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Avengers: Age of Ultron – recensione sub-eroica

AVENGERS OSCURI (MA NON TROPPO).

Dopo un primo quarto d’ora straordinariamente intenso, che riesce per il momento di una scena introduttiva a seppellire i pezzi di coraggio più spettacolari della prima opera, il castello di carte (nazista) inizia a tremare pericolosamente. Perché l’edificio è combattuto tra due ambizioni inconciliabili: trovare l’umorismo scherzoso che è il segno distintivo della Marvel e offrire ai personaggi uno sviluppo più oscuro, che introduca l’atteso Capitan America guerra civile.

Quindi, stiamo scherzando o siamo accigliati?

Dopo i primi 20 minuti come sulle montagne russe, il ritmo dell’insieme inizia a balbettare, come se Joss Whedon non riuscisse mai a combinare il dramma a venire e l’esigenza umoristica della sua nota di intenti. Un paradosso che pian piano contagia l’intero progetto. Così, l’isteria spettacolare (sinonimo di inquadrature in sequenza digitale, virtuoso ma privo di ogni realtà) soffoca la direzione artistica e le impedisce, nonostante il budget faraonico, di stupirci.

FotoHa segato Ultron

Le situazioni si susseguono e si moltiplicano in una serie di insiemi intercambiabiliuna sorta di gloubi boulga urbana senz’anima, che una fotografia che ricorda i filtri di Instagram tenta di caratterizzare, e I Vendicatori: l’era di Ultron non ci mette molto a provocare dolore accanto al suo coetaneo Mad Max: Fury Road in termini di spettacolo fotografico. La trama è azzeccata e fa del suo meglio per combinare esigenze commerciali e appelli ai geek, senza alcuna reale preoccupazione per la coerenza. Che il film evochi la leggendaria Visione o faccia l’occhiolino a Black Panther, nessuno di questi ingredienti è legato o incarnato, e quindi non riesce ad emozionarci.

foto Chris Evans…non ci vuoi regalare Tom Hardy?

SPARA PER UCCIDERE

Infine, nonostante una manciata di scene particolarmente divertenti, come la furiosa e giubilante lotta tra Hulk e Iron Man o le risposte deliziosamente amorali lanciate da un carismatico Ultron, sorgono veri problemi di scrittura. Forse a causa della troppa fretta, senza dubbio per compiacere una frangia del pubblico americano apertamente conservatore, Joss Whedon si presta a un’ideologia reazionaria particolarmente malsana.

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Foto: Aaron Taylor-Johnson, Elizabeth OlsenUn po’ di sangue nuovo

Pertanto, i pochi momenti meravigliosamente divertenti del film pesano poco contro la filippica di Scarlett Johansson, che spiega tranquillamente che la sua sterilità la rende un “mostro” (hai letto bene). “Se spari per uccidere sei un Vendicatore”, dichiara Occhio di Falco, trasformando eroi ridenti in soldati aggressivi e dalla fronte bassa.

I Vendicatori: l’era di Ultron segna il primo vero fallimento della Marvel, la fase in cui i vari elementi della sua ricetta verranno parassitati al punto da rendere il tutto illeggibile e sgradevole. E nonostante le immagini iconiche, nonostante l’azione frenetica, il film soffre così del suo programma ingestibile, che trasforma un esercizio di generosità in una performance bulimica.

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