere madre e finisce per essere rapita. L’unica che soffre fino a impazzire.

La donna che si perde e l’uomo buono che segue la sua corrente, per amore. Ci sono cose, da quello che ho visto, che non cambiano. Ma mi sento in dovere di dimostrarlo le donne che vogliono essere madri e non possono né sono pazze né rubano le figlie nel corteo dei Re Magi. Insomma, tutto molto folle, molto bizzarro e tipico di un film scadente con cui ti addormenti in una domenica pigra e piovosa. Che peccato: con quello che avrebbe potuto essere e non è stato.

Archiviato in MinutesTV, Opinione, Serie

Editore JALEOS. Laureato in giornalismo presso l’Università Cattolica di San Antonio de Murcia, UCAM. Giornalista specializzato in cuore, cronaca sociale e televisione. È entrato a far parte di giornale specializzato in serie televisive e film. nel 2017.

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