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abbiamo assistito allo shock tunisino della FIF di Saint-Jean-De-Luz

Come ogni anno, Ecran Large è presente al Saint-Jean-De-Luz International Film Festival, un festival di riferimento per opere prime e seconde. L’occasione per assistere alla nascita di nuovi autori, ma anche per prendere qualche schiaffo inaspettato. Come con Harka per esempio, che uscirà nei cinema il 2 novembre.

Caos, confusione, soldi

Di cosa si tratta ? A più di 10 anni dalla Primavera araba, nulla è cambiato per i giovani tunisini. Ali, un giovane solitario che sogna una vita migliore, affronta più che mai una vita quotidiana precaria e un futuro più incerto. Quando suo padre muore, deve prendersi cura delle sue due sorelline. Fra desiderio di cambiamento, responsabilità soffocanti e pulsioni rivoluzionarieAli dovrà fare delle scelte.

Come è stato ? Primo lungometraggio di Lotfy Nathan, Harka non è il suo primo lavoro, però, da quando ha realizzato un documentario nel 2013, Ragazzi delle 12vincitore del premio HBO per artisti emergenti, e che era stato adattato in finzione con il titolo Incanta i re della città. Basti dire che era previsto il suo primo tentativo di pura finzione. E non è stato vano poiché, diciamolo subito, Harka è uno schiaffo disarmante come piacciono a noi.

Schiaffo prima a livello strettamente visivo. Lotfy Nathan sa come maneggiare la macchina da presa, è ovvio, e soprattutto sa metterla al servizio del suo soggetto. Dotato di una messa in scena che non potrebbe essere più squadrata e controllata, Harka offre un susseguirsi di dipinti contemplativi di bellezza e poesia mozzafiato, in totale contrappunto all’aridità dei suoi temi. La natura è bella, accattivante, riposante, simbolica e gli esseri umani, ribelli e mortali, non cambieranno nulla nonostante i loro gesti. Utilizzando con grande cura e delicatezza scatti tanto dinamici e aggressivi quanto calmi e rilassanti, Nathan crea facilmente un universo sotto forma di una linea sottile tra i racconti ancestrali e la rivolta moderna.

Harka: foto, Adam BessaAdam Bessa, incendiario

Quindi schiaffeggia a un livello più narrativo. Si potrebbe pensare a prima vista che il film soffra di una mancanza di rischio narrativo, colpa di una tela classica e ritrita. Tuttavia, capiamo subito che il punto di vista del regista non è a questo livello. Meglio ancora: dal momento che Lotfy Nathan sembra ben consapevole che non rivoluzionerà la narrazione cinematografica con la sua sceneggiatura, lo usa per esprimersi tra le righecome il suo protagonista, soffocato da una struttura morbosa e disumana che cerca a tutti i costi un modo per vivere nei suoi difetti.

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Così si crea la vera storia del film da piccoli tocchi alla curva di questo o quello scatto. Qui un corpo esausto, là una fiamma a volte controllata, a volte selvaggia, o ancora questi brevi momenti sottili e delicati che riflettono una società schiacciata dal fallimento di una rivoluzione che si è immediatamente ripresa e si è rivolta contro di essa. Arriviamo quindi alla sensazione piuttosto strana diun personaggio che cerca con tutti i mezzi di far esplodere i limiti conosciuti della propria storia, e che si ritrova fatalmente catturato da lei ad ogni tentativo. Impressionante.

Harka: foto, Adam BessaUna ricerca sempre più ridotta di libertà

Eppure, lo schiaffo più grande deve ancora arrivare e ha un nome: Adam Bessa. Giovane attore sulla trentina che abbiamo già visto Il benedetto, Mosul o Tyler Raketiene il film a debita distanza, dall’inizio alla fine. Ossessiona ogni piano con la sua presenza magnetica, sempre oscillante tra rivolta interiore, autocontrollo, sopraffazione, umanità. Non contiamo più i momenti in cui ci diciamo che teniamo duro una delle più belle stelle nascenti del cinema attuale. E sembrerebbe che non siamo gli unici visto che il giovane attore ha ricevuto il Premio Interpretazione della sezione Un Certain Regard per questo film allo scorso Festival di Cannes.

Infine, Harka ha rapidamente superato il suo status di primo film da offrire una storia intensa, avvincente, impressionante di maestria ed emozione, ancorati a una realtà purtroppo fin troppo diffusa, e che sceglie la rivolta sapendo che da sola non accadrà mai. Un film da vedere non appena è sugli schermi, se non altro per la sua finitura tetanizzante, ultra potente e devastante.

E quando esce? Molto velocemente. Originariamente previsto per il 19 ottobre, sembra che il film sia ora programmato il prossimo 2 novembre.

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