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A Short Story: La vera storia della Dalia Nera

STORIA DEL CRIMINE AMERICANO

Il 15 gennaio 1947, il corpo mutilato e mozzato di Elizabeth Short fu trovato in un lotto libero a Los Angeles. Il 22enne, che ha preso il soprannome di “Black Dahlia” in riferimento al film La Dalia Blu diretto da George Marshall l’anno precedente, aveva lasciato il Massachusetts sperando di trovare il suo posto a Hollywood. Rimasta anonima fino alla morte, diventerà paradossalmente una figura antologica dell’America del dopoguerra e un’icona della cultura popolare (come storia dell’orrore americana Dove Il nero lo ha dimostrato).

Il suo omicidio irrisolto è diventato uno dei casi criminali più noti nella storia degli Stati Uniti. Lo scrittore James Ellroy se ne impossessò nel 1987 a La Dalia Nera per esorcizzare l’omicidio di sua madre, e l’orrore del crimine, la ricerca dell’assassino, la bellezza di Elizabeth o l’ambientazione hollywoodiana hanno partecipato un po’ di più la nascita di un mito, tanto terrificante quanto affascinante.

Una donna prima di essere una vittima

Per 75 anni, il caso ha ispirato tante opere quante supposizioni, tra cui un (cattivo) adattamento cinematografico di Brian de Palma nel 2006 e un altro a fumetti di David Fincher, Matz e Miles Hyman nel 2013.

Tuttavia, poiché i dettagli raccapriccianti del crimine e le teorie fumose continuano ad alimentare l’immaginazione, bancarelle, video di YouTube e programmi TV, Una breve storia prima interessato a Elizabeth Short, la vita che ha condotto e, in particolare, gli ultimi tre mesi prima della sua tragica scomparsa. Run e Florent Maudoux volevano raccontare “la vera storia della Dalia Nera”, come indica il titolo, e lo hanno fatto attraverso un libro tanto ambizioso quanto accattivante.

A Short Story: La vera storia della Dalia Nera: fotoBetty, per gli amici

RICORDI DI OMICIDIO

Una breve storia è molto più di un fumetto e lo mostra sin dall’inizio: la storia non inizia in scatole, ma con un testo fattuale e una cronologia sulla giovinezza di Elizabeth Short e sul suo passato prima di arrivare a Los Angeles. Poi, ovviamente, i disegni (a colori o in bianco e nero a seconda dell’edizione) prendono il sopravvento, e narrazione, tra graphic novel e narrativa biograficaassume quindi la forma di un documentario o di un’indagine giornalistica.

Utilizzando file declassificati dell’FBI, rapporti della polizia, articoli di stampa, foto d’archivio e testimonianze di persone che conoscevano Elizabeth, i due autori hanno condotto un lavoro di indagine e ricerca colossale e mozzafiato. Tante le fonti che hanno permesso loro di ripercorrere il cammino un po’ caotico e tortuoso della giovane nel modo più fedele e completo possibile, anche nelle illustrazioni.

A Short Story: La vera storia della Dalia Nera: fotoCortine fumogene

Dalle facciate degli edifici alle strade piene di riflettori, dalle hall degli hotel kitsch a una targa o un semplice adesivo su una valigia, i disegni di Florent Maudoux mostrano lo stesso rigore e attenzione ai dettagli rispetto ai testi scritti da Run. Tanto bella quanto impressionante, la ricostruzione della Los Angeles degli anni ’40 nello stile fotorealistico del fumettista corrisponde molto bene alla storia e restaura mirabilmente l’atmosfera sia oscura che glamour La Hollywood dell’epoca e l’America del dopoguerra, tra ribollenti, speranze e disillusioni.

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Oltre agli appunti, ai ritratti e agli articoli che rimandano alle bacheche, falsi annunci specifici di Label 619 rafforzano l’immersione e arricchiscono la storia, mentre la vita di Elizabeth Short si svela nei minimi dettagli nel corso degli anni, ma pur sempre con rispetto, correttezza e una certa modestia.

A Short Story: La vera storia della Dalia Nera: fotoEstratto dall’America degli anni ’40

UNA STORIA TRISTE

Lontano dalle fantasie e dai luoghi comuni mantenuti dall’inizio dell’attività, Una breve storia regalo un ritratto più umano, più intimo e probabilmente più realistico di Elizabeth Short. trova così il suo posto di persona, ma soprattutto di donna, dopo essere stata presentata come una stellina fallita, una prostituta o una signorina dai facili costumi.

Con i suoi capelli corvini, la sua carnagione di porcellana, il suo broncio ingenuo e la rosa tatuata sulla coscia, la giovane provinciale di Medford appare semplicemente come una bella ragazza sui vent’anni un po’ smarrita chi perde. La monotonia del suo nativo Massachusetts, la solitudine, l’influenza degli uomini o della realtà a volte, quando lei organizza la verità nelle sue lettere, al punto forse da credere alle proprie bugie.

A Short Story: La vera storia della Dalia Nera: fotoApparato e apparenze

Elizabeth svolazza, esce nei bar per andare a ballare, sogna l’amore, la grandezza e vive la sua esistenza con la grazia e il candore della giovinezza, cercando di sopravvivere come può attraverso incontri in una città che nasconde crimine, corruzione, miseria e il suo lato oscuro dietro i raggi dei riflettori e l’insegna di Hollywoodland. La storia, piuttosto avvincente, va poi oltre il thriller e la semplice realtà storica da sviluppare una storia drammatica e toccantefinché il colore e la vita scompaiono, in un’ultima immagine terribile e indimenticabile.

Altri documenti, come l’esame dei sospetti, e i dettagli di Run e Florent Maudoux sull’ideazione del progetto ampliano l’esperienza di lettura e offrono uno sguardo al lavoro svolto e all’indagine svolta in questo oggetto editoriale unico e suggestivo.

A Short Story: La vera storia della Dalia Nera è disponibile in Rue de Sèvres dal 31 agosto 2022

A Short Story: La vera storia della Dalia Nera: foto

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