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Batman v Superman: L’alba della giustizia

ZACK LO STRAPPATORE?

Si potrebbe legittimamente temere che il direttore di uomo d’acciaio essere costretti ad allinearsi con la ricetta stabilita con successo dalla Disney. E se il regista purtroppo non riesce a sfuggirgli del tutto, è chiaro che traccia una strada ben diversa, e seppellisce letteralmente la concorrenza. Molto semplicemente, nel decennio appena trascorso, nulla si è avvicinato batman contro supermanin termini di ambizione e costruzione mitologica.

Perché è lì che il blockbuster segna molti punti e si distingue da tutti provenienti dalla produzione hollywoodiana. Interpretato da un ubriaco Ben Affleck, il suo Batman è un brutale vigilante, ossessionato dalla sua missione di vendetta, che perseguita gli inferi di Gotham. Superman, un vero e proprio semidio le cui azioni fanno impazzire gli umani, gode di un trattamento che potrebbe far strillare i fan ciechi del canone DC, ma che esplora brillantemente i simboli che porta.

Superman, tra ombra e luce

Perché Batman v Superman: L’alba della giustizia è un’opera davvero matura e complessa, profondamente nietzcheana. Attraverso il confronto implacabile tra due supereroi a cui tutto si oppone, Snyder esplora il problema del superuomo, la questione del superamento di se stessi, mentre ausculta grandi questioni politiche. Suo Batman v Superman: L’alba della giustizia non si accontenta di sputare stupidamente le immagini dell’11 settembre iscritte nell’inconscio collettivo, li mette in prospettiva e ci interroga sulle loro conseguenze.

I supereroi qui non sono post-adolescenti, alla mano, ma esseri eccezionali, travolti da domande, incertezze, l’obbligo morale di resistere. Lontano dai tormenti a volte un po’ artificiali di un Christopher Nolan, Zack Snyder riporta i suoi personaggi alla loro dimensione miticatra Olimpo e Valhalla.

Amy Adams, Henry CavillSuperman e le sue leggi

SUONO E LUCE

Il duello tra Ben Affleck e Henry Cavill diventa quindi un dibattito affascinante e superbamente incarnato sullo schermo, tra il bene comune, la questione della guerra preventiva e la nozione di deterrenza. Per fare questo, Snyder dà libero sfogo a tutto il suo arsenale estetico.

Troviamo così il direttore di 300 in pieno possesso dei suoi mezzi. Comporre un mondo ricco di immagini indimenticabili, come dimostra il suo primo quarto d’ora, immergersi in un universo incredibilmente cinematografico, la cui minima immagine stravolge letteralmente la retina dello spettatore (come l’introduzione a Sucker Punch), ci offre un’odissea di grandezza spesso fenomenale, persino schiacciante.

SuperuomoSuperman giudicato dagli uomini

Ci sono voluti tutto il suo talento, la sua acuta conoscenza della storia delle immagini e la sua capacità di trasformare in materia mitologica tutto ciò che passa davanti alla sua macchina da presa per far risorgere con tale potenza il personaggio di Wonder Woman. Vera rivelazione del film (che gode anche dell’unico pezzo memorabile di una fragorosa colonna sonora), Gal Gadot gode di una iconizzazione assolutamente folleche rispolvera all’istante un personaggio che è stato a lungo uno zimbello nostalgico.

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BatmanBatman Bestia

MERAVIGLIA QUANDO CI TIENI

Ma il suo trattamento è anche sintomatico dei veri difetti del film. Perché se è mirabilmente girato da Snyder, l’eroina viene introdotta con una cazzuola nella storia, come tutto ciò che non riguarda direttamente il confronto tra Batman e Superman. Proviamo così il panico della Warner all’idea di dover lanciare velocemente il suo universo estesoche interferisce regolarmente con la storia, al punto da rovinare l’ultimo atto.

batman contro superman abbandona improvvisamente il suo potere, rinuncia bruscamente alla sua scenografia, per tornare sui binari stabiliti dalla Marvel e ci infligge un’ultima battaglia digitale, che rasenta l’indigestione. Una delusione crudele, che appanna una storia che fino ad allora sembrava capace di rinnovare in modo sostenibile un genere soffocato dai suoi stessi codici.

foto, Gal GadotMeraviglia prendere in giro

Evidenziato dal trattamento riservato a Lex Luthor, ci si aspettava molto da Jesse Eisenberg, ma quest’ultimo purtroppo soffre della sindrome del cattivo ragazzo a ruota libera, ulteriormente accentuato dall’importanza data al duello tra Batman e Superman. Rapidamente insopportabile, l’attore non ha altro da offrire che una versione isterica di un personaggio famoso. Doveva dar onda alla storia e dargli un po’ di leggerezza, paradossalmente riesce solo ad appesantirla.

Allo stesso modo, il ritmo del film il dolce e lo squilibrio. Troppo lungo e difficile (probabilmente ha evitato per un soffio la classificazione R) per essere un innocuo intrattenimento di popcorn, ma non abbastanza lungo e sviluppato per essere l’affresco epico a cui aspira, batman contro superman quindi ci lascia in parte insoddisfatti, come se il film alla fine si rifiutasse di affrontare l’epopea che dovrebbe essere.

locandina

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