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Avengers: Infinity War – recensione pre-Endgame

L’ETÀ DELL’AZIONE

Ci vorranno solo pochi minuti per annunciare il colore. Distruzione, dominio, disillusione: Vendicatori: Infinity War non è qui per scherzare, né Thanos. Dopo un Vendicatori che ha definitivamente lanciato la macchina MCU in grida di entusiasmo e a I Vendicatori: l’era di Ultron molto meno riuscito e solido, vendicatori 3 alza l’asticella con un’epopea di 2h35, condensata di un’azione quasi ininterrotta. È apparso nella scena post-crediti diVendicatori e dentro Guardiani della GalassiaThanos aveva annunciato alla fine diI Vendicatori: l’era di Ultron cominciavano le cose serie.

Il Titano Matto sarebbe venuto a raccogliere lui stesso le Gemme dell’Infinito, sparse per l’MCU durante i film. La Pietra Spaziale alias Tesseract in Capitano America, Vendicatori poi Thor: Ragnarok ; la Pietra della Realtà è apparsa Thor: Il Mondo Oscuro e lasciato al Collezionista di Guardiani della Galassia ; la Pietra del Potere dentro Guardiani della Galassia ; la Pietra dello Spirito dentro I Vendicatori: l’era di Ultron ; la Pietra del Tempo, detenuta dal Dottor Strange; senza dimenticare la misteriosa Pietra dell’Anima: questa è la missione del villain ideata da Jim Starlin, e quindi la roadmap del kolossal, che è così gentile da non perdersi in esposizioni e grovigli.

guerra infinita è la storia di Thanos che cerca le pietre, pronto a schiacciare chiunque si metta sulla sua strada, con l’aiuto dei suoi tirapiedi e dei suoi immensi poteri. E poi il film si riduce a una corsa inesorabile contro l’inevitabile catastrofeattorno a una banda di supereroi travolta dalla scala del caos assoluto.

Il dottor Strange, Iron Man, Hulk e l’altro lì

AMARE DA MORIRE

Atteso a sua volta dopo anni in cui i cattivi intercambiabili sono diventati comuni alla Marvel, Thanos è il grande traguardo del film. Tecnicamente impressionante, il Mad Titan è portato dall’interpretazione di Josh Brolin e soprattutto da una solida scrittura. Se Vendicatori first name era un film sugli eroi, più del loro nemico, guerra infinita è il contrario.

Iron Man, Captain America, Thor, Black Widow, Black Panther, Spider-Man, i Guardiani della Galassia e compagnia sono tutti familiari e impegnati a coesistere per la prima volta in diverse bolle dell’universo. Thanos ha libero sfogo per governare, e lo fa. Raramente un archetipo cattivo è stato così forte e nobile, mosso da intenzioni credibili, dotato di una vera umanità, lacerata da emozioni palpabili, pur avendo un potere che il film non ha paura di esercitare. C’è almeno una scena fantastica, che definisce questo personaggio in un modo magnifico e oscuro, e farà un’impressione duratura, dando un nuovo colore al MCU.

Un confronto facile con X-Men: Apocalisseanch’esso articolato attorno a una grande cosa colorata, quasi divina, serve perfettamente il blockbuster Marvel, che non ha paura del suo grande cattivo. L’umorismo può essere onnipresente, con una manciata di battute irresistibili, ma è la guerra infinitamente terrificante di Thanos che veste il film in una nuvola apocalittica.

Foto, Josh Brolin Thanos, il vero cuore del film

JUMBO COSMICO

Vendicatori: Infinity War è ambizioso e generoso e moltiplica le scene di azione, confronto e altri incontri esplosivi. Chi sbadiglia al grigio che domina le Meraviglie terrestri può stare tranquillo: l’arcobaleno di colori piantato da James Gunn e ripreso da Taika Waititi brilla su gran parte del film, che si svolge in una moltitudine di luoghi noti, al di là delle solite decorazioni . Da dove uno sguardo regolarmente agganciato da una nuova sfaccettatura dell’universo, e un film polifonico che ha rivisto le varie correnti del MCU nel tentativo di ridistribuirli all’interno di un’unica narrazione.

Musica pop e luci da Guardiani della Galassia ai paesaggi del Wakanda con le loro melodie ancestrali, passando per le inevitabili capanne urbane, il film dei fratelli Russo si fa largo, determinati a riunire l’intera compagnia sotto forma di un best of. È un cocktail fragile, con le sue evidenti debolezze, sia nel montaggio parallelo che nel trattamento di alcuni personaggi, incastrati tra il primo e il secondo piano, né realmente importanti nella trama né realmente abbandonati tra le comparse (in particolare Hulk).

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Il risultato rimane comunque efficace, l’offerta della miscela una buona dinamica per il film, soprattutto quando le carte vengono rimescolate per creare squadre fantastiche.

Foto Chris Hemsworth Thor, Rocket e Groot: un trio inaspettatamente bello

Rimane però la questione della messa in scena dei fratelli Russo. Direttori di Capitan America: Il Soldato d’Inverno e Guerra civilescelto dopo Joss Whedon per dirigere guerra infinita e uno vendicatori 4 previsti per il 2019, hanno brillato finora per la loro capacità di sovraccaricare l’azione, con un montaggio febbrile capace di sparare agli spunti più interessanti. Il fenomeno qui è meno estremo, ma continua a gettare un velo di confusione e approssimazione sulle sequenze epiche. Il film compensa con la quantitàallineando e intrecciando i combattimenti, per portare lo spettatore su un’attrazione spettacolare, ma difficile da isolare un momento davvero eccezionale in questo grande film d’azione.

È tanto più deplorevole che durante una prima scena d’azione a New York, dove la telecamera segue i personaggi alla scoperta del caos, o nelle sequenze intorno a Thanos, Joe e Anthony Russo dimostrino di essere capaci di confezionare inquadrature raffinate, anche momenti iconici .

Foto Scarlett Johansson, Chris Evans, Chadwick Boseman Wakanda per sempre (o no)

FAME DI FINE

Se Vendicatori: Infinity War è così previsto, è anche perché dovrebbe marchiare l’MCU con un ferro caldo. Niente sarà più come prima: Kevin Feige ei suoi soldati lo strombazzano da mesi, addirittura anni. Le previsioni sui possibili decessi si sono moltiplicate, mentre la visibilità relativamente limitata nei prossimi anni (solo Spider-Man: Lontano da casa e Guardiani della Galassia Vol. 3 sono stati assicurati nel 2018, dopo Ant-Man e la vespa, Capitan Marvel e Vendicatori: Fine del gioco) lascia alcune porte aperte.

Di queste sorprese non diremo nulla, per paura di ricevere un pacco bomba con il logo Disney, oltre ad essere banditi dalla proiezione da oltre otto generazioni. Ma lo studio non ha mentito sulla merce. Se l’MCU in passato è stato troppo delicato con i suoi personaggi, anche a costo di bruciare il finto jolly della morte, Vendicatori: Infinity War sembra voltare pagina (ancora opaca va da sé), con la chiara intenzione di rendere giustizia a Thanos e ad un’avventura guerriera.

foto Pom Clementeff Dall’arte della disillusione

Nessuno dubita che, come i fumetti, un certo numero di cose alla fine possano essere annullate in seguito e che un blockbuster di questa portata obbedisca a specifiche che stabiliscono limiti insormontabili. La scena post-generica annuncia anche chiaramente dove andrà la cosa. vendicatori 3 tuttavia osa avventurarsi in territori fino ad allora quasi sconosciuti al MCU, in particolare offrendo uno dei finali più forti della sua storia.

Dopo un rugoso tuonando per più di due ore, l’avventura si conclude con una nota amara in modo sconcertante. Le sirene dello spettacolo si fermano per alcune scene disperate e mortali, dove il silenzio degli eroi sostituisce le sirene della guerra. Basta lo sguardo spaventato di un personaggio, un volto chiuso dal dolore, un piano finale tanto inquietante quanto anti-spettacolare, o una variazione inquietante sul tema dei Vendicatori, per immaginare che questo guerra infinita cambierà qualcosasia nella galassia Marvel che nel cuore di un pubblico che segue questi eroi con passione o curiosità ormai da un decennio.

manifesto francese

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